Allora, questo è un coso che ho scritto per scuola
Dovevo scrivere in prosa la storia di Paolo e Francesca, i due che Dante incontra nel secondo cerchio dell'inferno
Enniente, vorrei il vostro parere :3
Ecco qua
La prima volta che Paolo la vide fu al matrimonio di lei con Gianciotto Malatesta. Si sentì molto in pena per quella fanciulla sconosciuta, così giovane e bella, obbligata a sposare quel rozzo uomo che Paolo era costretto a chiamare fratello. Lei, nel suo vestito bianco, teneva gli occhi pudicamente abbassati in un gesto che poteva passare per rispetto o timidezza; ma Paolo sapeva, in cuor suo, che non era che un disperato tentativo di guardare quell'uomo che l'aspettava all'altare. Grasso, vecchio e zoppo, col faccione perennemente rosso e i capelli stopposi, Gianciotto la fissava con i suoi occhi di un azzurro acquoso. Lei invece aveva il viso e la pelle pallidi, occhi grandi e di un marrone caldo, e capelli di un biondo quasi rosso.
Sottile come un giunco, camminava sulla navata.
Poi giunse all'altare, dove il prete, dopo aver fatto la stessa domanda a Gianciotto, il quale rispose sì, le chiese: "Vuoi tu, Francesca di Polenta, prendere il qui presente Gianciotto Malatesta come tuo legittimo sposo?" E lei rispose "Sì." mentre una lacrima le scendeva lungo lo zigomo. Lacrima che lei lasciò cadere senza asciugarla, forse non voleva che si notasse il gesto. Cadde a terra, leggera ma al contempo pesante, carica del dolore che doveva provare.
Francesca, pensò Paolo. Mi dispiace per te.Due mesi dopo
"Forza, vieni!"
Francesca tirava Paolo per una mano. "Andiamo in biblioteca, voglio finire di leggere quel libro che abbiamo cominciato ieri."
Paolo annuì e si avviarono alla biblioteca. Anche lui era curioso di sapere cosa sarebbe successo nel libro, ma soprattutto di passare un po' di tempo con quella ragazza che in quei due mesi era diventata sempre più importante per lui, che aveva cosolato quando il marito la picchiava, trovando sempre un modo per farla ridere, per rivedere quel sorriso che ormai amava. Arrivati, si sedettero su una delle panche accanto agli scaffali, sulle loro ginocchia il volume, e lessero. Lessero di come Lancillotto si innamorò di sua cognata Ginevra, moglie di re Artù, suo fratello. Sempre più frequentemente Francesca tirava su gli occhi dal libro e sorprendeva Paolo a fissarla. Fino a quando i loro occhi non si bloccarono i marroni nei verdi. Si fissarono l'un l'altra come per la prima volta. Francesca notò ancora una volta la profondità di quegli occhi verdi che la fissavano, la morbidezza di quei capelli castani che avrebbe voluto poter sfiorare. Paolo rimase a guardare la spruzzata di lentiggini che la ragazza aveva sul naso, l'incarnato marmoreo che avrebbe voluto poter accarezzare. Le prese le mani. Senza accorgersene, i due pian piano si trovarono a pochissima distanza. Paolo ormai fremeva dal desiderio di baciare Francesca, che chiuse gli occhi, forse un muto permesso?
Il ragazzo si chinò verso di lei, azzerando la loro distanza. Le loro labbra si incontrarono in un bacio leggero, le mani di uno sulle spalle dell'altra. Francesca dopo un po' si allontanò, e Paolo per un breve, angosciante momento temette di aver sbagliato. Poi lei gli donò il suo sorriso, e egli si calmò. Francesca gli chiese: "Sarà rischioso, lo sai?"
Lui la abbracciò, e le sussurrò vicino all'orecchio: "Lo so, ma io ti amo."
Francesca chiese, assaporando la parola: "Insieme? Per sempre?"
"Fino alla morte e anche dopo, se necessario." Fu la risposta di Paolo.
E così sarebbe stato.
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I miei haiku-sclero composti imitando Apollo
RandomAvrete capito, spero. Ma... Scriverò haiku Per rompervi le pluffe. Siete tutti molto contenti. *modificato* Questi avrebbero dovuto essere haiku, e invece sono scleri a caso. Ye.