CAPITOLO 2 : They can't divide us

309 42 31
                                    

Mi stringo le vesti attorno al corpo e cammino sulla terra secca e gelida, faccio fatica a riconoscere il paesaggio che mi circonda.
Gli alberi sono spogli, la terra è inaridita, il vento è ghiacciato. Non ci sono fiori, frutti, erba. Non c'è il canto melodioso degli uccelli, il ronzare costante degli insetti, il brucare ritmico degli animali. Non c'è nulla. C'è solo silenzio. E desolazione.

Come ha potuto Demetra, come ha potuto mia madre, ridurre così il bellissimo giardino in cui passavo le mie giornate?

Faccio appena in tempo a pensare il nome della Dea che lei appare davanti ai miei occhi, le sue vesti bianche fluttuano dell'aria e l'intenso profumo di narciso che aleggia sempre attorno alla sua figura si diffonde fino a me.
Stringo le mani a pugno mentre lei, come se nulla fosse, fa un passo in avanti.
Mi abbraccia.

«Persephónē, mia adorata figlia! Sei tornata a casa! Sei finalmente tornata da me!» i suoi riccioli morbidi mi oscurano la vista, le sue mani mi stringono il busto, le sue lacrime di gioia mi bagnano la pelle. Ma l'unica felice è lei. Io infatti sto odiando tutto.
Stringo ancora più forte le dita, fino a conficcarmi le unghie nei palmi e rimango ferma immobile. Immobile mentre la rabbia scorre rovente nelle mie vene, mentre la sensazione del corpo caldo di Hades sembra già un ricordo lontano.
«Persephónē» ripete lei «Persephónē, mia adorata figlia» continua a piangere «Pers-» si blocca. Mia madre si blocca, le lacrime smettono di sgorgare dai suoi occhi e il suo corpo viene percorso da un potente brivido.

Un secondo più tardi si scosta, schifata.

«Come è possibile?» mi guarda, arricciando le labbra e fissando il mio ventre «Come è possibile?» ripete, alterata.
Dopodiché alza lo sguardo al cielo e invoca il nome di mio padre.
«Zeus! Zeus! Tu lo sapevi? Lo sapevi e me lo hai tenuto nascosto?» urla.
È furiosa.
Non ho mai visto mia madre così furiosa, mai, nemmeno quando punì Erisittone per aver tagliato i suoi preziosi alberi sacri.
«Zeus!»

Una saetta discende rapida dal cielo e quando si infrange a terra esplode in un fragoroso boato. Mi copro i timpani con le mani, mentre il terreno trema sotto i miei piedi e il capo degli Dei dell'Olimpo appare al nostro fianco. La sua tunica dorata risplende, quasi fosse infusa dalla stessa essenza dei suoi amati fulmini e i ciuffi argentei fluttuano nell'aria, elettrici.
Lo osservo, in religioso silenzio, e quando posa lo sguardo sulla sorella i suoi occhi si assottigliano, ricordandomi quelli di un drago, un potente drago inferocito. Lei però non si lascia intimorire.

«Demetra si può sapere per qual motivo sei adirata adesso?» la sua voce risuona in tutta la sua magnificenza mentre pone quella domanda, il rombo dei tuoni che come sempre accompagna le sue parole.

«Come ha potuto! Dimmi come ha potuto! Come ha potuto tuo fratello fare una cosa del genere?!» lei è fuori di sé.

«Non capisco a cosa tu ti stia riferendo. Persephónē è qui, Hades ha rispettato l'accordo. Per quale motivo sei così furiosa adesso?»
Lei non risponde. Urla, si strappa persino una ciocca di capelli, che ricade leggiadra ai suoi piedi. Osservo quella scena in silenzio mentre il vento, sempre più gelido, mi accarezza la pelle. Come mai mia madre si sta comportando in quel modo?
Zeus, preoccupato dal comportamento della Dea le si avvicina, le afferra i polsi e la obbliga a guardarlo.
«Dimmi cosa è successo, sorella. Dimmi per quale motivo sei così furibonda. Lo sapevi che sarebbe potuta stare con te solo per sei mesi, te lo avevo det-»

«È gravida!»

A quell'affermazione Zeus si immobilizza, e io con lui.

«Nostra figlia è gravida! Nel suo ventre sta crescendo il figlio del Dio degli inferi!» il volto di lei è una maschera di puro odio «Per cui dimmi, dimmi come quel bastardo è riuscito in un'impresa del genere! Come? Doveva essere infertile! Il suo seme doveva essere sterile come la terra che ci circonda. Come è riuscito a porre il suo essere nel ventre di nostra figlia? Non gli bastava forzarla a rimanere con lui per sei mesi? Vuole obbligare anche a partorire il frutto della sua violenza?».

MY LUCIFER IS LONELY // JJK MINIDove le storie prendono vita. Scoprilo ora