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Avete mai pensato di aver bisogno di un cambiamento? Avete mai sentito quella sensazione bruciante in un determinato periodo della propria vita in cui il desiderio di cambiamento era onnipresente? Ecco, é esattamente quello che sto passando.
Mi chiamo Jen Chang, mi sono trasferita qui in Corea tantissimi anni fa per il lavoro di mio padre e da allora non mi sono trovata meglio in nessun altro posto, nemmeno nel mio paese natale. Se vi stesse chiedendo come sono ho i capelli lunghi e biondi, sono abbastanza alta e del mio fisico non mi lamento, nonostante io abbia dovuto affrontare dei periodi molto difficili in cui mi sentivo estranea nel mio corpo, ormai tutto é passato.

Tra un po' di giorni compiero' vent'anni e per segnare questo cambiamento della mia vita ho deciso di farmi un taguaggio. Il mio migliore amico Hyunjin mi ha consigliato uno studio di un suo amico, il suo negozio è poco distante da casa mia e lo condivide con altri ragazzi, Hyunjin mi ha parlato molto di loro e evidentemente anche loro mi conoscono visto che il mio caro amico ha insistito per prenotarmi lui stesso il tatuaggio.

Hyunjin é un ragazzo d'oro, mi é stato sempre vicino e ogni scusa é buona per farmi ridere, ormai ci conosciamo da tantissimi anni visto che abbiamo frequentato TUTTE le scuole insieme e siamo sempre stati vicini di banco. É come un fratello per me e so con certezza che in ogni momento, se avessi bisogno di lui, correrebbe da me.

Ed eccolo che mi tartassa di messaggi perché sono in ritardo, ho solo mezz'ora per prepararmi e andare in università, perciò faccio tutto velocemente truccandomi e mettendo dei jeans neri con una maglietta a maniche corte, dopotutto siamo a maggio. Scendo le scale come un razzo che quasi non schiaccio la mia gatta, e afferro un succo di frutta visto che per il mio amato caffè non ho tempo oggi e mentre apro la porta di casa la mia ansia (Hyunjin) mi chiama:
«ma si può sapere dove straculo sei?»
«giuro che sto arrivando»
«il tuo senso della puntualità é inesistente, ogni volta il tempo che passo ad aspettarti é più di quanto mia madre ci abbia messo a sputarmi fuori»
«sei poetico, giuro. ora arrivo, aspettami fuori dall'uni»
«ma certo, mica ci entro in quel posto per mia volontà eh»
rido attaccando la chiamata e dirigendomi verso scuola.

In poco tempo sono arrivata dove vengo raggiunta
dalla mia migliore amica, Lisa, che mi salta addosso come sempre e mi strozza abbracciandomi. Può sembrare appiccicosa...e lo é, pero le voglio tanto bene cosi com'é.

«Buongiorno!» dice urlando, letteralmente urlando.
«Buoniorno anche a te amo, ma se non ti diapiace vorrei almeno arrivare a compiere vent'anni senza essere sorda grazie hahahaha»
«Oh scusa» ride «Quindi dopodomani ti fai il tatuaggio?»
«Esatto»
«E sai già cosa fare?»
«Ho una mezza idea, ma non te la dico» le faccio una faccia buffa e lei ride fingendosi offesa.
«Come sei antipatica...ti accompagna Hyunjin?»
«Si, sono amici suoi, poi ha prenotato lui»
Non faccio in tempo a finire la frase che l'uragano Katrina mi interrompe
«Ma salve! Tra poco si invecchia eh»
Dice scompigliandomi i capelli
«Ma che ansia, tu li hai già compiuti, sei più vecchio tu»
Lisa ride, dandomi manforte e iniziando a prenderlo in giro.

Veniamo fermati da quella maledetta campanella che segna l'inizio delle lezioni. Ci aspettano cinque lunghissime ore che sembreranno non passare mai. Durante la terza ora vedo Hyunjin smanettare sul cellulare sotto il banco mentre la professoressa interroga dei nostri compagni su un quesito di neuroscienze, sono talmente curiosa che non resisto a spiare.
«Mhhh che guardi spilungone?»
«Curiosona, fatti i cazzi tuoi. Sono i miei amici, oggi pomeriggio usciamo. Ti va di venire?»
«Penso di si, tu invece vieni a casa mia a pranzare?»
«A pranzare non posso mia cara nana, perché devo passare a prendere il mio fratellino cagaminchia all'asilo, passiamo a prenderti dopo»
«Va bene, va bene antipatico»
«Sei la solita permalosa»
io permalosa? Disse quello che a Natale ricevette un maglione glitterato dalla sottoscritta quando gli avevo promesso un biglietto per un concerto a cui volevamo andare da anni, ma era solo un scherzo e mi tenette il muso per una settimana fino a quando non gli ho mostrato il vero regalo.

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