Tu eri un nome scritto piano,
sul vetro appannato di un tramonto romano.
Io – una voce a metà, una nota che cerca
il tuo sguardo nei sogni che l’alba cancella.
Le tue dita erano vento tra i miei capelli,
carezze stonate, ma vere, ma belli.
E nella mia stanza, le canzoni che scrivo
hanno il suono del battito quando sei vicino.
Ti ho amata in silenzio, tra versi e paura,
tra mille sorrisi e un’anima nuda.
Ogni tua assenza era un cielo che brucia,
ogni ritorno, poesia sulla mia voce che luccica.
Nel tempo dei sospiri, io ti ho scelto ancora,
anche quando tutto sembrava una corsa a vuoto,
perché l’amore non ha orari né forma –
è un soffio, un abbraccio che torna.
E se domani sarai altrove, distante,
porterò le tue labbra tra le mie corde stanche.
Perché amarti è un canto che non finisce mai,
un’eco di stelle che il cuore sa già.