Vercingetorige
Parte 5 Il tuo genere narrativo lo hai portato fino ad ora su due livelli il primo nelle S.V., il secondo nelle N.R.D.P. Oso suggerirtene un terzo, una serie di storie in cui nuovi e vecchi personaggi evocano anni dopo nel ricordo i castighi subiti; oppure, storie che iniziano con la descrizione dell’ultimo castigo e vanno avanti. Del resto i tuoi racconti si vede che li ambienti nel secondo decennio del secolo, ora sono passati dai fatti almeno 10 anni. In questo terzo livello di storie. Potresti descrivere, recriminazioni, rimorsi, complessi, devianze che sono sorti in seguito, nonché litigi, allontanamenti da casa, ostinazione nelle proprie posizioni, rinfacci, ma in positivo anche riconciliazioni, chiarimenti, pentimenti, riconoscimenti, abbracci senza la sindrome di Stoccolma o a volte ancora con essa. Tutto questo e molto di più puoi raccontare in una trama leggera, a tratti umoristica, intrecciando dinamiche e situazioni, in quel modo tuo di raccontare in cui sei MAESTRO. Sono veramente contento che sei ritornato a scrivere, attraverso i tuoi personaggi un poco di affetto lo provo anche per te, buona fortuna.
RedVelvet314
@Vercingetorige concludo. Quando ho progettato la storia del Papà, volevo prendere spunto da alcune situazioni accadute durante il primo lockdown. Scrivere di una famiglia caduta all'inferno a causa della quarantena era quanto di più vicino ad alcune realta. Ma non volevo limitarmi a quei mesi soffocanti. Così ho fatto iniziare la storia un anno prima. Forse, sarebbe stata una scelta migliore: il lockdown inizia, un padre perde la testa per la stretta convivenza, impone sempre piu regole, finisce per allontanare i figli, poi magari l'estate, un'altra stagione, e poi il lento ritorno alla normalità e l'uscita dalla spirale negativa, la realizzazione. Procedendo come ho fatto mi sono incasinato, anche se ho ampliato la potenzialità della storia. Ma devo ammetterlo, mi sta consumando. A volte l'ho trascurata per concedermi distrazioni con i racconti festivi. Ma poi torno sempre a scriverla (No, non mi sono assentato questi 3 mesi per staccarmi dalla storia, sono stato coinvolto in un progetto personale che mi ha preso tutto il tempo libero). Proprio per via di quel tentennamento iniziale, la storia sempre più oscilla in modo schizofrenico tra due poli. Come il personaggio del padre, sempre più aguzzino, e poi però torna a essere affettuoso, attento, pieno di dubbi, mosso da buone intenzioni. Mi sento esattamente così. So che se voglio mantenere il tono realistico, prima o poi devo affrontare certe situazioni. Forse mi fermerò prima e cambierò le cose. O forse mi ci butterò a capofitto. Non voglio scrivere una storia che tratti di abusi domestici, e però, di fatto, è quello che sta accadendo nella storia. Vedremo dove mi porterà.
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RedVelvet314
@Vercingetorige la serie SV esplora la negoziazione e il conflitto tra figli e genitori, ma anche tra bambini/ragazzi e le regole della società. E puoi stare certo che anche nelle storie finora solo abbozzate il tema resta questo. Per esempio, ho un filone di racconti (chissà se mai li scriverò) che giocano con la distopia e l'utopia, esplorando società alternative alla nostra in cui il rapporto di potere tra mondo adulto e mondo giovanile è strutturato in vari modi. A questo punto, per ringraziarti delle osservazioni molto precise sulle mie storie, ti svelo qualche retroscena. Perché hai centrato un altro punto (la madre eroina del COVID ma mostro in casa, i genitori fighi per tutti ma terribili con i propri figli e così via). La storia sul Papà doveva essere la lenta discesa all'inferno di un padre che trascina con sé tutta la famiglia. Certo, è quello che sto facendo. Ma nelle mie intenzioni originali, doveva essere addirittura peggio. Scrivere in prima persona mi ha però consumato. Non sono riuscito a renderlo mostruoso. È sempre sull'orlo del precipizio. Alla fine è pure più interessante: crede di essere nel giusto. La serie festiva non doveva essere che una frivola distrazione: monellerie e punizioni a cuor leggero in un contesto infantile e festoso. Ma poi è diventata una trasposizione delle limitazioni e le insensatezza che i giovani devono subire in un mondo dominato dagli adulti. E così c'è di tutto. Ci sono racconti che ho scritto commuovendomi. In altri mi sono divertito pure mentre scrivevo di cucchiaiate e colpi di spazzola, per la frivolezza del tono. E altri racconti suonano più simili alla serie principale. Resta quella differente percezione sociale delle punizioni, che hai notato. La serie festiva è il nostro mondo, ma in un universo parallelo.
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RedVelvet314
@Vercingetorige oddio non so cosa dire... Se non grazie! Grazie per continuare a vedere del buono in questa storia, per i commenti di alto livello (cosa impensabile su wattpad) e per i suggerimenti. Ti dico subito che se vuoi approfondire, puoi scrivermi una mail a redvvelvet@proton.me così eviti di impazzire con il limite di caratteri per ogni post. Comincio dalle tue domande sul futuro dei personaggi, perché guarda caso mi hanno già posto questa domanda qualche giorno fa. Non so rispondere, onestamente. So come terminare la storia, ma sarà un finale aperto in cui vediamo i personaggi tra un paio d'anni, non di più. Non ho voluto (e non penso cambierò idea) immaginare epiloghi tipo "vent'anni dopo" (anche se ci metterò vent'anni forse a finire la storia ahaha). Riesco solo a mettere in scena le reazioni e i comportamenti al momento presente. Ciò non significa che non assisteremo a svolte e decisioni di un certo peso o che la storia si manterrà sulla stessa linea fino a esaurirsi. La tua interessantissima proposta di una terza via alternativa alle due mie serie mi mostra come, in effetti, ti tocca il tema della elaborazione (perdono, trauma, ricordo, riconciliazione, conflitto etc). Credo che su questo dovrò fare uno sforzo e al momento temo di non essere preparato né sufficientemente maturo per affrontarlo. In verità ho in cantiere una quantità ridicolmente enorme di storie, che spaziano tra i generi. Due di queste innumerevoli storie, sono di ambientazione "storica", ma sempre nel Novecento. Senza dire troppo, fosse solo per non creare aspettative che poi rischio di non soddisfare, ti basti sapere che voglio giocare con le atmosfere anni 80 (più Goonies che stranger things) e con gli anni 40 (bande di ragazzi contro il Regime). E qui ripesco il tuo riferimento a Pasolini. Hai toccato il punto centrale: il potere. Ciò che scrivo è questo. La storia si Papà è la storia di come il potere acceca e corrompe.
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