PainElemental

La realtà dall'altra parte le appariva soffusa, sbiadita, quasi che oltre il riflesso dei tendaggi, a schermare il riflesso delle finestre, fosse il crepuscolo, l'ultimo respiro del giorno.
          	
          	Si voltò di scatto verso il mattino.
          	
          	La luce che inondava la stanza fu tanto forte da costringerla ad occhi socchiusi.
          	
          	Qualcosa di simile al panico prese a crescerle dentro.
          	
          	Fuori era un mondo bianco.
          	
          	I brandelli di lino gonfiati da un alito gelido svelavano a tratti una coltre abbagliante al di là dei vetri frastagliati, puntinata da sagome scure, immobili in lontananza.
          	
          	Come poteva essere inverno ?
          	
          	Ary dovette sopprimere un conato di vomito, sentendo le tempie spremute in una morsa.
          	
          	La camera all'improvviso si era saturata di putredine.
          	
          	L'aggredí un miasma dolciastro ed acre, di macero e muffa.
          	
          	E qualcosa di peggio al di sotto.
          	
          	Vecchio di soli tre mesi, il lavoro di tappezzeria di Claudio pendeva a larghi scampoli inerti dalla parete di fondo, un'ampia spuma di salnitro si era formata poco al di sopra del letto.
          	
          	Sgorgava da una slabbratura della carta, come saliva rappresa, colando impastata al lerciume sulla testiera di mogano.
          	
          	L'urlo che le salí dallo stomaco spinto dal diaframma le svuotó i polmoni, atroce, interminabile, senza che lei se ne accorgesse.
          	
          	Claudio era senza occhi.
          	
          	Sembrava dormisse tenendo la testa inclinata di lato, sollevato appena, le spalle appoggiate al cuscino.
          	
          	I corvi secondo lo zelo tipico dei necrofagi, gli avevano cavato i bulbi oculari, prima di accanirsi sul viso.
          	
          	Il loro doveva essersi rivelato un pasto infausto.
          	
          	Il congelamento e la conseguente ibernazione dei tessuti erano riusciti a batterli sul tempo: seppure mummificato il corpo era quasi intonso, nero, le fasce muscolari ridotte a corde contorte disposte a coprire le ossa.
          	
          	"Heaven, i m in Heaven...."
          	
          	[ Inconcluso, come il mio solito :( ]
          	

PainElemental

La realtà dall'altra parte le appariva soffusa, sbiadita, quasi che oltre il riflesso dei tendaggi, a schermare il riflesso delle finestre, fosse il crepuscolo, l'ultimo respiro del giorno.
          
          Si voltò di scatto verso il mattino.
          
          La luce che inondava la stanza fu tanto forte da costringerla ad occhi socchiusi.
          
          Qualcosa di simile al panico prese a crescerle dentro.
          
          Fuori era un mondo bianco.
          
          I brandelli di lino gonfiati da un alito gelido svelavano a tratti una coltre abbagliante al di là dei vetri frastagliati, puntinata da sagome scure, immobili in lontananza.
          
          Come poteva essere inverno ?
          
          Ary dovette sopprimere un conato di vomito, sentendo le tempie spremute in una morsa.
          
          La camera all'improvviso si era saturata di putredine.
          
          L'aggredí un miasma dolciastro ed acre, di macero e muffa.
          
          E qualcosa di peggio al di sotto.
          
          Vecchio di soli tre mesi, il lavoro di tappezzeria di Claudio pendeva a larghi scampoli inerti dalla parete di fondo, un'ampia spuma di salnitro si era formata poco al di sopra del letto.
          
          Sgorgava da una slabbratura della carta, come saliva rappresa, colando impastata al lerciume sulla testiera di mogano.
          
          L'urlo che le salí dallo stomaco spinto dal diaframma le svuotó i polmoni, atroce, interminabile, senza che lei se ne accorgesse.
          
          Claudio era senza occhi.
          
          Sembrava dormisse tenendo la testa inclinata di lato, sollevato appena, le spalle appoggiate al cuscino.
          
          I corvi secondo lo zelo tipico dei necrofagi, gli avevano cavato i bulbi oculari, prima di accanirsi sul viso.
          
