Rose e Viole

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Miss Dolcebaci sarebbe di sicuro stata il suo nuovo unicorno preferito: aveva gli zoccoli e la criniera lilla e un morbidissimo pelo rosa.

La sua migliore amica le aveva dato una scatola color confetto a pois bianchi il giorno del suo compleanno e lì aveva trovato la degna succeditrice di Principessa fiori di pesco, data ad Alix dopo una scommessa. Juleka era stata molto gentile a regalargliela e forse era proprio per il fatto che il peluche fosse un pensiero della ragazza dai capelli viola a renderle il peluche così tanto simpatico.

Rose aveva sempre adorato gli unicorni, ma tutte le volte che accarezzava quel particolare pupazzo si ricordava della camminata al parco con la rockettara, le sue guance arrossate quando le aveva passato il pacco e di come, sorpresa dall'abbraccio della bionda, avesse fatto scivolare il suo ciuffo scuro a coprire il viso più del solito e mormorato delle parole quasi inafferrabili.

Quando aveva visto Miss Dolcebaci aveva emesso un gridolino di gioia, quasi come uno squittio, tanto che l'altra si era preoccupata che il dono non le piacesse.

«La adoro!» L'aveva invece contraddetta «È stupenda, grazie mille!»

«Di niente.» Era riuscita a borbottare l'altra.



Juleka riguardò dubbiosa il pacchetto «E se non le piacesse?» Si domandò osservando il riflesso allo specchio. Si era impegnata molto per trovare l'oggetto ideale e aveva paura di aver sbagliato. Bè, oramai non poteva tirarsi indietro, le aveva già dato un appuntamento per incontrarla e sarebbe stato scortese tirarsi indietro. Si stava facendo delle paranoie inutili? Forse, ma era tipico di lei essere pessimista e vedere tutto grigio.

Rose, invece era il suo opposto: per lei tutto il mondo era rose e fiori e riusciva sempre a trovare qualcosa di positivo in qualsiasi situazione, nonostante i suoi problemi era sempre allegra e gentile con tutti.

La bionda si vestiva sempre di rosa, quasi a voler ribadire la sua spensieratezza e i pensieri positivi che lei sosteneva, e la rockettara non riusciva a non trovarla dolcissima. Quei sandali e il vestitino a strisce alternate di tonalità rosa profondo e antico, i suoi grandi occhioni blu e la sua voce squillante la facevano quasi sembrare una bambina innocente e la contraddistinguevano dalle altre studentesse.

La sua disponibilità era ineguagliabile, se qualcuno avesse avuto bisogno di aiuto, indipendentemente dal fatto che lui o lei fosse un compagno di scuola, un amico, uno sconosciuto o Chloè stessa, lei si sarebbe fatta avanti e si sarebbe impegnata al massimo.  Quando incontrava una nuova persona, era sempre la prima a presentarsi, sorridente e vivace.

E poi c'era lei, la ragazza emo, timida e silenziosa, quasi trasparente e invisibile per chiunque non la conoscesse, in pratica il suo opposto. Quale buona stella le aveva fatto incontrare Rose, lei non poteva saperlo, però non poteva che essergliene grata: non poteva aver trovato un'amica migliore.


Non si ricordava quando l'avesse detto, ma il fiore preferito della bionda erano le rose, specialmente quelle delle tonalità intermedie tra bianco e rosso.
Era una confessione che era uscita per caso, una constatazione fatta durante uno degli appuntamenti tra Adrien e Marinette architettati da Alya, e la rockettara un giorno le aveva lasciato un mazzo di quei fiori davanti alla porta di casa.

Il pomeriggio seguente, quando le due si erano incontrate, Rose le aveva donano una viola.
«Grazie per ieri.» Aveva mormorato spostandole una ciocca di capelli per metterle il fiore dietro all'orecchio «È stata una piacevole sorpresa.»
«Di niente.»

Da quando l'aveva incontrata per la prima volta, Juleka era sempre stata attirata da Rose. All'inizio, aveva pensato che potesse essere una comune amicizia, ma poi si era accorta che poteva anche essere di più: i momenti passati con la bionda erano unici e con lei sentiva le stesse emozioni descritte da Alya quando era in compagnia del suo fidanzato.

