LordSilvius

Buongiorno a tutti voi. Eccomi di nuovo qui e che dire... Buon nuovo anno agli amici buoni,  agli obiettivi nuovi, all’ordinaria follia di tutti i giorni, a tutto quello che una volta c’è stato, al fatto che tutto finisce e a un anno nuovo per iniziare tutto daccapo con i migliori auspici. Quindi vi auguro 12 mesi paghi, 52 settimane felici, 365 giorni incantevoli, 8760 ore uniche, 525600 minuti indimenticabili e 31536000 secondi che tolgono il fiato. Insomma, Buon 2026 a tutti... nessuno escluso... perciò anche a chi non mi ha mai visto bene, 

LordSilvius

@Saraharley88 Ciaooooooooo e Grazie. Bentrovata. :-)
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Saraharley88

@ LordSilvius  Buon anno nuovo anche a te 
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LordSilvius

Buongiorno a tutti voi. Eccomi di nuovo qui e che dire... Buon nuovo anno agli amici buoni,  agli obiettivi nuovi, all’ordinaria follia di tutti i giorni, a tutto quello che una volta c’è stato, al fatto che tutto finisce e a un anno nuovo per iniziare tutto daccapo con i migliori auspici. Quindi vi auguro 12 mesi paghi, 52 settimane felici, 365 giorni incantevoli, 8760 ore uniche, 525600 minuti indimenticabili e 31536000 secondi che tolgono il fiato. Insomma, Buon 2026 a tutti... nessuno escluso... perciò anche a chi non mi ha mai visto bene, 

LordSilvius

@Saraharley88 Ciaooooooooo e Grazie. Bentrovata. :-)
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Saraharley88

@ LordSilvius  Buon anno nuovo anche a te 
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MariaPalmalazzarino

Auguri carissimo -buon anno

LordSilvius

Buongiorno e Buon Natale a tutti e che il calore della famiglia scaldi tutti voi. Io dal canto mio attendo il Natale per riscoprire i miei valori più alti: colesterolo, trigliceridi e glicemia. Quindi che il vostro Natale  sia grasso e allegro come Babbo Natale dopo aver mangiato troppi biscotti. Perciò io a Babbo Natale dico: "Coi regali, quest'anno, non ti devi proprio sbagliare: portami un fisico magro e un portafoglio bello grasso da svuotare. Beh è davvero tutto, pertanto auguri a tutti e a risentirci presto. Il vostro Silvio o se preferite Lord Silvius. :-)

MariaPalmalazzarino

@LordSilvius buon Santo Stefano-non avevo visto i cuoricini…..
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LordSilvius

@MariaPalmalazzarino hahaha lo faccio subito, lo avevo messo da parte... ci sono già passato e ho lasciato dei cuoricini a chi lo ha valutato prima di me. Buon Santo Stefano. :-)
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MariaPalmalazzarino

@LordSilvius ma non hai letto il mio racconto?sono credibile con ke mie idee su Napoli?
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LordSilvius

Buon pomeriggio a tutti voi. Beh, che dire, ho bisogno di nuovo di un periodo di riflessione e quindi tutti gli scambi sono rimandati al prossimo anno. Non ve ne abbiate a male, ma se devo leggervi, allora devo farlo con serietà e ora non me la sento proprio. Quindi a risentirci nel 2026... stessa cosa vale per la rubrica mattiniera dedicata agli autori famosi. Direi che ci risentiamo per gli auguri natalizi. :-)

LordSilvius

@santa_subito Grazie per l'incoraggiamento, ci proverò... ma come vedi anche tu, nessuno legge se non per colpa di uno scambio di lettura e quindi un  po' di sconforto ti viene. Buona giornata e a risentirci presto. :-)
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santa_subito

@LordSilvius Tengo a incoraggiarti anch'io nella prosecuzione del tuo lavoro di scrittura, nella quale vedo una buona qualità. Perché è vero, hai creato un mondo. Insieme allo stile, sono i due requisiti dello scrittore di razza.
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LordSilvius