          Il loro doveva essersi rivelato un pasto infausto.
          
          Il congelamento e la conseguente ibernazione dei tessuti erano riusciti a batterli sul tempo: seppure mummificato il corpo era quasi intonso, nero, le fasce muscolari ridotte a corde contorte disposte a coprire le ossa.
          
          "Heaven, i m in Heaven...."
          
          [ Inconcluso, come il mio solito :( ]
          

Crisauthor

Ciao Pain
          Non so se tu sia ancora attivo qui, ma non ho altro modo di contattarti
          Volevo solo dirti che ho concluso Beastfight e che ho intenzione di dedicarmi a un progetto che non sia yuri
          Ho capito che questa passione ha influenzato troppo la mia vita e che voglio provare a lasciarla da parte per un pò
          Pubblicherò il primo capitolo settimana prossima, se ti interessa
          Se ti chiedi come faccia a pubblicare così in fretta due storie in tempi così ravvicinati è perché si tratta di un'idea scartata di cui avevo già impostato trama e personaggi
          Ti saluto, sperando un giorno di trovare l'annuncio di un tuo scritto e scusa il papiro
          

PainElemental

@ Crisauthor   dacci dentro amico mio. Chissà cosa hai in serbo... Hardboiled ? Thriller? Sword and Sorcery ? Noir ? Racconto breve ? Non sense ? Realismo magico ? 
            Aspetterò con piacere la tua nuova opera 
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PainElemental

Forse fu per via della selva di tegole e comignoli su cui affacciava la finestra, o forse fu per via della notte in attesa al di là del vetro, che Alfonsina, con un balzo, salí sul letto.
          Sei mesi prima Carles l'avrebbe scacciata stizzito, lanciandole un rimprovero.
          Sei mesi prima Monica avrebbe sbuffato nel sonno, il suo respiro così caldo.
          Così vicino.
          "Mangi male Carles" aveva sentenziato Pibe mentre disossava il coniglio finito in casseruola quella sera, prima che la luna sorgesse sui tetti di Santiago.
          "Troppi conservanti, troppa robaccia chimica" aveva aggiunto, con un cenno del mento alle confezioni di prosciutto che sbucavano dalle borse della spesa. "Prendi mio zio Ernesto: è morto a novantatre anni, mangiando come un bue e scolandosi un litro di vino al giorno. E fotteva ogni santa notte. Mai passata una in bianco."
          Eppure nel cuore della notte, nelle ore lente in cui il sonno rimaneva lì ad un palmo di naso da Carles, la digestione diventava l'ultima delle ragioni plausibili.
          "L'insonnia", aveva spiegato il dottor Aguilar scribacchiando la prescrizione sul blocco di carta intestata, "deriva da uno stato di stress prolungato e accumulato nel tempo. Dovresti cercare di rilassarti Carles, provare a cambiare aria." Si era sporto sulla scrivania spingendo il foglio zeppo di zampe di gallina verso di lui.
          "Prenditi una settimana di vacanza. Ho sentito che Marbella è meravigliosa in questo periodo dell'anno. Intanto prova con questo: venti cinque gocce prima di metterti a letto."
          Carles rincasò con una piccola speranza ripiegata in tasca e un dubbio che gli ronzava in testa mentre appoggiava la boccetta sul comodino.
          Quella sera stessa mentre lui cenava da solo, Alfonsina chiuse la questione spingendo il flacone di sonnifero oltre il bordo del ripiano.
          
          ( Sottofondo : Luna de Santiago - Carles Benavides )

