<<Tra qualche giorno ci sarà uno scontro con la Tokyo Manji Gang, tenetevi pronti>> annuncio, sedendomi sulla cima di un container.
<<Seguite queste indicazioni e nessuno finirà nei casini>> continuo il discorso, <<La Toman non è un gruppo totale di sprovveduti. Ogni divisione ha un comandate e un vice, sono loro quelli più forti e quelli a cui dovete stare attenti>>.
Faccio un cenno a Baji e Kazutora, i due fondatori che hanno tradito la loro gang precedente. <<Lui è l'ex capitano della prima divisione>> dico, indicando il ragazzo con i capelli lunghi <<Ci sono altre cinque divisioni, però non conosco tutti i nomi dei capitani, Baji, appena finisco dai indicazioni su chi sono i vari punti problematici>>.
Il tipo che ho appena nominato annuisce e si mette seduto su un altro container.
<<Ultima cosa prima che vada, non provate a toccare Mikey o Draken. Loro sono miei>>.
Appena finisco di parlare salto giù da dove mi trovo. Le lamiere fanno un bel po' di rumore, vabbè. <<Baji, Kazutora, del resto occupatevene voi, io ho una cosa da fare ora>>.
Imbocco uno dei vicoli più vicini al nostro ritrovo. Nel mentre, prendo il pacchetto di sigarette e l'accendino. Spero che la persona da cui sto andando non si arrabbi.
Inspiro. Espiro.
Di solito non levo mai le tende in questo modo ad una riunione, specialmente se fondamentale per la mia gang, ma oggi ho fatto un piccolo strappo alla regola.
<<Hey>> faccio un saluto veloce, in direzione di una ragazza, bassina, con i capelli lunghi e neri. <<Ti fai attendere, eh?>> risponde, scherzando.
Mi metto la sigaretta tra le labbra e mi sfilo velocemente la giacca della Valhalla, girandola. D'istinto, la poso delicatamente sulle spalle di Fuyuku. <<Gentiluomo>> mi sorride lei, guardandomi dritto negli occhi.
<<Ti dirò di più>> riprendo la cicca tra le dita, butto fuori un po' di fumo. Poi, d'impulso, le sfioro il mento con indice e pollice, alzandole leggermente il capo.
È questione di una frazione di secondo. Lo faccio senza pensare. La bacio. È veloce. Effimero. Più corto di un tiro di sigaretta. Non mi è neanche dispiaciuto. Ha le labbra morbide, un filo appiccicose per via del lipgloss che usa.
<<Buon compleanno>> mi sussurra, facendo rimanere il suo viso vicino al mio. È bella. Magari è quella buona, finalmente. <<Andiamo>>.
—
Una nuvola di fumo si materializza davanti alla mia faccia. Respiro profondamente. Il sole è già sceso da un po' e, come d'usanza, sto vagando senza meta per i vicoli di una Tokyo semi-deserta.
Mi piace proprio prendermi quelle ore di stacco totale, io, qualche sigaretta e nessun altro attorno. Sono le cose che mi rilassano, che mi fanno sentire diverso, che mi danno l'occasione di essere un normale sedicenne in giro per la città.
Non penso nemmeno a dove sto andando, giro, passeggio, vado a destra, poi a sinistra: mi lascio guidare dall'istinto.
Tra un tiro e l'altro, mi scende un brividino lungo la schiena. In effetti, siamo a fine ottobre, mi stupirei se non fosse così. Mi stringo nella giacca: il freddo mi da proprio fastidio.
Quando ci si rilassa il tempo vola davvero, il mio telefonino segna le nove passate. Appena alzo lo sguardo dallo schermo, mi rendo conto di dove sono inconsciamente arrivato.
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10 RAGAZZE | Hanma Shuji
Fanfiction> ridacchia Kisaki. >. No, magari con le altre sì, ma non con lei. Non potrei mai trattarla così. Lei è la prima persona a cui non voglio fare del male. Forse mi sono innamorato. --- by @accountalicioso
