LordSilvius

Buongiorno a tutti voi. Oggi vi lascio il pensiero di Guendalina Middei: "I cinque benefici della lettura: 1) Riduce lo stress: un mondo prende vita davanti agli occhi del lettore, suoni, odori, sentimenti, sensazioni prorompono dalla pagina scritta e ti trasportano momentaneamente in un’altra dimensione, facendoti dimenticare i tuoi problemi. Leggere è viaggiare in luoghi e in menti lontane, e vivere tante vite contemporaneamente, vedere l’alba attraverso gli occhi di un imperatore romano o di un soldato cileno. 2) Ci aiuta a capire noi stessi: Leggendo, entriamo nella pelle di un personaggio, cresciamo e soffriamo assieme a lui. È sorprendente, grazie a un semplice libro, possiamo sentire la voce, il cuore, l’anima di uomini che hanno vissuto secoli fa e di cui ormai non resta che polvere. E attraverso i dilemmi, gli amori, i patimenti di questi personaggi, che fungono da specchio, impariamo a conoscere noi stessi. 3) Migliora la memoria e la concentrazione: ricordare i nomi dei personaggi, tenere a mente la loro storia, i ricordi, le ambizioni, i desideri che li spronano, stimola le funzioni cerebrali e contrasta l’invecchiamento. 4) Migliora il tuo vocabolario: le parole sono l’arma più potente che abbiamo, sono il mezzo attraverso il quale comunichiamo i nostri sentimenti, i nostri pensieri, con cui diamo un nome alle nostre paure, alle nostre sensazioni. 5) Leggere da piacere: le grandi storie incantano, seducono, pungono come lame alle volte ma soprattutto ci emozionano, di danno un brivido di piacere, una scarica di adrenalina. E ci purificano attraverso la catarsi: la rappresentazione di eventi drammatici, di grandi avventure, di storie tragiche ci aiuta a trarre fuori dal nostro Io tutte le pesantezze quotidiane. L’uomo non può rinunciare al piacere di leggere.
          	E adesso io dico: E voi che ne pensate? E inoltre: perché leggete?

LordSilvius

Guendalina Middei, alias Professor X, è nata a Roma nel 1992. Fin da adolescente coltiva la sua grande passione per la letteratura e la cultura classica. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere e un master in Giornalismo culturale, si è dedicata alla didattica e alla formazione dei ragazzi dei licei e alla scrittura. Ha collaborato con diverse riviste letterarie e oggi firma una rubrica per l’“Indipendente”. 
          	  Nel 2021 ha esordito nella narrativa con il romanzo storico Clodio, seguito nel 2023 da Intervista con un matto, editi da Navarra Editore.
          	  Con Feltrinelli ha pubblicato i saggi divulgativi Innamorarsi di Anna Karenina il sabato sera (2024), Sopravvivere al lunedì mattina con Lolita (2025) e Non rinnegare il cuore. Storie di scrittori senza tempo e di sogni che non si spengono (2026).
          	  Nei suoi incontri a teatro avvicina giovani e adulti al mondo meraviglioso e inesauribile dei classici. Nel 2019 ha aperto la pagina Facebook Professor X e nel 2022 il profilo Instagram, divenuti punti di riferimento per oltre mezzo milione di lettori appassionati o incuriositi dalla letteratura.
Reply

LordSilvius

"Orwell temeva coloro che avrebbero bandito i libri. Huxley temeva che non ci sarebbe stato bisogno di bandire i libri, perché nessuno sarebbe stato più interessato a leggerli. Orwell temeva coloro che ci avrebbero privato delle informazioni. Huxley temeva coloro che ci avrebbero sommerso da così tante informazioni da ridurci alla passività e all'egoismo. Orwell temeva che la verità ci sarebbe stata nascosta. Huxley temeva che la verità sarebbe stata affogata in un mare di irrilevanza. Orwell temeva che la nostra sarebbe diventata una civiltà di schiavi. Huxley temeva che la nostra sarebbe diventata una civiltà di gente superficiale, attenta solo a piaceri infantili. In "1984" le persone sono controllate con il dolore. In "Il Mondo Nuovo" le persone sono controllate con il piacere. In breve, Orwell temeva che ciò che ci spaventa ci avrebbe rovinato. Huxley temeva che ciò che desideriamo e non riusciamo a controllare ci avrebbe rovinato. Ecco perché leggere oggi è una forma di resistenza. La lettura è una forma di ribellione, di resistenza, un modo per combattere contro i condizionamenti che la società impone, è difendere la propria mente, ricercare un’indipendenza immaginativa, conoscitiva, morale. Non smettete mai di leggere. Resistete. "
Reply

