1: Una non facile partenza

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"Devo dirglielo" pensò tra se e se, "mancano due giorni, devo farlo".
Sophia non riusciva a prendere una decisione, Lena, la sua migliore amica, doveva sapere che non avrebbero più frequentato la stessa scuola, che da lì a due giorni non si sarebbero più riviste, per un anno intero.
Temeva la sua reazione, temeva che non potesse capire. Non aveva mai raccontato a nessuno la sua difficile situazione economica, nemmeno a Lena.

Ancora una volta, cercò di farsi coraggio, prese il suo telefono e cercò 'Lena my love❤️' sulla rubrica. Eccolo lì, "un ultimo sforzo" pensò; premette il tasto della chiamata e immediatamente il cellulare iniziò a squillare.

«Soph! Mi hai fatto preoccupare! Da giorni non ti facevi più viva!»

«Si beh, ho avuto da fare...»

«Non puoi immaginare quante cose ho da dirti! Selly mi ha detto che Simon ha detto che sabato...»

«ASCOLTAMI PRIMA!» Sbottò Sophia «Non ti sei chiesta che se ti ho chiamata avrò anche io qualcosa di importante da dirti?! Non capisci che non mi interessa nulla di quelle feste che organizza Simon?!»

«Si può sapere cosa ti prende? Prima sparisci per una settimana, poi mi chiami e mi aggredisci pure!» replicò Lena gelida, chiaramente offesa.

«Beh si hai ragione scusami, è che ho tante cose per la testa e non so da dove iniziare»

«Soph mi stai facendo preoccupare, che succede?»

«Beh il fatto e che tra due giorni devo partire...»

«Wow, dove vai?! Ma è stupendo! Insolito però che abbia deciso di fare una vacanza quando manca una settimana all'inizio della scuola, quando torneresti?»

«E' questo il problema Len, non tornerò»

«Stai scherzando vero? Perchè non è divertente! Ti trasferisci?!»

«Purtroppo non è uno scherzo, ma non è come pensi tu! Devo tornare all'accademia perchè...beh...riceverò una borsa di studio se farò volontariato...»

«Cosa?! Torni all'accademia?! Dopo tutto quello che hai passato?»

«Non ho altra scelta Len! Dopodomani prenderò l'aereo per Londra, e non mi sarà concesso ti tornare finché non sarà terminato l'anno scolastico»

«E QUANDO AVEVI INTENZIONE DI DIRMELO?! SULL'AEREO?!»

«Len! Non è come credi tu! Di certo non sto saltando dalla gioia, credevo che mi avresti capita! Sei la mia migliore amica!» Disse Sophia offesa e arrabbiata contemporaneamente

«SOPHIA MI SONO STANCATA DI STARTI A SENTIRE INVENTARE GIUSTIFICAZIONI! LUNEDI' VAI PURE A PRENDERE QUELL'AEREO NON MI IMPORTA!»

«AH NO?! NON TI IMPORTA?! BENISSIMO ALLORA! POSSIAMO ANCHE FARLA FINITA QUA!»

«GIA' FACCIAMOLA FINITA QUA! TANTO IO A DIFFERENZA TUA HO ALTRI AMICI!»

Sophia non riusciva a credere che Lena, la sua migliore amica, o meglio, ex migliore amica, potesse usare una cosa del genere contro di lei; così si limitó a riattaccare il telefono.
Sapeva benissimo quanto avesse sofferto lì, perché si comportava in questo modo?
Sapeva benissimo anche quanta difficoltà facesse per relazionarsi con le persone, come poteva sfruttare questa sua debolezza?
Sophia si mise a piangere, adesso sì che era del tutto sola. Sapeva che all'accademia non avrebbe avuto compagnia, ma confidava nel fatto di potersi sfogare con Lena, ma ora a chi si sarebbe rivolta?
Pensava e ripensava a tutto ciò prima di addormentarsi, in una notte insolitamente calda, di un distretto di Manhattan.

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"Eccoci qui" pensó, tra 9 ore si sarebbe ritrovata davanti l'inferno che per anni l'aveva torturata.
"Il volo durerà 7 ore, quindi ho ben 2 ore per prepararmi."

<<Soph! SOPHIA! SBRIGATI, L'AEREO NON TI ASPETTA MICA ÈH!>>
<<ECCOMI MAMMA! Sono pronta, andiamo!>>

<<Come ti senti?>> le chiese la madre, in tono amorevole
<<Bene>>mentí Sophia
<<Hai fatto...qualche incubo?>> le domandò, temendo di essere stata troppo diretta.
Sophia esitò prima di mentire con un gelido <<no>>.

In realtà aveva iniziato a fare incubi già una settimana fa. Ma ci era abituata, all'accademia succedeva di continuo.

Mary esitò prima di parlare, ma sua figlia la precedette:
<<Neanche nessuna visione>>.

Almeno questo era vero.
Sophia ricordava con orrore quei momenti in cui iniziava a vedere cose surreali, fino a trovarsi senza sensi in un letto dell'infermeria.

Prima che potesse rendersene conto, si ritrovò davanti all'aeroporto, mentre l'ansia iniziava ad avere la meglio.
Fatti tutti i 'controlli', salutò sua madre con un caloroso e silenzioso abbraccio e salì su quell'aereo maledetto, che l'avrebbe costretta ad affrontare l'ennesima volta davanti al suo peggior incubo.

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Durante tutto il viaggio, Sophia non parló con nessuno, si limitó semplicemente ad ascoltare la musica della sua playlist.
L'aereo iniziò ad atterrare, Sophia ebbe un tuffo al cuore, come era possibile che fossero già arrivati?

Le inizió a girare la testa, vide tante macchie nere e udì delle risate acute, profonde; ma sapeva che era tutto frutto della sua immaginazione.
Non poteva cedere, non voleva cedere.
Già era difficile affrontare la situazione così come era, figurati doverla affrontare da un lettino dell'infermeria.
Cercó di calmarsi, di allontanare i brutti pensieri; di far svanire quelle visioni causate da un'attacco di panico.

Hi guys!
Scusatemi se è un pó che non aggiorno, è che tra le sfilate e i servizi fotografici non ho proprio avuto tempo di scrivere.
Vorrei ringraziare tutti voi perché state realizzando il mio sogno! Grazie mille, davvero!
Un ringraziamento speciale a Lyria_ e nunzialorusso3 per aver votato entrambi le prime due parti, grazie di cuore! Ditemi come posso ricambiare ;) .

Forse lo avete notato, forse no, comunque si ho inserito il titolo della storia in questo capitolo perché dai, ci stava.
Fatemi sapere cosa ne pensate, magari potreste darmi qualche suggerimento o dirmi come voi vorreste lo sviluppo della storia😉.
Da ora cercherò di essere più costante con gli aggiornamenti.
Detto ció....ciauu :)

L'ennesima volta davanti al mio incuboDove le storie prendono vita. Scoprilo ora