Buongiorno a tutti voi. Oggi vi lascio il pensiero, su ciò che riguarda la scrittura, di Aravind Adiga: "Ogni libro è una specie di lotta, ed è un miracolo quando esce.  Vedete, i poveri sognano per tutta la vita di avere abbastanza da mangiare e di apparire come i ricchi. E cosa sognano i ricchi? Perdere peso e apparire come i poveri. Il libro della tua rivoluzione è nella tua pancia, giovane indiano. Sputalo e leggilo. Invece, se ne stanno tutti seduti davanti a televisori a colori a guardare pubblicità di cricket e shampoo. La storia della vita di un povero uomo è scritta sul suo corpo, con una penna affilata. In termini di istruzione formale, potrei essere un po' carente. Non ho mai finito la scuola. Sono un imprenditore autodidatta, il migliore che ci sia, fidatevi. In un certo senso, essere uno scrittore a tempo pieno è meno divertente perché non c'è più un ufficio dove andare, non c'è una routine fissa, non c'è un orario. Può essere piuttosto isolante. Strani pensieri si formano nel tuo cuore quando passi troppo tempo con vecchi libri. Quando scrivevo "La Tigre Bianca", vivevo in un edificio praticamente identico a quello descritto in questo romanzo, e le persone presenti nel libro sono le stesse con cui vivevo all'epoca. Quindi non ho dovuto fare molte ricerche per trovarle. In un certo senso, il giornalismo può essere sia utile che dannoso per uno scrittore di narrativa, perché il tipo di scrittura che si deve fare come giornalista è molto diverso. Deve essere chiaro, inequivocabile, conciso, e come scrittore spesso si cerca di fare cose più ambigue. Trovo che scrivere narrativa sia spesso un antidoto al leggere e scrivere troppo giornalismo. È sempre stato molto difficile per gli scrittori sopravvivere commercialmente in India, perché il mercato era molto piccolo. Ma oggi non è più così. È uno dei mercati letterari più dinamici e in più rapida crescita al mondo, soprattutto in lingua inglese."

LordSilvius

Aravind Adiga è uno scrittore e giornalista indiano. Subito dopo essersi dimesso dal suo incarico al Time, Adiga inizia a scrivere il suo romanzo d'esordio, The White Tiger che, pubblicato nel marzo 2008, vince il Booker Prize quello stesso anno. Adiga è il quarto autore indiano a vincere il premio, dopo Salman Rushdie, Arundhati Roy e Kiran Desai. Spinto principalmente dalla vittoria del Booker Prize, l'edizione indiana con copertina rigida di The White Tiger ha venduto più di 200.000 copie.   Il libro ha ricevuto il plauso della critica. USA Today lo ha definito "uno dei libri più potenti che abbia letto negli ultimi decenni", paragonandolo a Native Son di Richard Wright e Invisible Man di Ralph Ellison. Il Washington Post lo ha definito: "una descrizione scottante dei meccanismi interni della corrotta classe alta indiana: fresca, divertente, diversa. Il secondo libro di Adiga, Between the Assassinations, è una raccolta di racconti ambientata in una città costiera immaginaria in India ed è stato pubblicato in India nel novembre 2008 e negli Stati Uniti e nel Regno Unito a metà del 2009. Il suo terzo libro, Last Man in Tower, è stato pubblicato negli Stati Uniti nel settembre 2011. Il suo romanzo successivo, Selection Day, è stato pubblicato negli Stati Uniti nel gennaio 2017. Amnesty, pubblicato nel febbraio 2020, è un romanzo su un immigrato clandestino dello Sri Lanka che vive in Australia ed è stato selezionato per il Miles Franklin Award 2021.
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LordSilvius