LordSilvius

“Come scegliere un libro? Il titolo lascia il tempo che trova, mentre la quarta di copertina può essere terribilmente fuorviante. Troppe volte millantano profondità e audacia, se non vera e propria genialità, e spacciano per capolavori libri assolutamente mediocri. Il modo migliore per scegliere un libro è leggerne un passo. Non per capire di cosa parla, ma per ascoltarne la voce. Non è la storia in sé ma il modo in cui la si narra che fa la differenza. Un grande scrittore può rendere affascinante qualunque storia. Un buon libro è quello che abbia una sua voce, un suo ritmo, un suo tono particolare… diffidate di quelle voci incolori, anonime che sembrano fatte con lo stampino, scritte per adattarsi a ogni lettore senza che in realtà dicano niente di nessuno. La voce dell’autore, una certa particolare atmosfera, una prosa elusiva e affascinante o al contrario verbosa e poco incline alla nostra sensibilità… sono innumerevoli le caratteristiche che possono attrarci o disamorarci in un romanzo. L’onestà per un lettore è essenziale: l’onestà di seguire le proprie inclinazioni, la propria sensibilità e di leggere sempre con il “cuore”, in cerca di quel brivido lungo la colonna vertebrale e non per una sciocca pretesa di affettazione culturale. Per cioè dire di un libro “l’ho letto”. Alle volte io ho avuto l’impressione che un libro mi parlasse direttamente e custodisse un messaggio speciale… rivolto a me, a me soltanto. Scegliete in definitiva quei libri che vi parlano, che rispondono a domande inespresse che non avete avuto il coraggio di formulare, scegliete quei libri che quando li leggete vi provocano un brivido di ansia, di stupore perché sembrano scritti apposta per voi.”
Reply

LordSilvius

Buongiorno a tutti voi. Oggi vi lascio il pensiero di Guendalina Middei: "I cinque benefici della lettura: 1) Riduce lo stress: un mondo prende vita davanti agli occhi del lettore, suoni, odori, sentimenti, sensazioni prorompono dalla pagina scritta e ti trasportano momentaneamente in un’altra dimensione, facendoti dimenticare i tuoi problemi. Leggere è viaggiare in luoghi e in menti lontane, e vivere tante vite contemporaneamente, vedere l’alba attraverso gli occhi di un imperatore romano o di un soldato cileno. 2) Ci aiuta a capire noi stessi: Leggendo, entriamo nella pelle di un personaggio, cresciamo e soffriamo assieme a lui. È sorprendente, grazie a un semplice libro, possiamo sentire la voce, il cuore, l’anima di uomini che hanno vissuto secoli fa e di cui ormai non resta che polvere. E attraverso i dilemmi, gli amori, i patimenti di questi personaggi, che fungono da specchio, impariamo a conoscere noi stessi. 3) Migliora la memoria e la concentrazione: ricordare i nomi dei personaggi, tenere a mente la loro storia, i ricordi, le ambizioni, i desideri che li spronano, stimola le funzioni cerebrali e contrasta l’invecchiamento. 4) Migliora il tuo vocabolario: le parole sono l’arma più potente che abbiamo, sono il mezzo attraverso il quale comunichiamo i nostri sentimenti, i nostri pensieri, con cui diamo un nome alle nostre paure, alle nostre sensazioni. 5) Leggere da piacere: le grandi storie incantano, seducono, pungono come lame alle volte ma soprattutto ci emozionano, di danno un brivido di piacere, una scarica di adrenalina. E ci purificano attraverso la catarsi: la rappresentazione di eventi drammatici, di grandi avventure, di storie tragiche ci aiuta a trarre fuori dal nostro Io tutte le pesantezze quotidiane. L’uomo non può rinunciare al piacere di leggere.
          E adesso io dico: E voi che ne pensate? E inoltre: perché leggete?

LordSilvius

Guendalina Middei, alias Professor X, è nata a Roma nel 1992. Fin da adolescente coltiva la sua grande passione per la letteratura e la cultura classica. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere e un master in Giornalismo culturale, si è dedicata alla didattica e alla formazione dei ragazzi dei licei e alla scrittura. Ha collaborato con diverse riviste letterarie e oggi firma una rubrica per l’“Indipendente”. 
            Nel 2021 ha esordito nella narrativa con il romanzo storico Clodio, seguito nel 2023 da Intervista con un matto, editi da Navarra Editore.
            Con Feltrinelli ha pubblicato i saggi divulgativi Innamorarsi di Anna Karenina il sabato sera (2024), Sopravvivere al lunedì mattina con Lolita (2025) e Non rinnegare il cuore. Storie di scrittori senza tempo e di sogni che non si spengono (2026).
            Nei suoi incontri a teatro avvicina giovani e adulti al mondo meraviglioso e inesauribile dei classici. Nel 2019 ha aperto la pagina Facebook Professor X e nel 2022 il profilo Instagram, divenuti punti di riferimento per oltre mezzo milione di lettori appassionati o incuriositi dalla letteratura.
Reply

LordSilvius

"Orwell temeva coloro che avrebbero bandito i libri. Huxley temeva che non ci sarebbe stato bisogno di bandire i libri, perché nessuno sarebbe stato più interessato a leggerli. Orwell temeva coloro che ci avrebbero privato delle informazioni. Huxley temeva coloro che ci avrebbero sommerso da così tante informazioni da ridurci alla passività e all'egoismo. Orwell temeva che la verità ci sarebbe stata nascosta. Huxley temeva che la verità sarebbe stata affogata in un mare di irrilevanza. Orwell temeva che la nostra sarebbe diventata una civiltà di schiavi. Huxley temeva che la nostra sarebbe diventata una civiltà di gente superficiale, attenta solo a piaceri infantili. In "1984" le persone sono controllate con il dolore. In "Il Mondo Nuovo" le persone sono controllate con il piacere. In breve, Orwell temeva che ciò che ci spaventa ci avrebbe rovinato. Huxley temeva che ciò che desideriamo e non riusciamo a controllare ci avrebbe rovinato. Ecco perché leggere oggi è una forma di resistenza. La lettura è una forma di ribellione, di resistenza, un modo per combattere contro i condizionamenti che la società impone, è difendere la propria mente, ricercare un’indipendenza immaginativa, conoscitiva, morale. Non smettete mai di leggere. Resistete. "
Reply

