Non scrivo quasi mai qui.
E il silenzio, di solito, mi somiglia. Ma oggi no.
Oggi il silenzio peserebbe troppo,
sembrerebbe indifferenza... quando invece dentro ho solo troppo da sentire.
Perché Mark, insieme a Ten, è sempre stato uno dei miei punti fermi negli NCT.
E certe notizie non fanno rumore solo fuori… lo fanno dentro.
Credevo – o forse speravo – che stesse arrivando un tempo più leggero. Più gentile.
E invece qualcosa si è spezzato lo stesso.
Ho visto le lacrime sul palco. Le ho guardate cercando di ridurle a semplice emozione, convincendomi che fosse normale, che fosse umano.
Poi ho scelto di fidarmi delle parole di Jaemin, di restare calma, di non lasciare che la paura prendesse spazio.
Qualche giorno fa ho comprato il lightstick.
Un gesto piccolo, forse, ma pieno di tutto quello che non dico mai: perché loro sono gli unici per cui io sia mai stata davvero fan.
E adesso… mi sento in bilico. Tra quello che era e quello che non so ancora nominare.
Vedere i commenti dei Dream sotto il suo post mi ha lasciato una luce. E forse Jaemin aveva ragione, in fin dei conti: va tutto bene. Ma fa male, sì.
Ma forse a lui ha fatto ancora più male.
A Mark, che per dieci anni non si è mai fermato.
A Mark, che continuerò a sostenere, perché certe persone si portano con sé anche se non le conosci.
E agli NCT.
Per avermi tenuto compagnia mentre inseguivo il mio sogno, per aver reso più sopportabile il dolore nei momenti più difficili.
Volevo tornare a scrivere. Forse lo farò.
Ma adesso le parole restano ferme, come se anche loro avessero bisogno di tempo.
Chiudo con una canzone degli NCT Dream, quella che porto anche in “Dés Vu”.
Dear Dream…
E la lascio incompleta.
Because It's Never A Goodbye.
Perché io alla vita metto sempre puntini di sospensione… così, anche quando non riesco a parlare, resta uno spazio che mi aspetta.
A tutti gli nctzens, il mio abbraccio più grande.
Se avete bisogno di parlare, io ci sono. Mi trovate su Instagram.