Fu questione di un attimo, anche se le sembrò un'eternità. Una sensazione di gelo e bruciore la investì, come se le fosse passato sopra un camion e fosse rimasta schiacciata. Le mancava il respiro. Le sembrava di essere stata trasportata in un altro luogo o addirittura in un mondo speculare a quello di prima:il lago era più piccolo e paludoso, senza alghe bio-luminescenti; non vi erano montagne, ma solo lontane ciminiere da cui fuoriusciva un fumo biancastro; il cielo era scuro e nuvoloso, anche se dovevano essere al massimo le 17:30 e al posto di grandi pini, c'erano dei bassi arbusti secchi.
Lentamente Kurme si alzò e si chiese:"dove sono?Perché sono qui?E soprattutto chi sono?"
La sua memoria era stata come cancellata. Non ricordava neanche il suo nome. La sua identità era sparita insieme a tutto ciò che poteva riguardare la sua vita passata.
Con fatica si avviò in direzione delle ciminiere, senza una meta e alla ricerca di risposte e della verità.
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