LordSilvius

“Come scegliere un libro? Il titolo lascia il tempo che trova, mentre la quarta di copertina può essere terribilmente fuorviante. Troppe volte millantano profondità e audacia, se non vera e propria genialità, e spacciano per capolavori libri assolutamente mediocri. Il modo migliore per scegliere un libro è leggerne un passo. Non per capire di cosa parla, ma per ascoltarne la voce. Non è la storia in sé ma il modo in cui la si narra che fa la differenza. Un grande scrittore può rendere affascinante qualunque storia. Un buon libro è quello che abbia una sua voce, un suo ritmo, un suo tono particolare… diffidate di quelle voci incolori, anonime che sembrano fatte con lo stampino, scritte per adattarsi a ogni lettore senza che in realtà dicano niente di nessuno. La voce dell’autore, una certa particolare atmosfera, una prosa elusiva e affascinante o al contrario verbosa e poco incline alla nostra sensibilità… sono innumerevoli le caratteristiche che possono attrarci o disamorarci in un romanzo. L’onestà per un lettore è essenziale: l’onestà di seguire le proprie inclinazioni, la propria sensibilità e di leggere sempre con il “cuore”, in cerca di quel brivido lungo la colonna vertebrale e non per una sciocca pretesa di affettazione culturale. Per cioè dire di un libro “l’ho letto”. Alle volte io ho avuto l’impressione che un libro mi parlasse direttamente e custodisse un messaggio speciale… rivolto a me, a me soltanto. Scegliete in definitiva quei libri che vi parlano, che rispondono a domande inespresse che non avete avuto il coraggio di formulare, scegliete quei libri che quando li leggete vi provocano un brivido di ansia, di stupore perché sembrano scritti apposta per voi.”
Reply

LordSilvius

Buongiorno a tutti voi. Oggi pubblico il pensiero, su ciò che riguarda la scrittura, di Roberto Cotroneo: "Il potere culturale non c'è più, ma il rischio è che tutto questo possa condurre al populismo. Da quello becero, che riguarda le polemiche politiche e che conosciamo bene, a quello chic, di cui ancora non parla nessuno. È arrivato il momento di mettervi a scrivere, se lo desiderate. Non è mai abbastanza tardi, non è mai troppo difficile. Dipende solo da voi. [Scrivere] È un modo per alleggerirsi dei pesi della vita. È più semplice di quanto si pensi. Talvolta funziona, altre volte il risultato non è quello giusto. Ma non c’è altro modo di partire. La scrittura è il miglior modo per fare disordine nelle proprie vite. Scrivere significa rovesciare cassetti, aprire armadi, spolverare stanze, stupirsi di tante cose che non si immaginava di avere. Se scrivi inventi un’altra vita. Se vivi ti tieni quella che hai. Questo significa esattamente: o si vive o si scrive. Se sai guardare le cose, allora le sai raccontare, se sai ascoltare le persone le puoi far diventare personaggi, se sai amare puoi raccontare l’amore, e se ti tocca odiare saprai raccontare l’odio. Ma nessuno potrà mai raccontare quello che non sente. Solo chi sa, chi conosce la propria voce può pensare di scrivere."

LordSilvius

Nel 2018 esce il suo nuovo romanzo, dopo cinque anni di lavoro, intitolato: Niente di personale, parla dell'Italia degli ultimi trent'anni e sulla nostra identità. Nel 2020 pubblica un saggio dedicato al pianista Arturo Benedetti Michelangeli, intitolato: Il demone della perfezione.
Reply

LordSilvius

Roberto Cotroneo, all'anagrafe Roberto Francesco Cotroneo, è un giornalista, scrittore e fotografo italiano. Il suo primo libro è del 1991: All'Indice. Sulla cultura degli anni Ottanta e vince il Premio Feronia-Città di Fiano nella categoria critica militante. Tre anni dopo esce: Se una mattina d'estate un bambino (Lettera a mio figlio sull'amore per i libri), dove racconta al figlio alcuni autori: da Robert Louis Stevenson a T.S.Eliot, a J.D.Salinger. L'anno successivo pubblica il romanzo Presto con fuoco, un romanzo con al centro la figura di un pianista, ispirata ad Arturo Benedetti Michelangeli e una partitura segreta di Chopin. Il secondo romanzo, Otranto, è dedicato al Salento. E con L'età perfetta vince il premio Fenice-Europa. Per un attimo immenso ho dimenticato il mio nome è invece un romanzo sugli scacchi e sugli specchi, sulla musica degli ultimi Quartetti di Beethoven. Poi pubblica un saggio dedicato alla narrativa di Umberto Eco: Eco: due o tre cose che so di lui e l'anno successivo è la volta di Chiedimi chi erano i Beatles. Poi pubblica: Manuale di scrittura creativa, dieci lezioni sulla scrittura creativa. Il vento dell'odio: romanzo sul terrorismo dagli anni Settanta al contemporaneo. Il segreto di Chet Baker dove, in forma di romanzo, parla del celebre jazzista. Una raccolta di poesie intitolata I Demoni di Otranto. Il romanzo Betty, un giallo raccontato in prima persona dallo scrittore Georges Simenon e ambientato sull'isola francese di Porquerolles. Protagonista una donna misteriosa ossessionata dai romanzi del grande scrittore belga, che viene assassinata. Simenon per la prima volta nella sua vita dovrà improvvisarsi Maigret per scoprire il colpevole. Nel 2017 pubblica il suo primo libro che unisce le sue fotografie con i testi che le accompagnano, frutto di un lungo lavoro fatto nei musei e negli spazi espositivi, e intitolato: Genius Loci.
Reply

