Non riuscì a dormire bene quella notte.
Dopo quella fatidica notte all'ospedale, pensai, che al momento nessuno di noi quattro riuscisse a dormire bene come un tempo.
Un tempo in cui gli incubi restavano nei confini del letto e non fuori pronti a prenderti e a portarti nell'oblio.
Era passato poco più di un giorno, dalla nostra fuga dall'ospedale, in questo lasso di tempo scoprì i nomi e in parte il carattere di quelli che avrei definito, compagni di sventura.
La ragazza si chiamava Dafne, era bellissima, aveva dei capelli rossi mossi, con il contrasto netto degli occhi azzurro ghiaccio, attorniati da quelle lentiggini a dir poco splendide.
Molto probabilmente doveva avere delle discendenze estere.
Probabilmente irlandesi.
Il fisico mozzafiato da far invidia a una modella; Sarà stata un metro e settanta o giù di lì, era molto aggraziata sia nei movimenti che nell'atteggiamento, rispondeva sempre con un sorriso anche se era palese che i suoi occhi cercavano qualcosa al di fuori delle conversazioni che facevamo, erano persi nel vuoto un po' come tutti noi, persi nel nulla in balia di pensieri e domande che non avrebbero avuto risposta alcuna, dubbi nati dopo quello che vedemmo dentro quella stanza di ospedale.
Cercai di non essere troppo invasivo con le domande, sapendo che presto o tardi ci saremmo lasciati ognuno per le proprie strade.
O almeno era quello che ci aspettavamo tutti in quel frangente.
Nel nostro gruppo non mancava il bastardo che mi aveva colpito al viso.
Ragazzo di poche parole disse di chiamarsi Tyler, era più basso di me, almeno di un paio di centimetri, però aveva una stazza considerevole, molto probabilmente era un sollevatore di pesi o comunque aveva il fisico per farlo, capelli scuri e corti, con due occhi vitrei, come quelli di qualcuno che aveva appena visto la morte e che con molta probabilità non avrebbe mai più scordato il suo volto.
A differenza di Dafne lui non era né aggraziato né altro, anzi tutto il contrario era sgarbato e rozzo.
Quando gli si domandava qualcosa tendeva chiudere la discussione in fretta come se si trovasse in un altro contesto e noi fossimo solo uno sfondo.
L'ultimo membro della nostra amorevole combriccola, era il ragazzo con il machete, si chiamava Dante.
ci avevo preso con il lavoro d'autista di ambulanze, parlando con lui riuscì a ricollegare i tasselli del puzzle che fino a quel momento erano un casino nella mia testa, dalla scazzottata con Tyler, alla corsa in ospedale, al fatto che solo un'ambulanza venne a prenderci perché nel mezzo del trambusto che creammo, era iniziata una vera apocalisse.
Mi parlò di come, in poco tempo, in un giorno ci chiusero tutti in quarantena, in gruppi di arrivo, e che tra quelli che ci avevano aggredito c'erano gli infermieri che ci avevano aiutato si erano, infettati e successivamente trasformati.
Erano passati due giorni scarsi in ospedale prima della fuga, mi dissero che per tutto il tempo, ero rimasto incosciente e che mi avevano fatto, delle trasfusioni di sangue.
Dante, era il più smilzo del gruppo, ma ricordandomi il primo episodio in cui lo vidi in azione, capì che la sua forza, non poteva essere misurata in base alla stazza, aveva decapitato un uomo con un machete, era sicuramente più forte di quanto dava a vedere.
Anche lui scuro di carnagione e capelli, l'unica sua nota chiara, erano le mani che presentavano delle macchie come se avesse preso male il sole in una giornata estiva o come se della candeggina vi fosse finita di sopra macchiandole indelebilmente.
STAI LEGGENDO
Il RISVEGLIO
HorrorUn giorno come un altro volge al termine per Jason, le giornate monotone che conosceva finiranno presto, si ritroverà catapultato in mondo apocalittico, dove tutti coloro che amava sono morti o lo saranno presto. I suoi sogni le sue fantasie, cancel...