Buongiorno a tutti voi. Oggi vi lascio il pensiero, su ciò che riguarda la scrittura, di Arundhati Roy: "Peccato per la nazione che deve mettere a tacere i suoi scrittori per aver espresso le proprie opinioni. Peccato per la nazione che deve incarcerare chi chiede giustizia, mentre assassini di comunità, assassini di massa, truffatori aziendali, saccheggiatori, stupratori e coloro che approfittano dei più poveri tra i poveri, vagano liberi. In un'epoca in cui l'opportunismo è tutto, in cui la speranza sembra perduta, in cui tutto si riduce a un cinico accordo commerciale, dobbiamo trovare il coraggio di sognare. Di riconquistare il romanticismo. Il romanticismo di credere nella giustizia, nella libertà e nella dignità. Per tutti. Usa la tua arte per combattere. Narrativa e saggistica sono solo tecniche diverse di narrazione. Per ragioni che non comprendo appieno, la narrativa mi abbandona. La saggistica mi viene strappata via dal mondo doloroso e distrutto in cui mi sveglio ogni mattina. Gli scrittori credono di selezionare storie dal mondo. Comincio a credere che sia la vanità a farglielo credere. Che in realtà sia il contrario. Le storie selezionano gli scrittori dal mondo. Le storie si rivelano a noi. La narrazione pubblica, la narrazione privata: ci colonizzano. Ci commissionano. Insistono per essere raccontate. Narrativa e saggistica sono solo tecniche diverse di narrazione. Per ragioni che non comprendo appieno, la narrativa mi sfugge danzando, e la saggistica viene strappata via dal mondo dolorante e distrutto in cui mi sveglio ogni mattina. La letteratura è l'opposto di una bomba nucleare. Lo scrittore è l'ostetrica della comprensione. Faccio quello che faccio e scrivo quello che scrivo, senza calcolare cosa valga cosa e così via. Fortunatamente, non sono un banchiere o un contabile. Sento che c'è un momento in cui è necessario fare una dichiarazione politica, e io la faccio."

LordSilvius

Arundhati Roy è una scrittrice indiana di lingua inglese e un'attivista politica impegnata nel campo dei diritti umani, dell'ambiente e dei movimenti anti-globalizzazione. Nel 1997 ha vinto il Premio Booker col suo romanzo d'esordio, Il Dio delle piccole cose (The God of Small Things). Il suo secondo romanzo, a 20 anni dal precedente, si intitola Il ministero della suprema felicità (The Ministry of Utmost Happiness) ed è uscito in contemporanea in Italia, USA e Regno Unito nel giugno 2017. Iniziato nel 1992, Il dio delle piccole cose viene completato nel 1996. Dedicato alla madre, è un libro in parte autobiografico. La maggior parte dei capitoli descrive l'infanzia di Arundhati nel villaggio di Ayemenem, in Kerala. La pubblicazione di questo romanzo catapulta Roy sulla scena letteraria internazionale e viene selezionato fra i libri dell'anno dal New York Times e il romanzo diventa un successo commerciale: Roy riceve mezzo milione di sterline in anticipo e, uscito a maggio, alla fine di giugno risulta pubblicato in 18 paesi. Il dio delle piccole cose riceve recensioni esaltanti dai principali periodici statunitensi come il New York Times e il Los Angeles Times, e da riviste canadesi come The Toronto Star. Il Time lo segnala fra i cinque migliori libri del 1997. Nel Regno Unito, però, le recensioni sono meno positive, e l'assegnazione del Booker Prize provoca polemiche: uno dei giudici, Carmen Callil, definisce il romanzo "esecrabile", aggiungendo che non avrebbe mai dovuto raggiungere la shortlist. In India, il libro viene criticato dal primo ministro del Kerala E. K. Nayanar, che ne attribuisce il successo non a meriti letterari, ma al "veleno anticomunista" contenuto nelle sue pagine; sempre in Kerala, un avvocato cristiano siriaco denuncia la scrittrice per oscenità.
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LordSilvius