LordSilvius

Buongiorno a tutti voi. Oggi pubblico il pensiero, su ciò che riguarda la scrittura, di Lisa Scottoline: " Sai come si chiamano le persone che accumulano libri? Intelligenti. La verità è che ogni scrittore, che si tratti di narrativa o saggistica, sta cercando di scrivere qualcosa di veramente originale ed è quello che penso di fare. Se non fosse per i tour dei libri, non uscirei mai di casa mia. Mi piacciono gli scritti fantastici, ma mi piacciono anche le storie fantastiche. I miei libri preferiti hanno entrambi, e sono di scrittori americani contemporanei e commerciali. Amo il mio lavoro e amo i libri. Ho letto qualsiasi cosa, comprese le scatole di cereali. Mi interessa profondamente quello che la gente pensa dei miei libri e memorizzo le mie recensioni. Mi piace ascoltare i miei lettori. Veramente non ho mai pensato a me stessa come se stessi scrivendo thriller legali, e ancora non penso di farlo. Scrivo storie sulle donne. La verità è che ogni scrittore deve essere un buon editore e deve modificare se stesso. È un'abilità che ogni scrittore deve acquisire.
          
          Lisa Scottoline è una scrittrice statunitense di legal thriller. Nata a Filadelfia, si laurea a pieni voti in lingua inglese all'Università di Pennsylvania. Nel 1981 si laurea in giurisprudenza alla University of Pennsylvania Law School. Professa l'avvocatura con successo, fino alla nascita di sua figlia: da quel momento decide di ritirarsi dal foro e di darsi alla scrittura a tempo pieno. Nel 1995 vince l'Edgar Allan Poe Award per il romanzo Final Appeal, mentre il romanzo Il momento della verità ha raggiunto il quinto posto nella lista dei best seller del New York Times.

LordSilvius

@Lodian81 Come lei desidera, signore. Sarà fatto. :-)
Reply

Lodian81

@LordSilvius interessante anche questo. Ma qualche autore \ autrice italiana? Sarei interessato anche a loro
Reply

LordSilvius

Buongiorno a tutti voi. Oggi pubblico il pensiero, su ciò che riguarda la scrittura, di Ned Beauman: "Non potresti amare veramente niente se non odi almeno qualcosa. Anzi, forse non potresti amare veramente niente se non odi quasi tutto. Fino all'età di 16 anni non leggevo altro che fantascienza. Amavo William Gibson e lo amo ancora. Ma il mio libro preferito da grande, per molto tempo, è stato "Snow Crash" di Neal Stephenson, che devo aver letto una dozzina di volte quando ero adolescente. Odio tornare indietro su quello che ho scritto. Mi fa sentire fisicamente male. La trama è estremamente importante per me: non sopporto i libri in cui non accade nulla e non riesco a immaginare di scrivere un romanzo senza almeno un omicidio. Tengo sempre un libro enorme per un volo, perché poi lo leggi in entrambi gli aeroporti e sull'aereo e quando arrivi a casa sei a un quarto del percorso e non ti sembra più così ingestibile. La similitudine deve corrispondere al tono dell'ambiente circostante e deve essere come un piccolo scherzo. Scrivere una similitudine che non sia divertente a un certo livello è piuttosto difficile. Non ho mai veramente la sindrome della pagina bianca. Non vengo bloccato. Ho un piano per il mio romanzo prima di iniziare che, sebbene incompleto, probabilmente contiene materiale sufficiente per diversi romanzi di un tipo di scrittore più tranquillo. E cerco di abbracciare quel materiale e vedere dove mi porta. Non ho mai veramente capito tutta quella faccenda degli scrittori che evitano i romanzi di altri scrittori mentre lavorano da soli. Mistero, indagine, false piste, soluzioni: associamo quella struttura alla narrativa di genere, ma esiste anche nelle nostre vite reali. Non c'è motivo per cui la narrativa letteraria non dovrebbe essere in grado di riconoscerlo e renderlo fresco. Amo le frasi. Amo i personaggi. Ma soprattutto, forse, mi piace lavorare sulla trama, e potrebbe essere lì che risiedono i miei doni naturali, se ne ho."

