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Non ti conosco ancora
eppure ogni volta che sono triste
mi soffermo
ad immaginare
la tua voce
avrai la r moscia?
o magari un po' di polpetta?
Sarà di certo, piena di allegria
e poi i tuoi occhi
che riconoscerò
come se non ne avessi mai visti altri
un po' come quando vedi tanti mari
ma solo uno è quello che senti
Tuo
E così gioco con l'idea di te
di quando oseró prenderti in giro
E tu brontolerai
quando andremo al supermercato
a fare spesa
e ti comprerò un sacco di schifezze
così tu prima ti arrabbierai
E poi le divorerai, quando sarò lontano
perché quel cioccolato accarezzerá
Le tue labbra
esattamente come farei io
E poi ho cercato a lungo
un nomignolo, tutto tuo
tutto nostro
E ho deciso che ti chiamerò "Fernweh"
è così che in tedesco
chiamano
la nostalgia dell'altrove
la nostalgia per i posti
in cui non si è mai stati
Ed è quello che tu fai a me
perché tu sei l'altrove
di tutti gli abbracci sbagliati
in cui sia approdato fino ad oggi
perché mi manchi
ancor prima di scoprire
tutti i perché
mi mancherai
sfuggo agli sguardi
non perché abbia timore
di trovare due occhi più belli
dei tuoi
ma perché guardavo solo te
fin lì in fondo
fin lì dentro
e non era la bellezza dei tuoi occhi
ma quello che significavano
e che come geroglifici
solo io riuscivo a tradurre
mi faceva sentire onnipotente
ed indistruttibile
perciò sfuggo e non mi abbandono
e se c'è una paura sola
che io abbia
è quella di ricordare
(o forse di dimenticare,
un giorno)