Buongiorno a tutti voi. Oggi vi lascio il pensiero, su ciò che riguarda la scrittura, di   Albert Camus: "Di tutte le attività umane, scrivere è quella per cui è più facile trovare scuse per non iniziare: la scrivania è troppo grande, la scrivania è troppo piccola, c'è troppo rumore, c'è troppo silenzio, fa troppo caldo, troppo freddo, troppo presto, troppo tardi. Nel corso degli anni ho imparato a ignorarle tutte e a iniziare semplicemente. Non è la lotta che ci obbliga a essere artisti, è l'arte che ci obbliga a lottare. Quelli che scrivono con chiarezza hanno dei lettori, quelli che scrivono in modo ambiguo hanno dei commentatori. Senza cultura e la relativa libertà che ne deriva, la società, anche se fosse perfetta, sarebbe una giungla. Ecco perché ogni autentica creazione è in realtà un regalo per il futuro. Un romanzo non è mai altro che una filosofia tradotta in immagini. Lo scopo di uno scrittore è evitare che la civiltà distrugga sé stessa. Dopo che tutti i diversi professori hanno fatto del loro meglio per noi, il posto dove acquisire conoscenza è nei libri. La vera università di questi giorni è una collezione di libri. Dando troppa importanza alle buone azioni si finisce col rendere un omaggio indiretto e potente al male: allora, infatti, si lascia supporre che le buone azioni non hanno pregio che in quanto sono rare e che la malvagità e l'indifferenza determinano assai più frequentemente le azioni degli uomini...Il male che è nel mondo viene quasi sempre dall'ignoranza, e la buona volontà può fare guai quanto la malvagità, se non è illuminata. Gli uomini sono buoni piuttosto che malvagi, e davvero non si tratta di questo; ma essi più o meno ignorano, ed è quello che si chiama virtù o vizio, il vizio più disperato essendo quello dell'ignoranza che crede di saper tutto e che allora si autorizza a uccidere.”

LordSilvius

Albert Camus è stato uno scrittore che divenne noto per il suo giornalismo politico, con romanzi e saggi pubblicati nel corso degli anni Quaranta. Le sue opere più note, tra cui "L'Étranger" e "La Peste", sono esempi della sua filosofia dell'assurdo. Camus vinse il Premio Nobel per la letteratura nel 1957. La tubercolosi, che lo colpisce giovanissimo, gli impedisce di frequentare i corsi e di continuare a giocare a calcio, sport nel quale eccelleva come portiere, oltre a ostacolare l'altra sua passione, quella di attore teatrale. Il 4 gennaio 1960 Albert Camus muore in un incidente d'auto. Ma sulla sua morte alcuni hanno espresso seri dubbi su un possibile attentato del KGB, per le sue ripetute denunce sull'invasione sovietica in Ungheria e per un discorso in favore del Nobel allo scrittore dissidente Boris Pasternak. Nelle sue tasche fu trovato un biglietto ferroviario non utilizzato, segno che probabilmente aveva pensato di usare il treno, cambiando idea all'ultimo momento. In passato aveva più volte sostenuto che il modo più assurdo di morire sarebbe stato proprio in un incidente automobilistico.
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LordSilvius

Buongiorno a tutti voi. Oggi vi lascio il pensiero, su ciò che riguarda la scrittura, di Chinelo Okparanta: "Ho capito che per molte persone assistere a una lettura è come guardare la televisione alla fine di una lunga giornata. Non vogliono essere tristi, ma ridere. Probabilmente preferiranno le sitcom ai film horror. Così ho imparato che, mentre la maggior parte della narrativa può contenere un bel po' di tristezza, conflitto e tragedia, in un contesto di lettura, il pubblico medio sembra in grado di tollerare solo un po' di tristezza. Preferirebbero di gran lunga che la lettura fosse sexy, divertente e spiritosa. La vita è dura di questi tempi. C'è più che abbastanza tristezza nel mondo, quindi non posso biasimarli.  La felicità è come l'acqua. Cerchiamo sempre di afferrarla, ma ci scivola sempre tra le dita. Quando viviamo nella nostra piccola bolla privilegiata, è comodo fingere che tutto vada bene nel mondo, che tutti godano degli stessi privilegi che abbiamo noi. Dimentichiamo convenientemente che ci sono altri, a volte i nostri stessi vicini di casa, che soffrono in modi che noi non tocchiamo. La vergogna è il potere che diamo agli altri perché lo esercitino su di noi."
          
