IlPoetaPrigioniero

Molte voci lo narrano, parlano di una morte...
          	di un dolore silente, di una lapide senza nome e di un sepolcro spoglio.
          	Ma è dal dolore e dal silenzio che i saggi vengono forgiati.
          	Tacciono nei meandri dei propri pensieri, si consumano nella loro stessa ombra, mutano lentamente sotto il peso di ciò che hanno vissuto.
          	Eppure, è quando finalmente aprono gli occhi che comprendono la propria elevazione.
          	I rubini portano ancora gli strascichi del tormento e delle ferite, custodiscono nel loro rosso profondo le cicatrici di ciò che è stato.
          	Ma dopo il fragore del dolore arrivano le note della nostalgia, le melodie lontane dei ricordi, gli echi di ciò che un tempo fu.
          	E quando finalmente ti rialzi, qualcosa è cambiato.
          	Lo sguardo non cerca più ciò che è stato perduto, ma si posa oltre il confine del passato, verso un orizzonte differente.
          	Nuovo.
          	Perché talvolta bisogna attraversare la morte di ciò che eravamo per poter riconoscere, finalmente, chi siamo diventati.

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Molte voci lo narrano, parlano di una morte...
          di un dolore silente, di una lapide senza nome e di un sepolcro spoglio.
          Ma è dal dolore e dal silenzio che i saggi vengono forgiati.
          Tacciono nei meandri dei propri pensieri, si consumano nella loro stessa ombra, mutano lentamente sotto il peso di ciò che hanno vissuto.
          Eppure, è quando finalmente aprono gli occhi che comprendono la propria elevazione.
          I rubini portano ancora gli strascichi del tormento e delle ferite, custodiscono nel loro rosso profondo le cicatrici di ciò che è stato.
          Ma dopo il fragore del dolore arrivano le note della nostalgia, le melodie lontane dei ricordi, gli echi di ciò che un tempo fu.
          E quando finalmente ti rialzi, qualcosa è cambiato.
          Lo sguardo non cerca più ciò che è stato perduto, ma si posa oltre il confine del passato, verso un orizzonte differente.
          Nuovo.
          Perché talvolta bisogna attraversare la morte di ciò che eravamo per poter riconoscere, finalmente, chi siamo diventati.

IlPoetaPrigioniero

Dopo aver condiviso il dolore attaverso "LA MORTE DEL POETA" e aver ricevuto elogi e apprezzamenti (di questo, io estremamente grato) sono stato spinto (o spronato, fate voi) a voler scrivere ancora, nonostante avessi promesso a me stesso di prendermi una pausa.
          Questo mi ha messo davanti a un bivio: scrivere o lasciarsi sopraffare dalle emozioni?
          Risultato? Le due cose si sono fuse insieme.
          Adesso mi trovo a comporre una raccolta che parli della persona che sono adesso, che nonostante tutto: è fedele a cosa è diventato crescendo.
          Adesso mi sento: fiero, sicuro, fragile, forte, poeta e libero.
          Alla fine è venuto fuori qualcosa di autentico con quello che sono adesso.
          "QUESTO È IL MIO SHOW" sarà la mia prossima raccolta.❤️‍⛔️

IlPoetaPrigioniero

LA MORTE DEL POETA è arrivata al primo posto nella classifica "poetry"
          Sono così grato e orgoglioso di questo risultato, del riscontro e di come questa raccolta sia stata apprezzata.
          Nasce da un periodo per niente facile, ma da quel dolore ho appreso tanto e sono rinato.
          Grazie a chiunque abbia speso il suo tempo per leggere la mia raccolta.
          Grazie davvero... significa molto per me.
          
          

IlPoetaPrigioniero

@ lunariagirl  Grazie tesoro.
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IlPoetaPrigioniero

@ Silvia3324ZVZDJ  Grazie mille!
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lunariagirl

@ IlPoetaPrigioniero  sempre più fiera di te! 
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