Lodian81

@LordSilvius Buon fine settimana anche a te!
Reply

LordSilvius

@Lodian81 Succede... ma visto che tu lo sai e sai anche che io pubblico tutti i giorni un autore diverso passa. Buon fine settimana a te. :)
Reply

Lodian81

@LordSilvius Ma questa perchè non mi è arrivata la notifica?
Reply

autorfantascienza

Ciao, nelle tue kilometrica presentazine di scrittori di un certo spessore non sono ancora riuscita a trovare nulla su URSULA K. Le Guin, cobsiderata una delle figure più influenti ed amata della lettira fantacientifica del XX secolo. Usava la fantascienza come strumento di esplorazione filosofica e sociale. Ha usato la fantascienza e il fantasy per porre domande serie sul nostro mondo: i temi che più le erano cari erano L'antropologia e la società, l'Ecologia e il potere, l'Anarchia e l'Utopia, toccando anche temi piu specifici come il femmnismo e il genere. Il suo staile e' stato descritto com " esile e potente" capace di vreare interi mondi con una precisione quasi antropologica. Avevea un profondità eccezionale me prediligeve una prosa chiar , pulita e di grande precisione . Alcune case editrici a cui ho mandato alcuni manoscritti, nella valutazione hanno associato il mio stile al suo. Nei manoscritti originali , non quelli pubblicati su wattpad, ch risulterebbero troppo profindi, come lei le mie storie sono prive di orpelli retorici, superflui per renderle potemti. Ho latto vari suoi libri, quello che mi ha preso di più è: £La mano sinistra delle tenebre" ambintato su un pianeta i cui abitanti sono ambisessuali, privi di sesso fisso per la maggior parte del tempo. Un tema attuale che rivoluziona le nostre percezioni di genere e identità.
          Mi scuso per questa incursione nel tuo spazio, "sagrado" spero di non aver interrotto il filo dei tuoi pensieri. E se per caso avessi scritto su di lei, nei varie utilissimo kilometri di conversazione, mi scuso doppiamente.

LordSilvius

@autorfantascienza Lessi tutti i fantasy famosi – Alice nel Paese delle Meraviglie, e Il vento tra i salici, e Kipling. Adorai Il libro della giungl'a di Kipling. E poi quando fui più grande scoprii Lord Dunsany. Mi aprì un intero nuovo mondo – il mondo del fantasy puro. E... Il serpente Ouroboros. Ancora, puro fantasy. Mi ha molto, molto arricchita. E poi mio fratello ed io ci addentrammo nella fantascienza quando avevo 11 o 12 anni. All'inizio Asimov, roba del genere. Ma non ebbe troppo effetto su di me. Fu solo quando tornai alla fantascienza e scoprii Sturgeon – ma soprattutto Cordwainer Smith. ... Lessi il racconto "Alpha Ralpha Boulevard", e mi fece solo pensare, "Wow! Questa roba è così bella, e così strana, e voglio fare qualcosa di simile."» Le Guin muore nel 2018 e il suo necrologio sul New York Times la ricordò con queste parole: «L'autrice immensamente popolare che portò profondità letteraria e una tenace sensibilità femminista alla fantascienza e al fantasy con libri come La mano sinistra delle tenebre e il ciclo di Earthsea.»
Reply

LordSilvius

@autorfantascienza Ursula Kroeber Le Guin, meglio conosciuta come Ursula K. Le Guin, è stata una scrittrice e glottoteta statunitense, autrice di fantascienza e di fantasy. A metà degli anni '50 lesse Il Signore degli Anelli di Tolkien, che ebbe un enorme impatto su di lei. Ma piuttosto che spingerla a seguire le orme di Tolkien, questa lettura le dimostrò le possibilità del genere fantasy. Così che ha vinto cinque premi Hugo e sei premi Nebula - i massimi riconoscimenti della letteratura fantastica - ed è considerata una delle principali autrici di fantascienza. La profondità e attualità dei suoi temi, che spaziano dal femminismo all'utopia e al pacifismo, hanno reso i suoi romanzi noti e apprezzati in tutto il mondo. Tra le sue opere si ricordano in particolare La mano sinistra delle tenebre e I reietti dell'altro pianeta. Le Guin cominciò a interessarsi alla letteratura molto presto. All'età di undici anni propose la sua prima storia alla rivista Astounding Science Fiction, ma non fu pubblicata. Poi scrisse cinque romanzi, tutti rifiutati dalle case editrici perché considerati inaccessibili. In questo periodo scrisse anche poesie, tra cui Wild Angels. Alla ricerca di un modo per esprimere i suoi interessi, tornò alla passione per la fantascienza e i suoi lavori cominciarono a essere pubblicati regolarmente. Nel dicembre del 2009, Le Guin si ritirò dalla Authors Guild, la più grande e più antica associazione di scrittori negli Stati Uniti, per protestare contro il sostegno a Google Libri, il progetto di digitalizzazione di libri creato da Google. Nella lettera alla Authors Guild scrisse: «Avete stretto un patto con il diavolo. Ci sono dei principi coinvolti, soprattutto l'intero concetto di copyright; e sono questi che vi è sembrato opportuno abbandonare a una corporation, alle loro condizioni, senza lottare.» Quando le furono chieste le sue fonti di ispirazione, rispose così:«Appena imparai a leggere, lessi di tutto.
Reply

