Vorrei dire che sono giunta al punto di Notre Dame in cui Quasimodo uccide Giovanni, il fratellino dell'arcidiacono Frollo, in modo atroce, e giuro che mi sono messa a piangere e ho pianto per dieci minuti e ancora soffro, perché era il mio personaggio preferito, lo amavo anche più di Febo. Era un adorabile pazzo di sedici anni, lo specchio della giovinezza e della spensieratezza. Era pieno di voglia di vivere, di spavalderia e senza paura, e proprio quest'ultima mancanza ha provocato la sua prematura dipartita. Che dire? Pure in faccia alla morte trovò l'animo di ridere e di cantare. Vero che fosse un tipo poco raccomandabile, svogliato e dedito agli scialacquamenti e alla baldoria, ma era proprio questo che lo rendeva adorabile, come sapesse mescolare massime latine ad imprecazioni, e la sua simpaticissima buffoneria. "Vederlo" morire così è stato veramente atroce per me, la parabola della vita che scompare.