Capitolo 2

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Clarissa POV

Lentamente alzo le palpebre, mi porto una mano dietro la nuca avendo un enorme mal di testa, sembrava stesse per esplodere, mi metto seduta e mi guardo attorno rendendomi conto che non era la mia stanza. Il panico iniziava a farsi spazio dentro di me, c'era una sveglia sul comodino vicino al letto segnava le 05:42 ancora era notte fonda, velocemente i ricordi di qualche ora prima riaffiorano nella mia testa, rendendomi conto di ciò che avevo visto, ero la testimone di un omicidio a sangue freddo e questo mi rendeva effettivamente un cadavere che camminava, era questione di tempo e sarebbe toccata anche a me la stessa sorte di quel ragazzo, Alan, ricordavo il suo nome e sicuramente non lo avrei mai dimenticato.

Mi alzo dal letto, vado verso la porta a passi lenti avendo il terrore di ogni piccolo rumore di fondo, giro la maniglia ma era chiusa, ero in trappola ''merda!'' sussurro e mi guardo attorno cercando un'altra via di fuga, mi avvicino alla finestra, uscendo fuori sul balcone, la vista era bella, il giardino era immenso, sicuramente ricopriva tutta la proprietà, mi sporgo leggermente, era un bel salto da fare e di certo con una caviglia rotta non sarei andata molto lontana, ''merda, merda'' ripeto nuovamente quando un rumore proveniente dalla porta attira la mia attenzione, mi precipito dentro cercando una qualsiasi cosa da usare come arma, prendo una lampada e mi avvicino alla porta aspettando, con il cuore che andava a mille e la paura che si era trasformata in adrenalina pura, cerco di restare calma sentendo la chiave girare, stringo la lampada tra le mani, e non appena la porta si apre non perdo tempo colpendolo ''cazzo!'' il ragazzo si mette la mano sulla fronte e questo mi lascia il tempo di uscire dalla stanza e andare verso le scale scendendo velocemente al piano di sotto, ma lui era già dietro di me, sembrava un incubo, vado verso il portone uscendo di corsa al di fuori ''Aiuto'' ''vi prego qualcuno mi aiuti'' ma non c'era via d'uscita ''è inutile che scappi, perché ti raggiungo'' la sua voce era fredda e dura, sembrava trafiggerti anche l'anima, cado a terra ma quando sto per rialzarmi la sua mano raggiunge il mio braccio, urlo con tutta me stessa e cerco di sfuggirgli ma la sua presa è salda ''ti prego non dirò niente a nessuno,ti supplico'' certo che non lo farai'' mi guarda dritto negli occhi ''ti supplico'' le lacrime iniziano a rigarmi il volto ''i demoni non vengono supplicati''.

Quando siamo dentro, sono di nuovo in quella stanza, seduta sul letto e lui a fissarmi, decido di parlare ''vuoi uccidermi?'' lo guardo ''non lo so'' mi guarda anche lui ma la sua voce non era incoraggiante ''senti non dirò niente, se non torno a casa i miei si preoccuperanno e si chiederanno che fine abbia fatto'' faccio un bel respiro ''chiameranno di sicuro la polizia'' inizia ad avvicinarsi a me, e resto immobile, le sue dita si poggiano sul mio mento ed io trattengo il fiato avendo paura che anche solo respirando mi avrebbe piantato una pallottola nel cranio ''ho detto che non lo so, e finché non saprò che farmene di te'' prende una pausa ''resterai qui'' ''fai bei sogni tesoro'' era la sua ultima parola e dopo di che scompare, uscendo dalla camera imprigionandomi nuovamente li dentro, dentro quella stanza priva di niente, priva di emozioni, ma solo di oscurità e paura.



Adam POV

Dopo essere uscito dalla stanza, mi fermo un istante ad ascoltare, il suo pianto era disperato, pieno di paura, ma non mi importava, a me importava solo di me stesso, era sempre stato così.
Scendo dal piano di sotto, la casa era silenziosa, e forse questo mi spaventava perché il silenzio lasciava spazio ai miei demoni, pronti a farmi crollare, ma sapevo sempre come combatterli, un buon whisky era esattamente ciò che intendevo un ottimo metodo per placare ogni tipo di rumore e di pensiero, ne verso una buona quantità in un bicchiere e mi metto seduto sul divano, bevo un sorso fissando il vuoto, mi sdraio sul divano e incrocio le braccia al petto chiudendo gli occhi, lasciando che finalmente quella nottata passasse in fretta.

''Adam, stanno arrivando.'' la sua voce era un sussurro ''Adam dobbiamo andare, stanno arrivando'' e poi un urlo.

Mi sveglio di colpo, e ai miei piedi a fissami con un succo in mano c'era Antonio ''buenos dias hermano'' mi metto seduto e lo guardo ''sei un cazzo di incubo'' ''pensa averlo come fratello'' interviene Thomas ''viviamo tutti sotto lo stesso tetto, se ben ricordo'' mi alzo e vado verso la cucina dove Josh è alle prese con i fornelli ''da quando prepari la colazione?'' apro il frigo prendendo del succo ''da quando Jackson ha deciso che dovremmo tutti impegnarci in cucina'' mi guarda ''che regole del cazzo'' ''hai pensato ad una soluzione?'' lo guardo e mi siedo ''non lo so Josh', abbiamo commesso un errore, e ci costerà caro'' mi porto una mano dietro il collo massaggiandolo per allentare la tensione ''potrebbe parlare Adam e mandarci al fresco tutti quanti'' ''non lo farà, e se dovesse farlo non ha prove, con i tutti i favori che abbiamo in giro troveremo un alibi e la sua testimonianza non avrà alcun valore'' intanto gli altri fanno il loro ingresso in cucina ''allora qual è il piano?'' interviene Antonio ''non c'è nessun piano, per il momento resta qui'' ''non puoi tenerla in eterno qui, qualcuno la cercherà! Cazzo Adam, non puoi essere così stupido che una ragazza così non verrà cercata!'' Jackson prende parola entrando dalla porta che portava all'esterno, lo guardo ''pensi che mi piaccia essere in questa situazione del cazzo? Dovevate controllare la zona e avete fallito!'' Jackson si avvicina ''dovevamo controllare la zona? Abbiamo controllato la fottuta zona due volte e non c'era nessuno!'' il suo tono era diventato alto ''non parlami in questo modo Brown'' lo fisso e sentivo già il sangue ribollire ''ok ragazzi, se adesso iniziamo a litigare tra di noi, non usciremo più da questo casino! Quindi calmatevi, entrambi, e pensiamo ad una cazzo di soluzione.'' Thomas finalmente prende parola e sapevo che aveva ragione, ''ok, Thomas ha ragione, dobbiamo risolvere questo problema, devo risolvere il problema. La ragazza andrà a casa'' per un istante i miei uomini rimangono immobili, ''non ci posso credere'' Jackson risponde, ''ci stai fottendo tutti Cooper, uno per uno'' ''al tuo cazzo di gioco non ci sto'' e con quest'ultima frase si allontana da tutti noi.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Apr 23, 2018 ⏰

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