Scavalcammo la recinzione goffamente, anzi scavalcai la recinzione goffamente, Elisabeth sembrò un gatto, un piede dopo l'altro, un salto e flop eccola dall'altra parte io pensai ''ma io non so scavalcare, che figura...ce la posso fare...." cosi un piede dopo l'altro arrivai in cima alla recinzione; è molto alta ed Elisabeth ad un certo punto disse
-tutto qui Aron?- come una presa in giro
ed io -guarda qua- e caddi come un salame, lei sprofondò in una risata di gusto durò qualche minuto, alla fine risi anch'io. Appena abbiamo finito di ridere ci guardimo intorno e WOW, la parte del bosco proibita, -potremmo essere puniti come trasgressori per legge- disse Elisabeth ed io -lo so- la guardai con uno sguardo accattivante, e ci incamminiamo in mezzo agli alberi; l'aria è fresca, anche per il leggero vento pomeridiano che provoca uno dei suoni più belli della natura: il fruscìo delle foglie degli alberi; vediamo i primi fiori spuntare dal terreno, delle primule, delle margherite, e la nebbiolina tipica dei boschi, tutti i fiori brillano alla luce del tramonto per via della rugiada fresca, poggiata dolcemente sui petali di ogni fiore. Il tramonto; è tardi e ormai è mezz'ora che camminiamo, non ce la faremmo mai a tornare prima che il cielo diventi buio; -Elisabeth dobbiamo andare- e indico il cielo, e lei -si,anche di fretta-. Camminiamo a passo veloce nella direzione verso la recinzione, non sono sicuro che è la direzione giusta, ci siamo allontanati troppo, ma questi sovrapensieri vengo tranciati da un rumore, anzi da più rumori: degli ululati.
''Degli ululati, quindi ci sono dei lupi, e questi lupi sono selvatici'' pensai e dissi subito -Elisabeth dobbiamo scappare- e lei -Ho paura!- la sua faccia è pietrificata, non avrei mai potuto permettere che gli sarebbe successo qualcosa dopotutto, è stata mia l'idea di venire nel bosco, l'avrei protetta ad ogni costo. Mentre scappiamo e arriviamo alla recinzione sentiamo dei passi arrivare verso di noi, passi scaltri, leggeri, veloci, passi assetati di sangue: sono i lupi, che ci hanno circondati e ci ringhiano contro, c'è uno spazio per scappare ed Elisabeth urlò -da qui al mio tre, uno, due,tre!- e scappiamo in mezzo al bosco, scappiamo ormai è buio...per fortuna c'è la luna piena e non è completamente buio, e questo non so se poteva essere un punto a nostro favore perchè riuscivo a guardare bene quei lupi che ci inseguivano, corriamo ed ad un certo punto arriviamo davanti ad un albero gigantesco e Elisabeth disse- i rami sono abbastanza resistenti per arrampicarci, ce la possiamo fare- io annuì e salimmo sull'albero; ma i lupi non erano sotto, si sono fermati cento metri prima dell'albero alcuni scapparono senso opposto, e altri rimasero a guardarci, fu molto inquietante. Elisabeth è spaventata ed io per dirla tutta, sono più spaventato di lei, siamo stesi in una concavatura dell'albero e l'abbraccio -così va meglio?- e lei -sì, ti prego: non scendiamo ho troppa paura- ed io- okay, passeremo la notte qui- stiamo un paio di ore svegli in silenzio, a realizzare ciò che era successo, e poi ci addormentammo illuminati dalla luna e cullati dal vento.
Ho aperto gli occhi, è mattino riesco a vedere il cielo che si schiara ma ancora è molto presto sicuramente manca qualche minuto all'alba, guardo Elisabeth, è bellissima quando dorme, starà sognando sicuramente...ma la devo svegliare.
-Elizabeth- dico con un filo di voce
-Ancora 10 minuti, mamma- dice goffamente
Io rido e le sussurro -Siamo nel bosco, qualcuno potrebbe preoccuparsi per noi se torniamo tardi, invece se torniamo adesso possiamo dire che siamo solo tornati tardi e abbiamo passato la notte a casa-
-Geniale-,così saltiamo giù dall'albero e con la luce del giorno notiamo che l'albero è circondato da sette pietre gigantesche, due di quelle sette sono veramente grandi, non sono sicuro se sia pietra o legno perchè sono totalmente ricoperte da muschio ed edera. Torniamo a casa e quando siamo davanti casa sua mi accorgo di quanto è spaventata e gli chiedo -è tutto okay?- e lei disse -si, ho solo molto sonno-,
-va bene allora io vado,buonanotte-
-buonanotte- così torno a casa mia: apro lentamente la porta ma questa cinghiola lo stesso e penso '' è finita, ora mi scoprono'' mi tolgo le scarpe e salgo lentamente le scale fino ad arrivare nel corridoio e poi diritto in camera mia: nessuno si è accorto di me e così crollo sul letto e mi butto in un sonno profondo. In questo sonno cado in un sogno (se si può definire tale visto che mi ha spaventato veramente tanto) e ho delle visioni: cado, cado nel buio: finisco ai piedi dell'albero in cui abbiamo dormito qualche ora prima con Elisabeth, è tutto molto sfuocato ed annebbiato, ma cammino e vado a toccare una delle sette pietre: una delle due più grandi e appena la tocco tutto il muschio secca bruscamente e l'edera si ritira e rimane la pietra pulita e gigantesca, e sento una voce che dice:'' stai per tornare, in tutto il tuo splendore'' è una voce calda e intensa, ma nel frattempo sottile e delicata, offuscata, ma una voce molto familiare. Così mi sveglio di colpo tutto sudato e spaventato e noto che è ora di alzarsi così sento mia madre aprire la porta di camera mia e dire- oh sei già in piedi, nonostante la tarda ora-
-non sono tornato molto tardi- ribatto.
Faccio una doccia calda per calmarmi un po, mi vesto, e scendo al piano di sotto per la colazione, dico un buongiorno generale e siedo a tavola
-sai a che ora è tornato tuo figlio ierinotte?- dice la mamma al papà
-no, non ho sentito rientrarlo-
- in tardissima ora, non so di preciso ma era veramente tardi-
-era mezzanotte, e non ricapiterà più- dico con voce decisa
-sarà meglio per te, giovanotto-disse mio padre accendendosi la pipa
-ora devo correre a scuola-
Prendo il mio zaino, mi metto le scarpe e mi incammino per la scuola.
