moonghvst
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Paolo Mendico aveva 15 anni ed era un ragazzo appassionato di musica, suonava il basso e la batteria e gli piaceva andare a pescare insieme al padre.
La sera prima del primo giorno di scuola si è tolto la vita.
Paolo amava i suoi capelli lunghi, ma proprio per questo motivo lo chiamavano "Paoletta" o "Nino D'Angelo". Così aveva finito per tagliarseli per far sì che la smettessero.
Ma i bulli hanno continuato: lo umiliavano, insultavano, denigravano e attaccavano fisicamente perché più sensibile, più fragile e diverso.
I genitori venuti a conoscenza della situazione del figlio hanno chiesto aiuto alla scuola e hanno ricevuto in cambio solo indifferenza, superficialità. "Non fare la vittima" era una frase detta da un'insegnante a Paolo, perché anche questo rende le persone colpevoli...il girarsi dall'altra parte, le porte sbattute alle richieste d'aiuto.
Al funerale di Paolo si è presentato UN SOLO compagno. Nessuno ha trovato il coraggio di presentarsi perché tutti (compagni, insegnanti, dirigente) sono colpevoli, nonostante si dichiarino ancora innocenti e sconosciuti alla situazione.
La sua storia, come quella di molti altri ragazzi, è simbolo di un fallimento dei genitori nell'educazione dei figli. Educate i vostri figli all'amore, non all'odio.
Riposa in pace Paolo, a te che hai sopportato così tanta cattiveria nonostante il tuo cuore buono.
Ari_stotel
Adoro il tuo themee
acceliminatoooo
mi mancherà insultarti sempre perchè dormi
Jessica_Chiodi
Ciao cara :) ti va di scambiarci il segui?
moonghvst
Paolo Mendico aveva 15 anni ed era un ragazzo appassionato di musica, suonava il basso e la batteria e gli piaceva andare a pescare insieme al padre.
La sera prima del primo giorno di scuola si è tolto la vita.
Paolo amava i suoi capelli lunghi, ma proprio per questo motivo lo chiamavano "Paoletta" o "Nino D'Angelo". Così aveva finito per tagliarseli per far sì che la smettessero.
Ma i bulli hanno continuato: lo umiliavano, insultavano, denigravano e attaccavano fisicamente perché più sensibile, più fragile e diverso.
I genitori venuti a conoscenza della situazione del figlio hanno chiesto aiuto alla scuola e hanno ricevuto in cambio solo indifferenza, superficialità. "Non fare la vittima" era una frase detta da un'insegnante a Paolo, perché anche questo rende le persone colpevoli...il girarsi dall'altra parte, le porte sbattute alle richieste d'aiuto.
Al funerale di Paolo si è presentato UN SOLO compagno. Nessuno ha trovato il coraggio di presentarsi perché tutti (compagni, insegnanti, dirigente) sono colpevoli, nonostante si dichiarino ancora innocenti e sconosciuti alla situazione.
La sua storia, come quella di molti altri ragazzi, è simbolo di un fallimento dei genitori nell'educazione dei figli. Educate i vostri figli all'amore, non all'odio.
Riposa in pace Paolo, a te che hai sopportato così tanta cattiveria nonostante il tuo cuore buono.
rosesgualcite
amò attenta a rifare il profilo che poi te lo copiano nuovamente
claudiacolucci58
Ashley non è la ragazza da salvare.
E Liam non è l'uomo che arriva per rimettere insieme i pezzi.
Perché a pezzi... lo sono entrambi.
Con cicatrici che non si vedono ma parlano, e con verità taciute che pesano più delle parole dette, il loro incontro non è una promessa.
È un impatto.
Una collisione di traumi, di paure non elaborate, di ferite che si somigliano ma non si curano a vicenda.
In un equilibrio precario dove ogni sguardo è un sospetto, ogni gesto una possibilità, e ogni silenzio un grido trattenuto, questa è una storia che non chiede amore - chiede resistenza.
Quando la presenza diventa il limite.
Quando l'assenza fa più rumore di qualsiasi urlo.
Quando il cuore non sa più se combattere o cedere...
rimane una sola domanda:
ci si può amare, se non si è mai davvero interi?
Una storia tagliente, profonda, carica di tensione emotiva e momenti che bruciano.
Qui si cerca ciò che resta dopo il crollo.
Non cercare il colpevole.
Non credere ai salvatori.
Non aspettarti redenzione.
Qui si lotta, si cade, si sanguina - e forse... si sopravvive.
Avranno un lieto fine? L'amore li salverà?
ISPIRATO DA ESPERIENZE REALMENTE VISSUTE. ECCO A VOI LA MIA STORIA.
Una verità che si dissolve nel punto esatto in cui la realtà sfuma nella finzione.
Qui non esistono confini netti, ma una nebbia emotiva in cui ogni pagina ti costringe a chiederti:
quello che leggo... è successo davvero?
Una storia che provoca.
Un intreccio di scomode verità sussurrate, capaci di insinuarsi sotto pelle e costringerti a guardarti dentro - anche quando preferiresti voltarti altrove.
LA DOMANDA NON è COSA SIA AUTOBIOGRAFICO.
MA QUANTO SEI DISPOSTO A SENTIRLO.
STRINGI IL PATTO.
LEGGI.
VEDIAMO CHI NE ESCE ILLESO.
Ciao tesoro, spero non ti dia fastidio il mio messaggio. Se ti va, questa è la trama della mia storia, spero di tenerti compagnia e strapparti qualche emozione. Troverai la storia sul mio profilo.
saturnologies
amo il theme è stupendo
moonghvst
new theme autunnale perché ormai è autunno e AMO le vibes autunnali (sono stata un'ora a ritoccarlo e ancora non mi convince)
MeatPuppet
@moonghvst In autunno, le foglie non cadono: sono gli alberi che si staccano e volano via, lasciando le loro foglie a terra in attesa del loro ritorno in primavera. Le castagne sono in realtà piccoli riccioli di capelli che gli alberi si tagliano prima dell'inverno, e per questo motivo, quando le raccogli, spesso sono ancora un po' appiccicose. E il rumore della pioggia che cade? Non è pioggia. Sono i funghi che si schiantano al suolo dopo aver tentato, senza successo, di raggiungere la luna.
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Reply
acceliminatoooo
ti mangio