Ciao a tutti, confermo l'aggiornamento di oggi =) Ma come ci siamo arrivati al capitolo NOVANTUNO? aiuto...
Saremo con Rock, e succederà qualcosa di abbastanza grosso per quanto riguarda Lucas. Qualcosa che è stato rimandato per troppo tempo. Vi lascio uno spoilerino:
"Lucas era a terra. Non stava urlando. Non si agitava più. Aveva il volto rigato dalle lacrime.
Assurdo che mi facesse così male vederlo così.
Il suo respiro era spezzato, irregolare, ogni boccata d'aria era una concessione faticosa. Gli occhi, finalmente aperti, non erano persi nel vuoto o nel delirio. Erano lucidi. Consapevoli. Distrutti.
Era la prima volta che lo vedevo in quelle condizioni.
E lo odiai.
Odiai la situazione. Odiavo il fatto di aver sempre saputo che per lui quel trauma esisteva… senza mai capire quanto fosse profondo davvero. Senza aver mai guardato abbastanza a fondo da rendermi conto che non era una ferita cicatrizzata, bensì una piaga mai chiusa. Infetta.
Mi sentii colpevole.
Perché io c’ero stato, sempre. Avevo sentito tutto. Eppure, non avevo fatto niente.
Sybil non disse una parola.
Si mosse piano, con attenzione. Si sedette a terra accanto a lui e, senza esitazioni, gli passò un braccio attorno alle spalle. Lo strinse contro di sé con una fermezza silenziosa, protettiva, come se il mondo intero potesse essere tenuto lontano solo così.
Lucas resistette per mezzo secondo.
Poi cedette.
Il suo corpo si afflosciò contro di lei e il respiro gli si ruppe del tutto. Un singhiozzo muto, poi un altro. Le mani gli si aggrapparono al tessuto dei suoi vestiti con una disperazione infantile, come se avesse paura che lasciandola andare tutto sarebbe tornato.
Sybil lo tenne stretto. Non parlò. Non lo calmò. Non cercò di spiegare.
Semplicemente rimase con lui. E bastò.
Non avevo mai approvato qualunque cosa ci fosse tra loro. Non mi fidavo di lei, delle sue zone d’ombra, della sua capacità di muoversi sempre sul confine tra il controllo e il caos. Ma in quel momento… ero grato che fosse lì."