LordSilvius

@autorfantascienza Scusa tu per non aver risposto prima, non mi è arrivata la notifica e vedo solo ora. Bene, per quanto riguarda la URSULA K. LE Guin ti inserisco qui di seguito quanto scritto a suo tempo su di lei: Ursula Kroeber Le Guin, "La vita e la morte sono la stessa cosa, come le due facce della mano, il palmo e il dorso. Eppure il palmo e il dorso non sono la stessa cosa. Non possono essere separati, ma neppure mischiati. Via via che cresce il potere reale di un uomo, via via che si allarga la sua conoscenza, le strade che può seguire si fanno sempre più strette: e alla fine quell’uomo non sceglierà affatto, ma farà solo ciò che deve fare, e lo farà fino in fondo. Non fare una cosa soltanto perché appare virtuoso, ammirevole o nobile farla; non fare una cosa solo perché sembra un bene farla; fai soltanto ciò che devi fare e che non puoi fare in altro modo. Quell’individualità che è il nostro tormento, e anche il nostro tesoro e la nostra umanità, non sopravvive. Cambia. Sparisce, come un’onda sul mare. Vorresti forse che il mare si fermasse e le maree cessassero, per salvare una sola onda? L’idea è come l’erba. Brama la luce, ama le folle, s’irrobustisce con gli incroci, cresce più forte se la si calpesta. Per imparare chi siamo, non guardate la storia ma le arti, l’archivio del meglio, il nostro genio. La storia deve essere ciò da cui siamo fuggiti. È ciò che eravamo, non ciò che siamo. La storia è ciò che non dobbiamo fare mai più. Si può dire che davvero qualunque cosa può succedere [nel futuro] senza paura di essere contraddetto da chi ci nascerà. Il futuro è un laboratorio sicuro, sterile per sperimentare le idee, un mezzo per riflettere sulla realtà, un metodo."
Reply

LordSilvius

Buongiorno a tutti voi. Oggi pubblico il pensiero, su ciò che riguarda la scrittura, di Mary Wollstonecraft: "L’istruzione rappresenta l’unico mezzo per liberare le donne dal giogo dell’oppressore. Un’educazione perfetta è data dall’esercizio dell’intelletto, mirato a fortificare il corpo e a temprare il cuore: in altre parole, mettere l’individuo in grado di acquisire un’abitudine alla virtù, tale da renderlo autonomo. Se le donne non rinunceranno all’arbitrario potere della bellezza, dimostreranno che esse hanno meno intelletto dell’uomo. È la giustizia, non la carità, che manca nel mondo. Prenditi cura di me con quella nobile tenerezza che solo in te ho trovato. Vorrei che le donne avessero potere non sugli uomini, ma su loro stesse. Nessun uomo sceglie il male perché è il male; lo scambia solo per la felicità, per il bene che cerca. Le donne sono ingannate dai loro amanti, come i principi dai ministri, giacché si illudono di regnare su di loro. Nell’ordinamento del mondo naturale, si osserva una generale debolezza fisica della femmina rispetto al maschio. È la conservazione della specie, non di uno solo, che sembra essere il disegno di una divinità attraverso la natura intera. Dubito che la pietà e l'amore siano così simili come sostengono i poeti, poiché raramente vedo nascere compassione di fronte alla situazione delle donne, a meno che esse non siano belle. È tempo di compiere una rivoluzione nei modi di esistere delle donne - è tempo di restituire loro la dignità perduta - e fare in modo che esse, come parte della specie umana, si adoperino, riformando se stesse, per riformare il mondo. "

LordSilvius

La loro unione durò pochi mesi dopo aver dato alla luce la sua seconda figlia, Mary, la nota futura scrittrice, le conseguenze del parto le furono fatali e morì di setticemia. Il marito scrisse: «credo fermamente che non esistesse una donna eguale a lei al mondo. Eravamo fatti per essere felici e ora non ho la minima speranza di esserlo mai più»
Reply

LordSilvius

Mary Wollstonecraft è stata una filosofa e scrittrice britannica, considerata la fondatrice del femminismo liberale. Ebbe una vita relativamente breve e avventurosa ricca di amicizie e di grandi dedizioni, ed ebbe anche relazioni tempestose fino al matrimonio con il filosofo William Godwin, precursore dell'anarchismo, dal quale ebbe la figlia Mary, nota scrittrice e moglie del poeta Percy Bysshe Shelley. Antesignana del femminismo, Mary Wollstonecraft è nota soprattutto per il suo libro A Vindication of the Rights of Woman, nel quale sostenne, contro la prevalente opinione del tempo, che le donne non sono inferiori per natura agli uomini, anche se la diversa educazione a loro riservata nella società le pone in una condizione di inferiorità e di subordinazione. Avendo necessità di guadagnarsi da vivere, accettò un impiego di educatrice delle figlie di un ricco proprietario terriero irlandese. In quel frangente lesse Rousseau e scrisse il romanzo autobiografico Mary, a Fiction, che incorpora molte tematiche romantiche come l'importanza della fantasia, il sentimento religioso, il viaggio come occasione di crescita morale, il tutto affrontato con una scrittura disadorna e realistica. La Wollstonecraft, dopo essersi liberata della depressione tornò a lavorare nella Casa editrice Johnson e a frequentare il vecchio circolo intellettuale e ritrovò William Godwin. Fra di loro iniziò una relazione e decisero di sposarsi. Dopo che Mary rimase incinta, Il fatto che fosse una «madre nubile» e che si sposasse quando già aspettava un bambino, poteva scandalizzare la società dell'epoca, non certo Godwin che non a caso, nel suo scritto Political Justice, si era dichiarato favorevole all'abolizione dell'istituto matrimoniale. Si sposarono soltanto per far cessare, per quanto possibile, i pettegolezzi: infatti, dopo il matrimonio, andarono ad abitare in due case adiacenti, in modo da conservare ciascuno la propria indipendenza.
Reply

