suonidissonanti

In banca venti anni fa
          	<<Mi scusi, vorrei fare un versamento in contanti>>.
          	Banchiere contento: <<Ma certo signora, quanti soldi dobbiamo versare?>>.
          	In banca nel 2025
          	<<Mi scusi, dovrei fare un versamento in contanti>>.
          	Banchiere annoiato: <<Non ho tempo, vada al bancomat>>.
          	<<Mi scusi, non può fare l'operazione lei? E se si blocca il bancomat come faccio a dimostrare che ho messo dei soldi?>>
          	Banchiere: <<Ce l'ha l'app?>>
          	Cliente indeciso: <<No...>>
          	<<Faccia l'app, è a quello che serve l'app (da notare il tono innovativo con cui ripete "app"... Deve essere una sorta di formula magica, come avrò fatto a non pensarci prima?), con l'app può vedere se risulta il versamento che fa!>>
          	<<Mi scusi ancora, ma l'applicazione può dimostrare solo che un'operazione è andata a buon fine, se il bancomat si blocca, cosa che mi è accaduta lo scorso mese con un assegno, non dimostra né che ho provato a inserire del denaro né quante banconote ho messo dentro, e sulle banconote non c'è scritto di proprietà di "X">>
          	Banchiere in silenzio: <<...>>.
          	Dopo un paio di secondi banchiere arrabbiato: <<Cosa facciamo, giochiamo al gioco dei se e dei ma? Se le va bene è così, altrimenti è libera di andare!>>
          	
          	Chi altro si riconosce in questo tipo di conversazioni assurde? Sbizzarritevi con le risposte, con questa digitalizzazione forzata si stanno creando delle falle logiche e informatiche senza precedenti, proviamo a scherzarci un po' su.

suonidissonanti

@ Aivlim2020  È ingiusto sì, la cosa comica è che molto spesso non sono capaci di dare delle risposte a delle osservazioni piuttosto elementari e mi fa sorridere vederli arrampicarsi sugli specchi. Il mio riderci su era riferito all'incapacità di saper controbattere a delle argomentazioni fondate; Pirandello diceva che la comicità è l'ombra della tragedia, e direi che aveva ragione, vanno di pari passo.
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Aivlim2020

@suonidissonanti  Cara, c'è poco da scherzarci su. Io trovo di un'ingiustizia sfacciata il dover essere obbligati a qualcosa per cui non c'è obbligo. Siamo obbligati ad avere un'app per qualsiasi cosa? No, perché non siamo neanche obbligati a possedere uno smartphone, ma se non ce l'hai vieni tagliata fuori da tutto, però, se poi scegli di vivere tagliato fuori da tutto, ti puniscono perché non ti allinei al sistema e quindi sei una specie di fuorilegge (ogni riferimento non è puramente casuale). Ormai è tutto così :-(
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suonidissonanti

In banca venti anni fa
          <<Mi scusi, vorrei fare un versamento in contanti>>.
          Banchiere contento: <<Ma certo signora, quanti soldi dobbiamo versare?>>.
          In banca nel 2025
          <<Mi scusi, dovrei fare un versamento in contanti>>.
          Banchiere annoiato: <<Non ho tempo, vada al bancomat>>.
          <<Mi scusi, non può fare l'operazione lei? E se si blocca il bancomat come faccio a dimostrare che ho messo dei soldi?>>
          Banchiere: <<Ce l'ha l'app?>>
          Cliente indeciso: <<No...>>
          <<Faccia l'app, è a quello che serve l'app (da notare il tono innovativo con cui ripete "app"... Deve essere una sorta di formula magica, come avrò fatto a non pensarci prima?), con l'app può vedere se risulta il versamento che fa!>>
          <<Mi scusi ancora, ma l'applicazione può dimostrare solo che un'operazione è andata a buon fine, se il bancomat si blocca, cosa che mi è accaduta lo scorso mese con un assegno, non dimostra né che ho provato a inserire del denaro né quante banconote ho messo dentro, e sulle banconote non c'è scritto di proprietà di "X">>
          Banchiere in silenzio: <<...>>.
          Dopo un paio di secondi banchiere arrabbiato: <<Cosa facciamo, giochiamo al gioco dei se e dei ma? Se le va bene è così, altrimenti è libera di andare!>>
          
