C'è una sfumatura di minaccia negli occhi del tizio. "Sembra che tu non capisca la situazione qui."
Tutti gli uomini puntano le pistole su Dazai.
"Oda Sakunosuke-kun, se non vuoi che quel ragazzo venga ucciso, arrenditi obbedientemente. Dovremo fare una lunga chiacchierata con te."
Guardo il tizio e poi Dazai. "Se mi arrendo, lascerete andare Dazai?"
Il tipo pensa per un attimo prima di annuire. "Va bene. Tanto per cominciare, quel ragazzo non ha alcun valore per noi. Ci servono solo la tua testa e la tua bocca."
Li guardo lentamente e mi gratto il retro delle orecchie con le dita. Non c'è alcun significato in quell'azione. Poi alzo le mani e dico: "Capito. Mi arrendo."
Le labbra dell'uomo si storcono come se cercasse di nascondere la sua gioia.
Un altro ex poliziotto si avvicina e mi ammanetta.
"Questa volta legatelo bene, in modo che non possa scappare."
Guardo Dazai. Dazai mi guarda con un'espressione un po' contrariata, ma non dice nulla.
"Okay, Oda Sakunosuke-kun, vieni da questa parte. Ti prepariamo del buon vino. Sarà una lunga chiacchierata."
Prende la catena delle manette e mi tira verso di sé. Poi lancia un'occhiata a Dazai e dice al suo subordinato come se non gliene importasse nulla. "Fai fuori quel moccioso bendato."
"Avevi promesso diversamente." Dico.
"Promesso?" il tizio alza le sopracciglia alquanto allegramente. "Oh, in effetti non ho mantenuto la promessa. E allora che mi dici di te? Noi siamo i custodi della legge. Stai dicendo che hai rispettato le regole senza infrangerne nemmeno una in vita tua?"
Mi ricordo del mio passato e dico: "Capisco."
"Non è il momento di lasciarsi convincere." Dice Dazai con voce piatta.
"Lo so". Dico. "Dazai, sono proprio come te. Anch'io ho sete. Usciamo di qui alla svelta."
"Come farete a uscire di qui?". Mi hanno puntato una pistola alla testa. "Con questa disparità numerica, disarmato, con un ostaggio ferito? Sei solo un inutile subalterno, eppure ti stai montando la testa solo perché facevi parte di quell'organizzazione."
"Hahahh! Ti stai montando la testa solo perché facevi parte di quell'organizzazione?" È una risata che stranamente manca di profondità. Guardo Dazai. "Non è una buona idea imprecare allo specchio."
Tutti guardano Dazai. Dazai non sembra affatto preoccuparsi di quegli sguardi. Si guarda lentamente intorno e continua.
"Che ne dite se vi racconto il motivo per cui sono andato a collassare davanti a casa sua? Perché avevo sentito una voce. Dicono che nessun male può avvicinarsi a quella casa, che si tratti di ladri, contrabbandieri o mafiosi. Non importa chi sia, è solo intorno a quella casa che non possono creare problemi. È una "zona di calma". È come se avessero paura di qualcosa o di qualcuno".
"Eh? Cosa..."
"Sembra che questi tizi non abbiano intenzione di farci uscire vivi da qui. Quindi, lascio a te il resto."
Appena pronunciate queste parole, Dazai si piega all'indietro, come un cartello che perde il suo sostegno. Cade parallelamente sul pavimento, producendo un forte rumore.
Tutti lo guardano stupiti. È completamente supino. In altre parole, si trova nella posizione con le minori probabilità di essere colpito da un proiettile vagante.
Questo è il segnale.
<Questa parte è riassunta: Oda afferra il ragazzo che tiene la catena delle sue manette per fargli perdere l'equilibrio e lo butta a terra. Ruba la pistola e inizia a combattere contro gli uomini armati. Questi continuano a sparargli proiettili, ma lui riesce a schivare e li abbatte uno ad uno. Un tizio che faceva parte delle forze speciali dà del filo da torcere a Oda, ma lui lo sconfigge e riesce a rubargli un'altra pistola.>
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The day I picked up Dazai (side A) - Italiano
General Fiction文豪ストレイドッグス 太宰を拾った日 (Bungō Stray Dogs: Dazai o Hirotta Hi ) è una light novel scritta da Kafka Asagiri e non ancora pubblicata ufficialmente. È stata distribuita durante la prima e la seconda settimana di proiezione del film di Bungo Stray Dogs The M...