LordSilvius

Buongiorno a tutti voi e buon inizio settimana. Oggi pubblico i consigli su come scrivere al meglio lasciati da Amos Oz: "Quand'ero piccolo, da grande volevo diventare un libro. Non uno scrittore, un libro: Perché le persone le si può uccidere come formiche. Anche uno scrittore, non è difficile ucciderlo. Mentre un libro, quand’anche lo si distrugga con metodo, è probabile che un esemplare comunque si salvi e preservi la sua vita di scaffale, una vita eterna, muta, su un ripiano dimenticato in qualche sperduta biblioteca, a Reykjavik, Valladolid, Vancouver. Se capitò due o tre volte che non ci fosse abbastanza denaro per comprare il necessario per il Sabato, mamma guardò papà e papà capì che era arrivato il momento di scegliere la vittima sacrificale. Subito dopo, andava nell’armadio dei libri: era un uomo di principi, e sapeva che il pane veniva prima dei libri e che il bene del bambino veniva prima di tutto. Rammento la sua schiena curva mentre passava dalla porta con tre o quattro amati tomi sotto il braccio, diretto con il cuore infranto al negozio del signor Meyer, a vendere qualche prezioso volume, come fosse stato un taglio della sua carne. Capivo il suo dolore: papà aveva un rapporto carnale con i libri. Amava toccarli, frugarli, accarezzarli, annusarli. In effetti, i libri di allora erano molto più sexy di quelli di adesso: c’era di che annusare, accarezzare, tastare."

LordSilvius

Amos Oz è stato uno scrittore e saggista israeliano. Oltre ad essere stato autore di romanzi e saggi, Oz è stato giornalista e docente di letteratura alla Università Ben Gurion del Negev, a Be'er Sheva. Sin dal 1967 è stato un autorevole sostenitore della "soluzione dei due Stati" del conflitto arabo-israeliano. Nel suo romanzo autobiografico, Una storia di amore e di tenebra, Oz ha raccontato, attraverso la storia della sua famiglia, le vicende storiche del nascente Stato di Israele dalla fine del protettorato britannico: la guerra di indipendenza, gli attacchi terroristici dei Fedayyin, la vita nei kibbutz. Nella vita dello scrittore è stato determinante il suicidio della madre, avvenuto quando il piccolo Amos aveva appena dodici anni. L'elaborazione del dolore si sviluppa ben presto in un contrasto con il padre, un intellettuale vicino alla destra ebraica. Il contrasto padre-figlio portò alla decisione del ragazzo di entrare nel kibbutz Hulda e di cambiare il cognome originario "Klausner" in "Oz", che in ebraico significa "forza" Nelle sue opere, Oz tende a rappresentare i protagonisti in modo realistico e con un lieve tocco ironico. Il tema del kibbutz nei suoi scritti è trattato con un tono in un certo senso critico. Oz attribuisce a una traduzione dei racconti di Winesburg, Ohio dello scrittore statunitense Sherwood Anderson la sua decisione di ”scrivere quello che era intorno a me”. Nel romanzo Una storia di amore e di tenebra, in cui racconta la sua infanzia e adolescenza negli anni travagliati che videro la nascita di Israele, Oz riconosce al “modesto libro” di Anderson il merito di avergli fatto capire che "il mondo scritto… gira sempre intorno alla mano che sta scrivendo, indipendentemente da dove stia scrivendo: il posto in cui sei è il centro dell'universo"
Reply

LordSilvius

Buongiorno a tutti voi e buon inizio settimana. Oggi pubblico i consigli su come scrivere al meglio lasciati da Beverly Atlee Cleary: "Se non vedi il libro che desideri sugli scaffali, scrivilo. I miei libri preferiti sono un elenco in continua evoluzione, ma uno dei preferiti è rimasto costante: il dizionario. La parola che voglio usare è pratica o pratica scritta? Il dizionario lo sa. Il dizionario rallenta anche la mia scrittura perché è una lettura così interessante che mi distraggo. Molto spesso qualcuno dirà: in che anno si svolgono i tuoi libri? e l'unica risposta che posso dare è: Nell'infanzia. Non ho iniziato a scrivere per dare speranza ai bambini, ma sono contenta che alcuni di loro l'abbiano trovata. Niente al mondo è così bello come poter creare qualcosa da un'idea improvvisa. Non fermarti adesso. Vai avanti! Sii lettore per tutta la vita. E non dimenticare che bibliotecari e insegnanti possono aiutarti a trovare i libri giusti da leggere. Non inizio necessariamente con l'inizio del libro. Comincio semplicemente con la parte della storia che è più vivida nella mia immaginazione e da lì lavoro avanti e indietro. La chiave per scrivere YA di successo è tenere gli adulti fuori dalla storia il più possibile. Gli scrittori sono bravi a cogliere ciò di cui hanno bisogno qua e là. Ho letto i miei libri ad alta voce prima che fossero pubblicati. Non credo che i sentimenti interiori dei bambini siano cambiati. Vogliono ancora una madre e un padre nella stessa casa; vogliono posti in cui giocare."