          Chi altro si riconosce in questo tipo di conversazioni assurde? Sbizzarritevi con le risposte, con questa digitalizzazione forzata si stanno creando delle falle logiche e informatiche senza precedenti, proviamo a scherzarci un po' su.

suonidissonanti

@ Aivlim2020  È ingiusto sì, la cosa comica è che molto spesso non sono capaci di dare delle risposte a delle osservazioni piuttosto elementari e mi fa sorridere vederli arrampicarsi sugli specchi. Il mio riderci su era riferito all'incapacità di saper controbattere a delle argomentazioni fondate; Pirandello diceva che la comicità è l'ombra della tragedia, e direi che aveva ragione, vanno di pari passo.
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Aivlim2020

@suonidissonanti  Cara, c'è poco da scherzarci su. Io trovo di un'ingiustizia sfacciata il dover essere obbligati a qualcosa per cui non c'è obbligo. Siamo obbligati ad avere un'app per qualsiasi cosa? No, perché non siamo neanche obbligati a possedere uno smartphone, ma se non ce l'hai vieni tagliata fuori da tutto, però, se poi scegli di vivere tagliato fuori da tutto, ti puniscono perché non ti allinei al sistema e quindi sei una specie di fuorilegge (ogni riferimento non è puramente casuale). Ormai è tutto così :-(
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suonidissonanti

La raccolta poetica "Dieci minuti" è resuscitata, è tornata in classifica con un bel 14° posto nel tag "poesia". Segnalo inoltre che ieri è stata pubblicata una nuova poesia, questa volta per Oriana, una signora anziana ma ancora piena di vita, vittima di femminicidio. Spero prima o poi di attirare la vostra attenzione su un tema tanto delicato, nei prossimi giorni seguiranno nuovi componimenti.
          https://www.wattpad.com/story/386110289

suonidissonanti

Quest'oggi (o meglio ieri) ho visto un documentario e non riesco a toglierlo dalla testa, sono sotto shock. Il video è breve: 20 minuti, eppure adesso ho una visione diversa, provo un malessere che non so spiegare... In passato ho visto documentari su disoccupati che vivono nei tombini, stranieri in casolari abbandonati, traffici di droga e prostituzione... Questa volta è diverso, è scattato qualcosa, è come se con questo persone stesse morendo un pezzo della nostra umanità: persone che dovrebbero essere aiutate vengono ignorate, addirittura maltrattate sia dalla criminalità che dallo Stato, la polizia che dovrebbe proteggere queste persone e portarle in un posto sicuro e dignitoso, le accusa di "occupazione abusiva". Soprattutto quel "7 americani su 10 potrebbero non essere in grado di affrontare spese impreviste" mi mette i brividi: significa che è molto facile cadere nell'inferno rappresentato in questo video, e molto difficile, quasi impossibile, è invece rialzarsi e, anche se ci riesci, non sarai più lo stesso, sarai traumatizzato, credo a vita... Mi sembra quasi di vedere un lager nazista: da qui nessuno esce come è entrato, qui o picchi o sei schiacciato, o ti fai furbo e resisti o sei derubato, qui o scappi o muori annegato. Guardatelo, questo youtuber ha fatto un servizio da brividi, degno di un professionista: https://youtu.be/7MkAs99O1LQ?si=P1iXUhISTiaeEk4F

suonidissonanti

Tra poco andremo a votare solo io, mio marito (perché lo trascino fino alla cabina elettorale) e il mio coniglio. Pugliesi di tutta la Puglia, campani di tutta la Campania, veneti di tutto il Veneto, vogliamo andare a votare, per favore? Vogliamo muovere le nostre chiappe ossute? Lo so che il divano ha ormai preso la forma concava e perfetta del nostro corpo, lo so che Netflix e Google ci danno spesso qualcosa di interessante da fare, so anche che presto Alexa si candiderà a presidente del pianeta Terra, ma per la miseria, vogliamo essere davvero così pigri al punto che i robot non potranno renderci loro schiavi perché non li andremo nemmeno a votare e non potranno prendere il posto che loro spetta? Ci sono voluti secoli, cosa dico?, millenni per ottenere il diritto al voto, vogliamo davvero buttarlo nel gabinetto per fare una maratona di puntate sulla nostra serie tv preferita? Per quella c'è tempo, per i nostri diritti no, è sufficiente un attimo di distrazione per perderli.