PainElemental

Kyudo
          
          "[...] portava una lunga treccia, agghindata con un fiore di loto bianco alla base della nuca. 
          Non avevo mai visto donna più bella. 
          Il suo viso possedeva la delicata bellezza di un tramonto d'estate e i suoi occhi neri e profondi erano come una dolce notte di sogni cullati dal chiaro di luna. 
          A differenza delle ancelle che la seguivano indossava un Hakama azzurro decorato con sottili fantasie di ideogrammi. 
          Mi scorse tre le file dei ciliegi in fiore e quale gioia provai quando l'ombra di un sorriso increspò le sue labbra. 
          Decisi di farmi avanti consapevole della mia audacia. 
          Lei si coprí la bocca con la mano. 
          Subito la più vicina delle ancelle chiamò a se una delle compagne;
          recò un Daykiu lungo sette shaku all'incirca. 
          Con un inchino lo porse alla sua signora. 
          Mentre seguitavo ad avanzare quella splendida creatura si voltò di profilo e portato il braccio destro di fronte a sé le prese l'arco dalle mani. 
          Dal nulla le apparve una lunga freccia listata di piume marroni e azzurre nella mano sinistra. 
          Mi bloccai di colpo estasiato dalla grazia che emanava da ogni suo gesto. 
          Per un istante alzò la freccia, la cuspide a puntare il cielo, e con un'unico movimento la istò alla corda tenendendola nello stesso tempo. 
          Infine con mio sommo stupore si voltò ancora verso di me. 
          Sentii un sibilo acuto e il mio kimono venne inchiodato al suolo all'altezza della caviglia destra. 
          L'obi si sciolse trascinato dalla violenza del colpo ed il kimono si aprí. 
          Uno scoppio di risa si diffuse fra le ancelle. 
          Dal canto suo, invece, la mia signora prese un'altra freccia [...] 
          
          
          
          

PainElemental

@ CiuffoBianco2025  grazie  allo stato attuale mi sto documentando sullo shintoismo; intenzione di inserire un Sohei fra le classi selezionabili.
            Vorrei restituire una vicenda realistica per cui lascerò da parte i vari Oni e Yokai. Il tengu può trarre in inganno ma non si tratta di una creatura soprannaturale; più che altro mi piaceva il nome .
            Gia, nella mitologia giapponese esiste il concetto di dualità, totalmente estraneo alle nostre radici.
            È difficile demarcare una linea netta dove finisce il bene e dove comincia il male, in termini assoluti.
            Nei Kami stessi, le forze che dominano il mondo, coesistono aspetti opposti ed ambivalenti. 
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CiuffoBianco2025

@ PainElemental  Complimenti davvero  è proprio quello che mi aspettavo, Continua così. Altro piccolissimo consiglio, prova a fare una ricerca sulla mitologia e folklore giapponese, ho visto che hai messo una creatura, credo un yokāi? Comunque, fatti un piccolo studio, così sarai impeccabile, perché il folklore giapponese ha radici molto diverse dalle nostre.
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PainElemental

@ PainElemental  cmq sto scrivendo una roba così... 
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PainElemental

Domanda : su questa piattaforma raminga è possibile pubblicare una storia intera?
          Postare tutte le parti in una volta sola insomma... 

PainElemental

@ Laperladelcielo  grazie infinite ;) 
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PainElemental

@ AnthophoraMannara  grazie per il consiglio ;) proverò a pubblicarla in blocco non appena avrà una certa coerenza o sarà conclusa. 
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PainElemental

@ Crisauthor  intendevo dire che è un sacco di lavoro. Creare regole, opzioni, testi introduttivi, spiegazioni comprensibili... non è per niente facile.
            Faccio fatica a costruire una linea narrativa unica e mi sono imbarcato in un esperimento che ne contempla 8, e che per giunta collimano, condividono trama e finale :(
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PainElemental

Salve.
          Vorrei sottoporre ai più un mio embrione, chiedendo nell'ordine : "Quale atmosfera suggerisce?", "Cosa ho descritto?", "Cosa vorresti/e che succedesse?" e/o "Che tipo di personaggi ti/vi attenderesti/e e quale struttura caratteriale potrebbero avere?"
          Un paio di punti esplicativi: 
          -Giappone, periodo Sengoku (quello vero) 
          -Samurai e/o Daymo (quelli veri anche in questo caso) 
          Ringraziando in anticipo lascio lo stralcio accennato.
          
          "Un tempo dai monti rotolavano le foglie."
          Una folata rabbiosa strappó le parole di bocca a Kadeyama, trascinandole lontano oltre le ombre della foresta. 
          Il Demone Rosso strinse le labbra e non rispose. 
          La testa del bambino era adagiata su un orecchio, la croccia di capelli sciolta a nascondere gli occhi sbarrati, morti. 
          Un esile rivolo scuro andava colando dalla bocca scendeva a raccogliersi alla base del mento e al di sotto del collo tranciato di netto, del fango nero, e la sera che dilagava dal quello scempio. 

