Mi svegliai di soprassalto con il suono della sveglia.
Segnava le sette e mezza di mattina e dovetti stropicciare ripetutamente gli occhi per riprendermi dal sonno.
Con estrema fatica mi alzai dal letto scrollandomi le coperte di dosso, sentivo gli occhi appesantiti. Quando raggiunsi il bagno al piano di sotto, aprii l'acqua fredda dal lavandino per bagnarmi il viso.
Con un'occhiata allo specchio osservai il mio aspetto, era impresentabile e avevo i capelli tutti disordinati.
Cercai di metterli a posto il più possibile e con una spazzola li tirai da entrambi i lati per racchiuderli in una coda alta, in seguito mi diedi una leggera truccata per rifinire il tutto.
Mi apprestai a raggiungere la cucina per fare colazione, prendendo un bicchiere di latte con del cappuccino in polvere.
Dovevo recarmi al college per seguire le lezioni, non volevo fare tardi e poi preferivo seguirle in compagnia di Nat.
Finii la colazione e mi vestii velocemente per uscire di casa.
Raggiunsi a passo svelto la metropolitana St John Wood, per la fretta avevo il fiato corto e un rivolo di sudore mi imperlava la fronte; quella era una delle stazioni a me più vicine, nei pressi di Regent's Park, un noto parco ottocentesco situato nella parte settentrionale del centro londinese.
La metro avrebbe fatto alcune fermate, ma ero abituata a fare la stessa strada ogni volta che andavo al college.
I ritardi potevano essere causati dal traffico, o da qualche guasto dei mezzi pubblici, nei quali mi imbattevo molto raramente.
Quando l'autobus arrivò alla fermata scesi, camminai lungo il tragitto che conduceva al college e una fresca brezza di vento mi avvolse. La giornata era serena, con il sole che si innalzava radioso nel cielo.
Camminai nel bel mezzo del verde, il college in cui studiavo era un edificio circondato da un magnifico prato curato. L'erba era morbida e alcuni fili mi solleticavano le caviglie mentre avanzavo.
Una piazza asfaltata conduceva all'ingresso e, non appena varcai l'entrata della scuola, imboccai uno dei grandi corridoi del piano terra, per raggiungere le aule in cui i professori tenevano le lezioni.
Camminai sempre più veloce, volevo fare presto per trovare un posto. Spesso l'aula era talmente gremita di studenti che era difficile trovare posti liberi.
Sentivo dei passi dietro di me, come se qualcuno si stesse avvicinando, ma non avevo idea di chi fosse. Non avevo grandi amicizie in questa scuola.
Inaspettatamente una mano si appoggiò sulla mia spalla. Mi fermai e, quando mi voltai, rimasi sorpresa di ritrovarmi davanti Ryan. Il mio cuore saltò un battito.
Questo ragazzo era una delle persone più importanti della mia vita e, se dovevo proprio ammetterlo, il mio primo amore.
Era più grande di me, mi conosceva fin da piccola e per lui avevo preso una bella cotta.
Ryan era stato l'unico ragazzo per il quale avessi mai avuto le farfalle allo stomaco, sentito l'imbarazzo e il batticuore al solo vederlo.
Quando avevo otto anni, io e papà vivevamo in un quartiere periferico di Londra, c'erano poche case e non era molto abitato.
Le poche famiglie dei dintorni avevano dei bambini della mia età, alcuni con qualche anno in più di me.
I bambini del vicinato si riunivano spesso in gruppo per giocare tra di loro, ma erano cattivi con me.
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Beauty and the Demon
ParanormalNon bisogna sottovalutare la cospicua differenza tra gli esseri umani e i demoni: i primi sono deboli e le loro vite brevi, i secondi sono forti e più temuti non solo per il loro potere, ma per uno dei più grandi doni loro concessi: la longevità, ch...