suonidissonanti

@ coquelicotsauvent  Il mio coniglio lascia un morso sopra il simbolo del partito per votare XD. Ieri sono andata a votare e non c'era nessuno, qualche ora più tardi sono andata al centro commerciale e i negozi erano pieni, le cabine di prova degli abiti erano più piene delle cabine elettorali, forse si sono confusi XD. Ridiamo e scherziamo, ma il primo modo per perdere un diritto è smettere di esercitarlo... 
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coquelicotsauvent

@suonidissonanti vorrei andare solo per vedere il tuo coniglio (non sono in nessuna di queste Regioni) XD
            Comunque rispetto alle ultime elezioni nazionali, posso dire che la cosa che mi fa più paura è che tanti fanno bei discorsi sul diritto di voto, ma poi me li sono ritrovati tutti al centro commerciale il primo giorno di votazioni (io ero andato al secondo), più tutti quei servizi idioti sulla gente al mare... Anche senza tecnologia facciamo le pecorelle che si fingono alternative perché non votano, anzi, meglio, i pecoroni. :)
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suonidissonanti

Il contrario della bellezza non è la bruttezza, infatti anche nell'imperfezione e nella stranezza si nasconde una forma di fascino e di attrazione. Ciò che per me non è bello, può esserlo per qualcun altro; mentre la bellezza può nascere anche da un fiore appassito, da un bicchiere sbeccato o da signora anziana e sdentata, la guerra è l'unica aberrante condizione di povertà e miseria per l'uomo, è un insulto alla sua intelligenza, al suo ingegno. Non date retta a quelli che dicono "Tutto nasce dalla guerra per la guerra", non ascoltate chi vi vuol persuadere dicendo "Dalla guerra nasce la corsa alla scienza", il fatto che in passato sia stato così non significa che debba essere l'unico modo, perché mai l'evoluzione dovrebbe di forza partire dall'umiliazione? La guerra è umiliazione dell'umanità: fisica prima di ogni cosa, annientamento del prossimo, delle case, delle scuole, di ospedali, chiese e musei; e metaforica, perché con essa muore la civiltà, la cultura, la religione, l'essere umani. 
          Il contrario della bellezza non è la bruttezza, è la guerra, essa distrugge ogni cosa, cose belle e cose brutte, la guerra è polvere, distruzione, è una landa desolata in cui l'uomo si disintegra e si perde. 
          
          

suonidissonanti

@ _vintageheart  In un burrone, e ci stiamo per gettare dentro di nostra volontà, senza che nessuno ci obblighi
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suonidissonanti

@ coquelicotsauvent  Ci aggiungo che c'è questa tendenza a estrapolare frasi a caso dai libri e a interpretarle come meglio si crede, togliendole dal loro contesto storico, culturale, dal discorso stesso cui appartengono. Il termine stesso "guerra" dai filosofi spesso non è usato per indicare guerre con spade o fucili, da molti è stato usato per indicare l'atteggiamento distruttivo che l'uomo ha, molte delle frasi che vengono usate per alimentare questa dialettica odierna della guerra avevano un altro significato, fare "guerra" significava distruggere il vecchio per costruire il nuovo, cancellare morali dubbie e mutevole per sostituirle con forme etiche universali, formare una società diversa, migliore, assoggettare l'indole distruttiva dell'uomo e usarla non più per distruggere popoli ritenuti nemici, ma per costruire qualcosa di nuovo, migliorarsi e migliorare la società. Questo può avvenire attraverso l'arte, la medicina, la fisica, l'educazione, l'attivismo, programmi politici seri. Eppure si continua ancora a travisare le parole, a piegarle per giustificare le proprie azioni... È quello che è successo nell'900 e il risultato sono state due guerre mondiali, una guerra fredda e un falso allarme nucleare che ha quasi distrutto il pianeta. E ancora, non contenti, parliamo di puntare fucili e missili tra le nazioni.
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coquelicotsauvent

@suonidissonanti dico solo che, al tuo pensiero e al paio di detti che hai usato, ce n'è un altro che spesso ho sentito in merito a ciò che sta accadendo negli ultimi tempi: "se vuoi la pace, prepara la guerra". Trovo che non tutti i detti usati ai tempi dei latini fossero giusti, e considero idiota (soggettivo al massimo) chi li prende tutti come oro colato, come perle di massima saggezza.
            Se vogliamo un mondo più giusto, equo e pacifico, invece di imbraccare i fucili, abbracciamo qualcuno.
            E chiudo qua, anche se ci sarebbero cose da dire.
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suonidissonanti

Continua...
          
