Ricordo:
Un anno prima
"Era un caldo pomeriggio di agosto, quando, Aurora sentì vibrare il suo telefonino, poggiato sul comodino di fianco al suo letto dove lei era sdraiata a leggere un libro. Si era avvicinata al comodino per afferrarlo e vedere chi fosse, una volta preso, aveva letto sul display il nome della sua migliore amica, Sofia.
Quando rispose, inizialmente turbata da quell'interruzione che la fece fermare a leggere, chiese all'amica come stesse e cosa stava facendo per poi chiedergli cosa voleva dirgli. Sofia emozionata, dopo dei secondi, finalmente parlò «Ue Aurò!» esclamò lei «Ij stong buon, stavò guardànd nu' pò a' tv, quann nun me ha chiamàt Pietrò ppe dirmì ca' ero invitàt a' sua festà dei vent annì e ha ritt ca' pozzò purtà chi voglio è... Teng pensàt a te Aurò!».
Lei chiese all'amica se la stava invitando, anche se era più che ovvio, ed infatti Sofia non tardò a risponderle, «Aurò!? Over faje? Chi avrei dovuto purtà sj nun te, scus?» l'amica le aveva risposto come se fosse scontato, come se Aurora fosse l'unica sua amica. Aurora a quella risposta si era un po' emozionata e si fece sfuggire un sorriso a trentadue denti.
A lei faceva piacere ricevere queste tipo di risposte, perché per quanto non lo mostrasse più di tanto, era una persona insicura. E non poco! Perciò quando le rispondevano così, per lei era come una conferma, che il legame costruito fosse vero e che le persone provavano lo stesso sentimento che lei provava verso loro!
Aurora come se si fosse appena risvegliata da quel pensiero, riprese a parlare «...Quindi ppe ca' mo' aggia cominciàr ad avviarmi?», aveva chiesto all'amica aspettando una sua risposta.
«Ppe e' ottò amma sta' sott' casa sua e tranquìll te passò a piglià ij», Aurora avendo ringraziato l'amica per averla invitata e per poi passarla a prendere, la salutò e riaggianciò la chiamata per poi andarsi a sistemare, aveva tre ore, e conoscendosi, per lei erano poche, ma se le doveva far bastare. Doveva farsi la doccia e poi sistemarsi in tre ore e non sapeva minimamente se ci sarebbe riuscita o meno.
Entrata in doccia, Aurora, appena sentì iniziare la canzone Me staje appennenn' amò dalla playlist che mise qualche minuto prima, cominciò a cantare a squarciagola mentre l'acqua le stava bagnando il corpo.
♫
Me staje appennenn' amo'
Pecchè me staje appennenn'?
Me staje appennenn' amo'
M'arrevuot' o' core
E po' te ne vaje
Amm' fatte ammore
But don't ask me why
Ciento bombe all'ora
Stongo tutt' i love you
È 'na croce d'oro
Si tu non ce stai cchiù
...♫Amava quella canzone, come amava tutte le altre canzoni che Liberato scriveva. Lo amava così tanto quell'artista che, un anno fa, aveva deciso di comprare un biglietto per andare ad un suo concerto, che però non poté comprare a causa del loro prezzo.
Dopo circa un'oretta chiusa dentro la doccia, Aurora uscì da lì, e si mise un asciugamano in testa per non far bagnare il suo corpo mentre si asciugava la sua pelle perennemente abbronzata, con l'accappatoio che indossava. Una volta che il corpo fu asciutto, andò in camera sua a prendere da dentro l'armadio, un pantaloncino e un top che la coprissero nel mentre si asciugava i capelli rossi, che una volta asciutti lisciò con la piastra.
Una volta riordinato il bagno avendo messo tutte le cose che aveva usato, al loro posto, andò in camera sua, aprì l'armadio per scegliere un vestito per la festa, e si rese conto subito dopo che non sapeva come vestirsi perché non sapeva che genere di festa sarebbe stata quella di Pietro, che ancora neanche conosceva, e aveva una paura tremenda di essere stata l'unica vestita elegante o casual, perciò si sedette sul suo letto e telefonò all'amica che rispose solo dopo qualche squillo «Ue Sofì, nun me aie ritt comm aggia vestirme, elegànt o casuàl?», Sofia presa alla sprovvista, perché in un primo momento non riusciva a capire perché Aurora fosse così agitata, si mise una mano sulla faccia, per essersi dimenticata di dirgli quel piccolo dettaglio e rispose subito con un'espressione un po' divertita «Ue Aurò, scus assaj m song dimenticat, comunque elegant, scus ancò!». Aurora, divenuta più serena, rispose «Vabbuò, grazie eh!» ed agganciò con uno sguardo divertito.

STAI LEGGENDO
Cercando solo te
RomanceUn pomeriggio di agosto, Aurora viene invitata dalla sua amica Sofia alla festa di un suo amico, Pietro Ricci, figlio di Don Salvatore Ricci, il boss di tutta Napoli. Le due ragazze arrivate alla festa vanno incontro a Pietro e conoscono anche suo f...