CiuffoBianco2025

@PainElemental Ti rispondo solo adesso. Assolutamente, il periodo Sengoku è stato  un periodo di molta rivalità, come hai detto tu, le atrocità commesse in quel periodo sono tantissime, non ricordavo però che fosse stato così atroce e disastroso però (ho fatto una piccola ricerca). ti consiglio una piccola ricerca sulla quotidianità del giappone dell'epoca, essendo stato sempre un paese tradizionalista, con leggi molto severe, potresti veramente arricchire i testi, un esempio le geisha, che dovevano a volte vestirsi con indumenti molto stretti per essere più snelle possibili (ma purtroppo leniva alla loro schiena ahimé). Non ti dimenticare, quando serve ovviamente, l'harakiri (il suicidio per dinosonere da parte di un samurai, o anche semplicemente da un comune cittadino) non dimenticare questa cosa, l'onore per i giapponesi è essenziali, calcola che ancora tutt'oggi ci sono stati ancora dei casi di harakiri (pochi, ma ci sono stati) perciò immagina in quel periodo storico. Potrei continuare, ma ho paura di stancarti hahah. Ti lascio una buona serata o giornata!
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PainElemental

@ Crisauthor  idea eccellente :) purtroppo ho la testaccia dura e un disastroso pasticcio simil libro game mi sorride parecchio.
            Voglio vedere che schifezza riesco a tirarne fuori.
            Però il tuo è un ottimo suggerimento, quindi perché non sfruttarlo?
            Credo che un bel thriller sia nelle tue corde, potresti proprio provarci.
            Cosa c'è di meglio di un cambio di genere per esplorare nuove possibilità ;)
            Magari sei il nuovo John Grisham e non te ne sei mai accorto ;) 
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Crisauthor

@ PainElemental  vuoi scrivere un libro game? Ho provato a giocare Lupo Solitario, ma era troppo complicato per me
            Un thriller ambientato nel periodo Sengoku mi sembra un'idea originale, attendo il risultato il finale nel caso lo scrivessi
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PainElemental

Le dita indugiarono pazienti sulla curva ramata della maniglia, ed il tempo volle fermarsi quando la Dea dischiuse la porta lasciando che il mattino come una piena di ambra dorata scivolasse nelle ombre del corridoio.
          All'eco del prodigio rispose un debole ticchettio, nulla più, un flebile scroscio di pioggia battuto sul pavimento dell'ingresso.
          Sbagigliò accucciandosi sovrappensiero con le zampe poggiate sul nastro d'ottone della soglia, il muso proteso all'alba ad annusare le promesse del nuovo giorno. 
          Socchiuse gli occhi all'odore della città, alla falsa dolcezza suggerita dai profumi che le femmine degli Dei minori usavano per nascondere il puzzo acre del loro sudore, al tanfo denso del pelo dei cavalli da tiro, al lezzo crudele degli uomini fatto di ipocrisia e di menzogne. 
          Schioccó la lingua infastidito scacciando il sapore evocato da quella schiera rumorosa di piccoli Dei insignificanti, quando un alito di brezza colse d'un tratto la Sua essenza, un petalo appena, e la visione della Dea dipinse per lui la fiamma viva del desiderio, l'immagine nitida del bisogno. 
          Con lo sguardo catturó l'ombra della Sua mano prima che prendesse a sfiorargli il collo e a risalire, calda e sicura, fermandosi a grattargli la base dell'orecchio. 
          E Jack non seppe resistere a quel contatto, al balsamo bruciante con cui gli riempí il cuore fino a farlo traboccare, all'affetto racchiuso in quella pressione lieve che gli strappó un guaito di gioia. 

MariaPalmalazzarino

@PainElemental come scrivi bene!stai diventando come Baricco?compiaciuto della propria bravura?un difetto  devi proprio averlo!
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Crisauthor

@ PainElemental  Un cane? MI DISSOCIO, MI DISSOCIO! Comunque rileggendo più attentamente si capisce
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PainElemental

@ Crisauthor  naa storia vecchia, nient'altro che una bozza che ho lì da un po'. 
            Romantica? Spettro, Jack è un cane... 
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