5 ANNI DOPO
EMMA
«Sei pronta Emma?» la voce di Nick mi raggiunse alle spalle mentre inviavo l'ultima mail della giornata. Sorrisi osservando sullo schermo il file appena corretto. Il primo romanzo di cui mi ero occupata completamente da sola. Un anno fa ho iniziato a lavorare come assistente editoriale nella casa editrice del padre Nick. Oggi ho appena consegnato il mio primo progetto importante. Finalmente ho realizzato il sogno che custodivo da sempre. Lavorare circondata dai libri. Dalle storie. Dalle parole. Tutto ciò che avevo amato fin da bambina.
Chiusi il portatile e mi voltai verso di lui. «Sono pronta»
Nick si avvicinò e mi sfiorò il collo con un bacio. «Te l'ho già detto che sei bellissima con questo vestito?»
«Sì almeno due volte» sussultai quando le sue dita sfiorarono la pelle nuda sotto il vestito, fino ad arrivare al bordo degli slip. La sua lingua iniziò a tracciare linee sulla mia schiena, per poi arrivare a baciarmi la clavicola. Una scarica di brividi mi attraversò il corpo. «Nick! Dobbiamo andare o Liz mi ucciderà! Le ho promesso che l'avrei aiutata con il vestito e l'acconciatura» Lui ridacchiò malizioso. «Sei tu che mi tenti con questo vestito e lo sai che io non so resistere, ma hai ragione, se arriviamo tardi oggi Liz e Aiden ci uccidono.» Sospirò. Si staccò da me lasciandomi eccitata e insoddisfatta. Cinque anni. Cinque anni da quella prima estate insieme. Cinque anni da Seattle. Cinque anni da quando avevo smesso di sopravvivere e avevo iniziato a vivere per davvero.
Nick era diventato socio junior della Cooper & Miller e mio padre scherzava sempre sul fatto che un giorno gli avrebbe rubato l'azienda.
Prese le chiavi dell'auto, la piccola valigia con il cambio per i prossimi giorni e ci avviammo verso l'auto.
Sentii il vento salmastro accarezzarmi il viso non appena arrivammo a Cape Cod. Nick parcheggiò sul retro della casa. Era meravigliosa. Ortensie azzurre e rose bianche decoravano il giardino. Nastri bianchi e azzurri con piccole rose bianche ondeggiavano nella brezza marina. L'oceano si estendeva infinito sullo sfondo. Sembrava uscito da una cartolina.
Una volta entrati in casa Nick sparì alla ricerca di Aiden, mentre io salii al piano superiore.
Incrociai Ian nel corridoio che si stava sistemando la cravatta. Alice uscì in quel momento dalla camera di Liz. Diede un bacio a Ian e mi sorrise. «Ti avverto, Liz è in modalità panico.»
Ridacchiai. Se qualcuno mi avesse detto che Alice e Ian sarebbero diventati una coppia non gli avrei mai creduto. Per due hanno litigato su qualsiasi cosa. Poi durante sono rimasti soli a Boston per un'estate. E il resto era storia.
Quando entrai nella camera di Liz, il fiato mi si bloccò. Era stupenda. Il vestito in seta avorio con dei piccoli brillantini sembrava creato apposta per lei. I lunghi capelli neri erano stati acconciati in una cascata di boccoli raccolti con un fermaglio di brillanti e piccoli fiori bianchi. Ma era il suo sorriso radioso e emozionato che mi faceva commuovere. Appena mi vide corse ad abbracciarmi. Strinsi tra le dita il bouquet di rose bianche e ortensie azzurre che era appoggiato sulla toeletta cercando di trattenere le lacrime.
Missione decisamente fallita.
«Emma, se inizi a piangere, rischio di mettermi a piangere anch'io» protestò Liz. Si sedette davanti allo specchio mentre la truccatrice ultimò i ritocchi al mascara. «Dovresti essermi di supporto, lo sai?»
Scoppiai a ridere.
«Scusa, è che...» la voce mi si incrinò leggermente «sei bellissima e sembra tutto un sogno.»
«Anche tu non scherzi» ribatté guardandomi attraverso lo specchio «Scommetto che Nick non riesce a staccarti gli occhi di dosso.»
Le guance avvamparono immediatamente ricordandomi quanto era accaduto al mattino. Erano passati cinque anni, ma arrossivo ancora come una ragazzina.
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EVERY BROKEN PIECE OF ME (UN PEZZO DEL MIO CUORE)
RomanceTra il rumore delle onde, i corridoi dell'università e le ferite che nessuno vede, Emma e Nick si incontrano nel momento più sbagliato delle loro vite. Emma Miller si è trasferita a Boston con suo padre per lasciarsi alle spalle Seattle e un passato...
