1)Quando scrivi "seduta su quel comodo materasso... collezione di cd punk....COLLOCATA SULLA SCRIVANIA"
Credo appesantisca la frase e, fossi in te, la taglierei.
2)Nel primo capitolo tu affermi che:
"Non credo che esista una guida o un insegnante....."
E, dopo qualche riga, ammetti che:
"Mio padre, colui che mi ha insegnato a vivere...a reggermi sulle mie gambe....."
Credo sia un paradosso e andrebbe corretto.
3)nel capitolo 2 la descrizione della madre che fa la segretaria a mio parere non va bene perché tu mi vuoi far vedere solo il tuo punto di vista . Prima di tutto stai raccontando in prima persona e inizi il periodo così:
"Una donna minuta fece capolino...." Come mai sei così distaccata? È tua madre dopotutto. Devi usare un po' di sentimento.
Oppure devi farmi entrare nella mente per vedere questa persona con gli occhi della protagonista. Per esempio:
***Mia madre, donna minuta col volto segnato dalla preoccupazione, fece capolino nella stanza.*** Una cosa del genere...
E ancora:
"il suo lavoro da segretaria non la stimolava" e chi l'ha detto? Lei? Tu? Qui dovresti cercare di far immaginare al lettore la situazione di una persona demotivata magari attraverso un'espressione del viso o un ricordo, un dialogo. Così mi butti li una visione che vedi solamente TU.
È un po' la classica situazione del "show don't tell". Leggi qui:
----*** Se lo scrittore usa azione e dialoghi per rivelare un personaggio, la trama dovrebbe risultare più interessante al lettore. ----***