          Chinelo Okparanta è una scrittrice nigeriano-americana nata a Port Harcourt, in Nigeria, dove è cresciuta fino ai 10 anni per emigrare poi negli Stati Uniti insieme alla sua famiglia. Chinelo ha studiato alla Pennsylvania State University e attualmente è professoressa associata di inglese e scrittura creativa alla Bucknell University, a Lewisburg, sempre in Pennsylvania. L'autrice ha esordito nel 2013 con la raccolta di racconti La felicità è come l’acqua, pubblicata in Italia da Racconti Edizioni, a cui ha fatto seguito nel 2015 questo suo romanzo d’esordio, Sotto gli alberi di udala. Nel 2017 la rivista Granta l’ha selezionata come una dei migliori 21 autori americani sotto i 40 anni. Nel 2014 ha ricevuto l’O. Henry Prize ed è stata premiata due volte con il Lambda Literary Award.

LordSilvius

Buongiorno a tutti voi. Oggi vi lascio il pensiero, su ciò che riguarda la scrittura, di Ngugi wa Thiong'o: "Il bello della scrittura è che quando scrivi romanzi o narrativa, le persone possono vedere che i problemi di una regione sono simili ai problemi di un'altra regione. Potremmo apprezzare reciprocamente le nostre lingue. E il problema del disagio causato dalle nostre lingue scomparirebbe. In termini linguistici, l'inglese è molto dominante rispetto alle lingue africane. Questo di per sé è un rapporto di forza – tra lingue e comunità – perché la lingua inglese è determinante nel percorso verso il successo. Se un romanzo è scritto in una certa lingua, con certi personaggi di una determinata comunità e la storia è molto bella o illuminante, allora quell'opera viene tradotta nella lingua di un'altra comunità: allora i lettori iniziano a vedere, attraverso la loro lingua, che i problemi descritti lì sono gli stessi che stanno affrontando loro. Possono identificarsi con personaggi di un altro gruppo linguistico. Scrivere in lingue africane è diventato un argomento di discussione in conferenze, scuole, aule; la questione viene sollevata di continuo, quindi non è più "nascosta", per così dire. Fa parte del dibattito in corso sul futuro della letteratura africana. Le stesse domande si pongono nelle lingue dei nativi americani, nelle lingue native canadesi, e in alcune lingue europee marginalizzate, come l'irlandese. Quindi, quello che pensavo fosse solo un problema o una questione africana è in realtà un fenomeno globale che riguarda i rapporti di potere tra lingue e culture.  Per me è stata una rivelazione, in senso pratico, scoprire che si poteva scrivere in una lingua africana e raggiungere comunque un pubblico che andava oltre quella lingua attraverso l'arte della traduzione. Scrivo per quelle persone in Kenya, ma anche a Irvine e a New York. A ogni scrittore piace trovarsi nei pressi del luogo in cui svolge la sua opera."

LordSilvius

Così, mentre si trova nel carcere di Kamiti, Ngugi scrive il suo primo romanzo in gikuyu, Caitaani mũtharaba-Inĩ ("Diavolo in croce") su alcuni rotoli di carta igienica. Dopodiché pubblicòa il saggio Decolonizing the Mind: The Politics of Language in African Literature ("Decolonizzare la mente: la politica della lingua nella letteratura africana"), in cui sostiene l'importanza delle lingue africane in letteratura. Infine pubblica una delle sue opere di maggior successo, Matigari, una satira basata su una fiaba tradizionale kikuyu. La sua ultima opera (la prima dopo circa un ventennio di silenzio), Wizard of the Crow, vine pubblicata nel 2006. Ngugi muore nel 2025 all'età di 87 anni e di lui hanno detto che è un titano della letteratura africana.
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LordSilvius

