Ciao, ho appena finito di leggere la tua storia «Dietro la Maschera» che come ho letto nella descrizione si tratta di una rivisitazione de «Il Fantasma dell'Opera» di Gaston Leroux. Allora, parto col dire che ho apprezzato moltissimo il fatto che tu abbia deciso di fare una rivisitazione in chiave moderna di una classico a parer mio un po' dimenticato della letteratura europea. La tua scrittura è fantastica, molto fluida, chiara e raffinata dove serve. La trama fila liscia, il dettaglio è curato e nulla è lasciato al caso. Ho apprezzato anche che non ti sia persa in eccessivi tecnicismi teatrali per dare spazio alla psiche propria di ogni singolo personaggio, favorita (forse) dal fatto che la storia è scritta da diversi punti di vista, con un narratore in prima persona. L'aver inserito poi ad inizio di ogni capitolo una citazione tratta o dal romanzo originale o dall'adattamento italiano del Musical del 2004 (a sua volta trasposizione dello spettacolo di Andrew Llyod Webber) l'ho personalmente trovata una chicca favolosa.
Detto questo, ammetto che il finale mi lasciato un po' scettico. Premetto e sottolineo il fatto che si tratta si una pura opinione personale dettata dal mero gusto, pertanto non sei tenuta a dar credito a quanto scritto poc'anzi, né tanto meno a rispondere. Tornando a quanto stavo dicendo, il finale mi ha lasciato un po' scettico, poiché avviene una sorta di accettazione del protagonista da parte del mondo esterno. Diciamo che per una storia dove il protagonista ha sempre fatto del mistero il suo marchio di fabbrica il finale alla "e vissero tutti felici e contenti" non mi ha convinto fino in fondo. Ribadisco e sottolineo che questa è una mia personale opinione da lettore compulsivo, non c'è né presunzione né tanto meno volontà di impartire lezioni. Diciamo che volevo condividere con te (in quanto autrice) un mio personale pensiero.