I miei romanzi nascono sempre da un'intuizione del mattino, a volte mi sveglio con un'immagine nitida e sento che lì, in quell'istante, c'è una storia da raccontare.
Così inizio a scrivere di getto, senza pensarci troppo, lasciando che le parole scorrano sul foglio.
Ma la parte più vera arriva dopo.
Scrivere, per me, è un lavoro di cesellatura: una lunga opera di limatura e di ascolto.
Passo mesi a modificare frasi, parole, gesti e silenzi, finché tutto non mi sembra suonare nella maniera giusta.

Ogni personaggio deve respirare, ogni emozione deve avere il suo spazio e ogni dettaglio deve vibrare in sintonia con il resto. La scrittura è come la musica: serve ritmo, pausa, istinto e rigore.
La mie storie nascono da sogni, ma vivono nella realtà che conosco fatta di incontri, distanze e ricordi.
Scrivere, per me, è un modo per creare mondi, per esplorare la mia fantasia e restare in contatto con ciò che sogno.
Forse scrivo anche perché spero che qualcuno, leggendo, possa condividere quei mondi con me, immergersi, perdersi, e ritrovarsi, anche solo per qualche ora.
  • Roma
  • IscrittoJuly 6, 2025



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