Ngugi wa Thiong'o, noto anche come James Ngugi, è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo keniota, considerato uno dei principali autori della letteratura africana e ha scritto romanzi, opere teatrali, racconti, saggi e opere per bambini, sia in inglese che in lingua kikuyu. Per questo fu più volte proposto come candidato al premio Nobel per la letteratura. Ngugi scrive il suo primo romanzo, Se ne andranno le nuvole devastatrici (Weep Not, Child), durante gli anni di studio all'Università di Leeds, in Inghilterra. Il successivo The River Between affronta per la prima volta il tema della rivolta dei Mau-Mau, ponendola sullo sfondo di una storia d'amore contrastata dal conflitto fra cristiani e non-cristiani. Ma la svolta letteraria e politica viene con A Grain of Wheat "Un chicco di grano", romanzo nel quale Ngugi esprime per la prima volta posizioni esplicitamente marxiste-fanoniste. Nel libro rappresenta la difesa della proprietà collettiva della terra come strumento fondamentale di riscatto per il popolo keniota. Anche in questo caso ambienta la storia nel Kenya della ribellione Mau-Mau, descritta in toni quasi epici. Poco tempo dopo la pubblicazione di A Grain of Wheat, Ngugi rinnega la propria fede cristiana e l'uso della lingua inglese, abbandona anche il suo nome "coloniale" James Ngugi e adotta quello completamente kikuyu di Ngũgĩ wa Thiong'o. Successivamente inizia a scrivere esclusivamente nella lingua nativa del suo popolo, il kikuyu, e in swahili, e inizia a esprimere posizioni politiche sempre più apertamente ostili al potere politico di quegli anni. Riesce, tuttavia, a ottenere e mantenere una cattedra presso l'Università di Nairobi. Però l'opera teatrale Ngaahika Ndeenda ("Mi sposerò quando lo vorrò",) causa il suo arresto, ordinato dal vicepresidente Daniel arap Moi.
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LordSilvius

Buongiorno a tutti voi. Oggi vi lascio il pensiero, su ciò che riguarda la scrittura, di Assia Djebar: "A volte mi assale la paura che questi fragili momenti della vita svaniscano. Sembra che io scriva contro la cancellazione. Scrivere in una lingua straniera mi ha riportato alle grida delle donne che si ribellavano silenziosamente nella mia giovinezza, alle mie vere origini. Scrivere è una delle forme più antiche di preghiera. Scrivere significa credere che sia possibile comunicare con gli altri, che si possa risvegliare la loro generosità e il loro desiderio di fare meglio. Scrivere è un'attività autodidatta. Consultare altre persone ti insegna solo a dipendere dalle loro reazioni, che possono essere legittime o meno. Smetti di cercare l'approvazione... Impara a valutare il tuo lavoro con occhio imparziale... le lezioni che acquisirai saranno ancora più preziose perché avrai padroneggiato la tua arte dall'interno."
          
          Assia Djebar, pseudonimo di Fatima-Zohra Imalayène, è stata una scrittrice, poetessa, saggista, regista e sceneggiatrice algerina. Esponente del pensiero femminista, il tema principale delle sue opere è la condizione della donna in Algeria. Considerata una delle più influenti scrittrici maghrebine, è stata la prima autrice del Maghreb a essere ammessa all'Académie française. Assia scrive il suo primo romanzo, La soif, nel 1957. Ma per timore della reazione della sua famiglia, sceglie di scrivere con lo pseudonimo di Assia Djebar: “assia” significa consolazione e “djebar” intransigenza, uno dei 99 nomi del profeta Maometto. Nel 1958 pubblica il suo secondo romanzo, Les impatients, e  nel 1959 il generale de Gaulle in persona chiede la sua ammissione all’École, per "meriti letterari". In quello stesso anno inizia a studiare e insegnare storia moderna e contemporanea del Maghreb alla facoltà di lettere di Rabat Assia muore nel 2015 per complicazioni dovute all'Alzheimer a 78 anni, nella capitale francese dove ha trascorso buona parte della sua vita.