Leo aprì gli occhi e senza pensarci buttò le braccia al collo della ragazza. «Te l'avevo detto che sarei tornato. L'avevo giurato sullo Stige». Il suo sorriso furbo si espanse su tutto il suo viso.
«Hei Raggio di Sole, non sei contenta di vedermi?» La ragazza aveva le lacrime agli occhi.
«Tu, Leo Valdez, brutto cocciuto figlio di Efesto!» Si alzò in piedi tutta di scatto. Sembrava che a momenti gli avrebbe tirato un pugno. «Lo sai che ti amo?»disse infine con la voce più dolce di quella di una madre che canta la ninna nanna al suo bimbo.
Non riusciva più a trattenere le lacrime. La prima le solcò il viso, seguita da altre mille che non avevano intenzione di fermarsi.
Le sue labbra non resistevano più. Un impulso impossibile da placare la spinse contro il ragazzo e lo baciò. Un bacio atteso da anni.
«Calypso, io... ho fatto una promessa, e l'ho fatta a te. Solo tu mi puoi salvare. Solo tu puoi capirmi. Solo tu.»
Passarono tutta la giornata insieme, si raccontarono dei loro incontri. Nessuno era andato sull'isola dopo Leo. «Anche se fosse arrivato il principe azzurro su un cavallo argenteo, e fosse stato disposto a stare con me, non mi sarebbe importato nulla. Tu sei tornato qui per me. Questa è la cosa più bella che mi sia mai capitata dopo di te.» Le loro mani si strinsero ancora di più e Calypso sentì un calore provenire dalle mani di Leo. Camminavano mano nella mano lungo la passeggiata della spiaggia.
«Sei bellissima. I tuoi occhi brillano come i tuoi fiori. Non capisco. Tu dovresti essere figlia di Afrodite, non di Atlante.»
Lei si scostò timidamente una ciocca di capelli da davanti al viso, e la portò dietro l'orecchio. Senza accorgersene diventò leggermente rossa, e a questo lei sorrise.
Il sorriso di entrambi si spense all'unisolo.
«A proposito di belle ragazze...» Era triste, glielo si leggeva in volto.
«No Calypso. Hazel... con Hazel è tutto passato... lei vuole Frank e io voglio te. Fine. Questione chiusa.» Un bacio sincero si posò sulle labbra di Calypso.
«Okay. Ora è meglio che ti riposi, sarai molto stanco»
Così, Leo andò a riposare e Calypso a guardare i fiori.
***
«Grazie per la fantastica cena» Disse con ancora la bocca piena il ragazzo.
Calypso prese un tovagliolo e gli pulì il le labbra «Come un bambino...» tutti e due risero.
«Mi piace stare con te. Mi fa sentire più vero.»
Si distesero sul prato, tenendosi per mano mentre guardavano la Luna.
«Sai Leo. Io e la Luna abbiamo molte cose in comune. Ma quella più distruttiva è la solitudine. Certo, siamo circondate da stelle che appena invecchiano se ne vanno, ma noi cerchiamo il sole. Sappiamo che non lo raggiungeremo mai, perchè se così fosse, bruceremmo.» Sembrava quasi preoccupata.
«Tu sei il mio sole» Scandì queste parole con le labbra e Leo non resistiva più.
«Quindi, mia cara Luna, io sono il tuo sole. Io ti posso condurre alla morte o alla salvezza, giusto?» Leo aveva un'idea, ma aveva il suo sorriso pericoloso.
«Ascoltami. Io posso prendere fuoco.» Calypso annuì, lo sapeva bene.
«Non ho idea del perchè, ma ho la sensazione che se bruciamo insieme possiamo tornare tutti indietro tutti e due. Insieme»
˝Insieme˝ aveva detto. Lei non se n'era mai andata e non le avrebbero mai permesso di farlo.
«Ti prometto che ci penserò» gli diede un bacio sulla fronte e rimasero li, abbracciati a guardare le stelle, finché non si addormentarono.
La mattina dopo, Calypso non si era ancora svegliata, ma sentiva una forte stretta e soprattutto... CALDA. Aprì gli occhi di colpo. Era in mezzo alle fiamme ma non aveva paura. Era con Leo, lui la proteggeva. «Stai con me?» chiese.
«Sempre» rispose lui.
Chiuse gli occhi e si lasciò trasportare dalla persona di cui si fidava di più.
Poco dopo Leo le diede dei colpetti sulla spalla. «Hei tesoro, siamo usciti».
Era finalmente fuori.
«T-t-tu... come hai fatto?» le si illuminarono gli occhi.
«Adesso ti porto dai miei amici. Non so neanche io come ho fatto.» la prese per un braccio e la portò via con se. Ma di colpo si fermò.
«Aspetta... dobbiamo prima fermarci in un bel negozio.»
«Per cosa?»domandò stupita Calypso.
«Ma per i vestiti, tesoro. Vieni»
Entrarono in un negozio e poco dopo, quando uscirono, Calypso sembrava una ragazza di li. Una camicia a mezze maniche rossa a quadri e un paio di jeans corti.
«Ora sei perfetta. Non che prima non lo fossi, ma per conoscere gli altri... ricordati di parlare normalmente!» tutti e due risero.
Arrivarono al campo e trovarono tutta la compagnia nel bosco a parlare.
«P-P-P-Percy Jackson?» Calypso era felicissima. «Da quanto!!»
«Calypso! Come hai fatto ad andartene?!» si abbracciarono.
Lei guardò Leo per rispondere a Percy. Lui annuì.
Si presentò a tutti e Annabeth la ringraziò, anche se Calypso non capì perchè.