          Pensare nella mente invece ti riporta a rivivere la stessa scena o lo stesso pensiero un milione di volte, a riviverlo finché non lo accetti, finché non capisci di aver sbagliato o di aver subito un torto, e allora tornerai ad amarti e con l'amore per la propria persona torna anche l'amore per il prossimo, arriva la richiesta del perdono, la forza di perdonare o il coraggio di dire no o la perseveranza ad andare sempre avanti. 
          È sciocco, lo so, ma fissare quella scacchiera, quasi nascosta, dietro i libri affilati sopra lo scaffale, mi fa impazzire! Acquistata per passare qualche ora spensierata con gli amici e la famiglia, è finita dimentica, come quella povera anima che pensa e si sbroglia da sola, sta lì, ferma, nessuno ci gioca, quasi non si nota, si dibatte tra la voglia di essere circondata di giocatori e la consapevolezza che non arriverà nessuno ad aprirla.
          
          Pensiero della mezzanotte dedicato alla mia scacchiera, non so se abbia un senso, ma magari per una volta, qualche anima incompresa si sentirà un pizzico più leggera nel leggere queste parole.

suonidissonanti

@ suonidissonanti  Non credo che il perdono sia obbligatorio e debba essere sempre concesso, però anche serbare rancore è totalmente inutile, in alcuni casi la miglior cosa è il distacco, l'allontanamento, l'indifferenza. Sì, il perdono può diventare un'arma di difesa, è ciò che accade nelle relazioni tossiche, sono d'accordo. Però è anche vero che in un vivere civile non puoi attaccare le persone per ogni piccola cosa o cercare di fare valere i tuoi sentimenti o pensieri ogni volta, al massimo puoi fare presente all'altro il tuo senso di rabbia, frustrazione o quel che è, semplicemente ci sono delle cose che il 99% delle persone non hanno o non vogliono provare a capire degli altri, e se fai parte invece di quell'1% che non è fatto così difficilmente troverai qualcuno con cui poter comunicare di tutto, ma proprio di tutto. Ci sono delle cose che nella società che abbiamo costruito sono assurdamente ridicole, come per esempio che delle persone possano fare e crescere figli senza avere delle basi elementari sulla psicologia e formazione del bambino, oppure che le persone con un'alta intelligenza emotiva vengano continuamente sminuite, quando vado in un luogo pubblico e vedo scene del tipo "Dai non fare così", "Dai che esagerato, che piagnucolone", mi verrebbe voglia di alzarmi e andare lì a dire due parole, e qualche volta l'ho pure fatto, ma poi diventi una specie di alieno che prova a comunicare con una persona che parla una lingua diversa... Chi prova a capire gli individui presi singolarmente e poi a "studiarle" messe in una collettività, finisce con il chiedersi "come fanno gli altri a essere tanto indifferenti a se stessi, a ciò che accade dentro di loro e dentro il prossimo?". Non ti resta altro che chiuderti, analizzare te e gli altri in una solitudine assurda e, quando capita, trovare conforto in quell'1% uguale/simile a te.
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_vintageheart

@suonidissonanti  e se la tua mente fosse così abituata da perdonare sempre ma mai guarire completamente? Quindi vivrà in pace con il mondo, ma al suo interno ci trovi tutto tranne che pace, equilibrio, amore... Perché la forza di perdonare è diventata la sua arma di difesa, ma il coraggio di amarsi le fa più paura di quello che riesce ad accettare. E allora quella scacchiera inizierà ad essere usata da un solo giocatore che muove entrambe le fazioni delle pedine, vincerà e perderà insieme, ma alla fine non conta
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suonidissonanti

