E quel sentimento che io spiego è una lesione. Una frattura, una ferita. La perfezione non si racconta. Lo diceva Leonard Cohen, "Da un muro liscio non passa la luce, ma dalle crepe sì". Io sono convinto, da sempre, che c'è un posto al mondo che è il peggiore di tutti. Un abisso, il posto più pericoloso e orribile è lo specchio del bagno. Perché nello specchio del bagno? Perché negli altri specchi sorridiamo. Fateci caso, quello dell'ascensore, quello dell'ingresso, quando siamo già vestiti, noi sorridiamo. Perché sorridiamo? Perché quel sorriso è il vestito della faccia che noi porteremo fuori. Nello specchio del bagno, alle 7:00 di mattina, non sorridiamo mai. Perché nello specchio c'è uno che sa tutti i fatti tuoi, tutti. Sa le perversioni, sa le passioni, sa il sa sa quello che vorresti, ma anche quello che non vorresti fare. Sa quello che diresti se lo potessi dire: "Ah, se glielo potessi dire in faccia". Quelle cose che non faremo poi. Quindi, quello che racconto nelle mie poesie, è lo specchio del bagno di noi stessi. Cioè, racconto le persone da dentro, quello che sanno loro di se stessi, ma che non confesserebbero mai. Siamo sinceri? Noi non siamo bugiardi, però le nostre sincerità sono smussate, altrimenti sarebbe impossibile vivere. Io lo dico sempre: la sincerità è sopravvalutata. Io, per esempio, preferisco le bugie pietose, per quanto mi riguarda.
PARTE 2