Alle 4:47 del mattino un'autobomba esplode davanti alla sede della Direzione Investigativa Antimafia di Palermo. Mentre le autorità parlano di un episodio isolato, il vicequestore aggiunto Elena Sartori comprende subito che quell'attacco è soltanto il primo segnale di qualcosa di molto più grande. Da sedici anni combatte la criminalità seguendo il denaro anziché le armi, e pochi giorni prima aveva consegnato un rapporto che collegava decine di società sparse tra Malta, Cipro e Dubai a un'unica mente invisibile conosciuta con il nome in codice Caronte. Nessuno aveva dato il giusto peso a quella scoperta. L'esplosione dimostra che qualcuno, invece, l'ha presa molto sul serio.
Quando una fotografia scattata sotto casa le annuncia che potrebbe essere la prossima vittima, Elena decide di chiedere aiuto a Rania Khalil, ex operatrice del NOCS, donna metodica e determinata, che porta ancora il peso di un'operazione conclusa anni prima con troppe domande rimaste senza risposta. Insieme iniziano un'indagine che attraversa Palermo, Trapani, Marsala e Sciacca, seguendo società fantasma, archivi nascosti, informatori assassinati e trasferimenti di documenti destinati a scomparire prima ancora di essere scoperti.
Ogni passo avanti rivela una rete criminale moderna, fondata non sul controllo del territorio ma sul dominio delle informazioni. Mentre gli indizi si moltiplicano, Elena e Rania scoprono che il nemico conosce in anticipo ogni loro decisione. Qualcuno osserva i loro movimenti, anticipa le indagini e trasforma ogni successo in una trappola.
Tra inseguimenti, pedinamenti, operazioni nei porti siciliani e archivi destinati a cambiare gli equilibri dello Stato, le due donne imparano a fidarsi l'una dell'altra in un mondo dove la fiducia rappresenta il rischio più grande. La verità che emerge conduce fino ai livelli più alti delle istituzioni, costringendo Elena a scegliere tra il rispetto delle procedure e la difesa della giustizia.
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