Qualcun altro come me ha comprato una bella scacchiera, ma non ha nessuno con cui giocarci? Uso il termine avere e non conoscere, è intenzionale... Qualche altra anima solitaria si sente triste e soppressa, e schiacciata? Ascolta tutti con pazienza, ma lei non parla, mai, non perché non conosca nessuno con cui confindarsi, non perché abbia paura di confindarsi, piuttosto perché è così, perché è abituata ad affrontare i problemi da sola, a meditare, a portare avanti un'autoanalisi, a ripensare a se stessa, alle sue azioni, alle parole pronunciate in giornata, a quelle ascoltate dieci anni fa durante una scampagnata o a quel video su Tik Tok o su YouTube sulla scienza, al libro lasciato appoggiato sul comodino, al vicino di casa e al suo cane che abbaia, a una signora che litiga per fare la fila della spesa, a come si comportano le persone, cosa dicono, cosa fanno, alla politica, all'economia... Pensi, pensi, pensi, ma ogni volta è sempre la stessa storia: il filo lo devi sbrogliare da sola; sai che in fondo è giusto così, che dopotutto nessuno ti può aiutare, che non c'è miglior analisi di quella portata a piccoli passi dalla propria coscienza, sai quanto poco utile possa essere raccontare agli altri i propri fatti perché quando si riportano alla memoria ad voce alta non si raccontano mai come sono accaduti, ma come li ricordiamo (con omissioni, salti temporali, totale mancanza di imparzialità, vestendo i propri panni soltanto e non riconoscendo le emozioni degli altri), perché quando osservi la reazione al racconto sai di ottenere una reazione basata sul tuo racconto di parte, perché sai che dei consigli e dei giudizi che riceverai vorrai ascoltare soltanto quel che vorrai, tenterai persino di distorcere i messaggi ricevuti a tuo favore, concitato dal racconto e dalla tua stessa versione. 
          
          Continua...

suonidissonanti

Domani ci sono delle votazioni, perciò prendiamo le tessere elettorali e andiamo tutti a votare. Un popolo che non si esprime è un popolo che si fa guidare dal vento, e non sempre il vento porta verso la retta via, altre volte, quasi sempre, è necessario che vi sia qualcuno ad ammaestrare le vele, un equipaggio fiero e coraggioso, intelligente e giusto. 

suonidissonanti

@ Silvia3324ZVZDJ  Grazie! :)
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Silvia3324ZVZDJ

@suonidissonanti Giustissimo quello che hai detto, bravissima ad esporre questa considerazione!
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suonidissonanti

Oggi voglio aprire una piccola discussione: secondo voi la qualità degli studi universitari negli ultimi anni è migliorata o peggiorata? Sto notando che tra le nuove generazioni la percentuale di laureati sta crescendo  (diciamo che ci sono più opportunità, più corsi e, soprattutto, ci sono genitori disposti a fare sacrifici importanti per fare studiare i figli), eppure quando parlo con queste persone, quasi una volta su due, ho l'impressione di non avere avanti l'eccellenza. Ho come l'impressione che ormai si studi per diventare qualcuno o avere un posto di lavoro buono (e ci sta anche), ma c'è secondo voi ancora qualcuno che studia solo per pura sete di conoscenza? Il fatto è che ci sono più laureati, ma quando ci parlo non vedo delle persone libere, è come se i giovani venissero addestrati a fare cose... Il pensiero, la critica, la formazione umana, ci sono ancora oppure sono passate in secondo piano? Esponete le vostre idee! Mi piacerebbe sentire tutti: adulti, giovani e anziani, studenti e non  :)

coquelicotsauvent

@ suonidissonanti  purtroppo penso sia un po' colpa del sistema scolastico e lavorativo: più titoli di studio hai, più è sicuro che avrai un lavoro stabile. Per questo molte persone si laureano anche in corsi che non piacciono, solo per avere "il pezzo di carta" e poter accedere a, magari, un lavoro che possa offrire qualcosa di più (sì, parlo del cash).
            Il pensiero, la critica e la formazione umana spesso passano in secondo piano anche a partire dalle medie, il che è assurdo, perché tutto il percorso scolastico dovrebbe servire in sostanza a questo, ma vedo sempre più gente che non ha queste capacità.
            A volte è successo anche a me, anche se a volte lo noto di più con gente che si è laureata da un po' (ci sono veramente persone che non sanno parlare, giuro, o usare gli strumenti e procedimenti che dovrebbero conoscere perché riguardano proprio quel corso di laurea)... Rimane il fatto che, altre volte, concordo con la tua idea di "addestramento", più che curiosità, che ho avuto modo di trovare anche in gente con la terza media o col diploma, piuttosto che in laureati
            Penso comunque dipenda da persona a persona, questo sempre 
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