LordSilvius

Beverly Atlee Cleary, è stata una scrittrice americana di narrativa per bambini e giovani adulti . Uno degli autori di maggior successo d'America, 91 milioni di copie dei suoi libri sono state vendute in tutto il mondo da quando il suo primo libro è stato pubblicato nel 1950. Alcuni dei suoi personaggi più noti sono Ramona Quimby e Beezus Quimby , Henry Huggins e il suo cane Ribsy, e Ralph S. Mouse. La maggior parte dei libri di Cleary sono ambientati nel quartiere di Grant Park a nord - est di Portland, nell'Oregon, dove è cresciuta, ed è stata considerata una delle prime autrici di letteratura per bambini a rappresentare il realismo emotivo nelle narrazioni dei suoi personaggi, spesso bambini. Il suo primo libro per bambini fu Henry Huggins dopo una domanda di un bambino quando Cleary era una bibliotecaria. Cleary ha vinto il National Book Award 1981 per Ramona and Her Mother e la Newbery Medal 1984 per Dear Mr. Henshaw. Per i suoi contributi a vita per la letteratura americana, ha ricevuto la National Medal of Arts , il riconoscimento come Biblioteca del Congresso Living Legend, e la Laura Ingalls Wilder Medaglia dalla Associazione per il servizio biblioteca per bambini. La Beverly Cleary School, una scuola pubblica a Portland, diede il suo nome e diverse statue dei suoi personaggi più famosi furono erette a Grant Park nel 1995. Cleary muore il 25 marzo 2021, all'età di 104 anni, appena 18 giorni prima del suo 105 ° compleanno.
Reply

LordSilvius

Buongiorno a tutti voi e buon inizio settimana. Oggi pubblico i consigli su come scrivere al meglio lasciati da Rigoberto Gonzalez: "La sofferenza umana si esprime attraverso il linguaggio; la comunicazione è il modo in cui cerchiamo aiuto, consolazione, ecc. Una delle cose che dico costantemente ai miei studenti è che non scriveranno mai una poesia che tutti capiscono, o se ci riescono, hanno fallito. Dovrebbero lasciare qualcuno indietro ogni volta. Immagino di scrivere per persone abbastanza intelligenti da fare un po' di lavoro. I lettori pigri non sono i miei lettori ideali. Mi piace muovermi nel paesaggio tra poesia e prosa, tra lirica e narrativa. Rivedere è un buon impulso. Non cerco mai di forzare le poesie in una raccolta semplicemente perché sono state scritte/pubblicate entro un certo periodo di tempo. Alla fine troveranno la loro casa perfetta. Mi piace lavorare a più progetti (libri) contemporaneamente. Tendo a usare troppo la parola "progetto" solo perché "libro" è terrificante quando sono ancora nel mezzo di qualcosa. Un progetto può fallire. Non voglio che un libro fallisca. Revisiono sempre quando pubblico un libro. Quindi le versioni sulle riviste a volte sono leggermente diverse. Pago gli editor. Non chiedo mai ad amici o colleghi di lavorare gratis. Gli editori hanno dei redattori interni, ma io ne assumo uno mio prima di inviare il lavoro agli editori. Loro lo apprezzano e mi sento più sicuro del materiale."

LordSilvius

Rigoberto González è uno scrittore e critico letterario americano. Editore, autore di poesie, di narrativa, di saggistica e di libri per bambini bilingue. Rigoberto si identifica nei suoi scritti come un gay chicano. Il suo progetto più recente è Latino Poetry, un'antologia della Library of America, che raccoglie versi che vanno dal XVII secolo ai giorni nostri. La sua autobiografia, What Drowns the Flowers in Your Mouth: A Memoir of Brotherhood, è stata finalista per il National Book Critics Circle Award in Autobiography. Rigoberto vive e lavora principalmente a New York City e insegna al programma di scrittura della Rutgers University di Newark, dove è professore distinto di inglese e direttore del programma MFA in scrittura creativa. L'autore ha sostenuto una serie di sforzi per dare visibilità alle voci emarginate; ha curato e ospitato The Quetzal Quill, una serie di letture al Cornelia Street Café di Manhattan, e ha presentato un certo numero di poeti sul blog Harriet della Poetry Foundation, e sul blog Critical Mass del National Book Critics Circle attraverso la Small Press Spotlight Series, Rigoberto è stato celebrato per il suo lavoro e l'attivismo letterario alla Poets House nel 2016 ed è stato nominato, insieme ad altri 9 scrittori, critico letterario del LA Times. Nel 2024, l'autore ha ricevuto il 9° premio annuale alla carriera (insieme a Dave Eggers e Quincy Troupe) dalla Los Angeles Review of Books e dalla sua alma mater, l'Università della California-Riverside.
Reply