Aveva però sempre pensato che una possibile storia tra loro fosse impossibile, visti i sentimenti di Rose per il principe Alí e rischiare di compromettere la loro amicizia, no, non l'avrebbe mai fatto. Ma se invece si fosse sempre sbagliata? La ragazza osservava ancora la piccola viola donatale dalla compagna; era stata una scelta casuale regalarle proprio quel fiore? Le viole avevano uno specifico significato nel linguaggio dei fiori, era forse quello un segno? Un invito ad aggiungere qualcosa alla loro amicizia? Non poteva saperlo e cosa avrebbe dovuto fare adesso?



Dei biscotti cuocevano nel forno e Rose scese da una sedia con la boccetta del colorante alimentare tenuto tra le mani. Era una di bella sfumatura di viola, molto scuro e simile per colore alla capigliatura della sua migliore amica. Chissà se lei avesse capito il suo regalo, un fiore viola che ben la simboleggiava, sia esteriormente che internamente. Si era accorta dei sentimenti tra loro due ed era risoluta a darle un segnale della sua disponibilità.
«Secondo te come andrà a finire?» Domandò a Miss Dolcebaci, poggiata sul tavolo di fronte a lei. Lo avrebbe tanto voluto sapere, ma il pegno d'amore da lei ricevuto non era in grado di parlare.

Aprì poi il flacone di colore e lo sciolse nella glassa, girandola attentamente per non lasciare grumi. Il timer suonò e lei tolse i biscotti dal forno. Avevano un odore buonissimo e sarebbero stati super deliziosi, doveva solo finire di farcirli.

Sentì un trillo venire dalla porta principale e prese una chiave per vedere chi fosse. Aprì l'uscio, e vide davanti a sé una ragazza sotto a un ombrello per ripararsi dalla pioggia che la osservava piena di domande tenendo delicatamente una viola con la mano libera.
Tirò la maniglia, osservando l'ospite bearsi dell'odore di rose misto a quello dei dolcetti «Ciao Juleka, ti va un biscotto?»



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Parole: 944, Fandom: Miraculous

Eccomi con una breve shot per il concorso "la genesi del tuo colore" di WattpadFanfictionIT. La traccia diceva di descrivere scoperta e accettazione dell'identità di un personaggio associandola a un colore e descrivendola con questo.

Ho deciso quindi di dedicarla, anche se non sono certa di aver seguito bene la traccia, a una coppia super dolce della serie, spesso sullo sfondo ma non per questo trascurata dagli autori.

Perché rose e viole?

La rosa rosa simboleggia ammirazione per la propria amicizia, simpatia e lealtà, con una totale assenza di malizia.
Il viola invece è collegato ad alcune manifestazioni lgbt+ in cui venivano indossati foulard e bracciali di questo colore. Inoltre negli anni 20 le donne si regalavano questi fiori (come già accennato nella shot) per esprimere qualcosa che andava oltre l'amicizia. Infine, per scavare molto indietro nel tempo, la poetessa Saffo viene definita "coronata da viole" (nda: Saffo da Lesbo è una poetessa della Grecia antica, di cui conosciamo alcuni frammenti delle sue opere e in alcune lei parla del suo amore per varie persone (sia uomini che donne). È da lei che viene la parola lesbica).

Non essendo molto esperta di questo argomento, ho pensato di fare una breve ricerca, inoltre i due fiori giocano molto con i colori indossati dalle due ragazze nella serie, per questo motivo ho pensato fosse un'idea carina.

E voi invece, cosa ne pensate? Ho fatto qualche errore, grammaticale e non? E, ultimissima domanda, i vari salti nel racconto (intendo la narrazione con vari flashback e il cambio dei punti di vista) creano qualche problema di comprensione o il tutto è comprensibile? Nella mia testa mi sembra di sì, ma dopotutto sono stata io a scriverla quindi il mio parere è un po' di parte 😅

Apprezzo molto i pareri altrui, quindi non preoccupatevi a lasciare un commento o una stellina e, se volete, date un'occhiata alle altre storie del mio profilo.

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