Gran Finale

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Prendo in mano il bicchiere.
Lo osservo, cercando tracce di qualcosa che non avrebbe dovuto esserci. Invece c'è.
Mi sento mancare e sono le braccia le prime a formicolare.
La porta della cucina sembra lontana.
Ci sono passato pochi istanti fa davanti, ma ora sembra su una distante galassia.
Il braccio destro mi sta abbandonando.
Cerco di afferrarmi al tavolo, ma la mano non riesce ad arrivarci. Si blocca a metà strada.
So che lei è davanti a me che mi osserva. Mi rendo conto che il brindisi per lei si è fermato a metà e le sue labbra si increspano per non sorridere.
Con la mente vorrei tornare al momento in cui mi sono voltato e lei era libera di drogarmi.
Sono stato così sciocco da non accorgermi di nulla.
È ovvio che lei ha usato la mia fragilità per vendicarsi eppure non riesco ad arrabbiarmi.
Sarà perché gli occhi mi si stanno appannando.
Vorrei capire le conseguenze del suo gesto ma la mente sta perdendo il contatto con la realtà.
Sposto il peso sulla gamba destra per afferrarmi al tavolo ma niente sembra voler rispondere ai miei comandi.
Le gambe tremano e non riesco a fermare la caduta.
L'ultima cosa che sento, prima che la faccia atterri sul pavimento, è la sua risata.
Dopo, per fortuna, arriva l'oblio.

Non Sempre Si Può VincereDove le storie prendono vita. Scoprilo ora