TheEffe
Mi sono spesso chiesto cosa potrebbe porre fine prematuramente al progetto del mio romanzo. Tra i motivi principali spiccano ovviamente quelli più banali: impegni, incombenze di vario genere, fattori esterni che mettano in secondo piano l’atto dello scrivere. Da non sottovalutare neanche il fattore noia/pigrizia: potrebbe capitarmi di prendere a noia il tutto, i miei personaggi, la mia storia e mandare tutto in vacca. Non sarebbe neanche la fine più ingloriosa.
Quello che più mi preoccupa però, a più riprese e con con crescente intensità, è un altro fattore: la storia.
Un evento geopolitico improvviso – ma probabilmente non inaspettato – che renda obsoleto e ridondante L’unica guerra giusta; uno scenario dove la finzione viene ampiamente soppiantata dalla realtà.
Ed è risaputo che la storia ha molta più fantasia di qualunque scrittore di fantapolitica/spy thriller.
Tra le altre cose, è anche la più difficile da portare in tribunale per furto di proprietà intellettuale; non credo di poter trovare un avvocato che accetti di rappresentarmi, (e che comunque, non potrei pagare) ma mi informerò, non si sa mai.
Certo, in caso, me la sarei anche andata a cercare. Il progetto è fortemente politico e nasce dall’amara constatazione che storicamente ci troviamo in un “crepuscolo” gramsciano, un “chiaroscuro dove nascono i mostri,” dove la belva ferita dell’impero del neoliberismo si fa ancora più pericolosa e schiumante di rabbia.
E mi è sembrato divertente ribaltare la sua narrativa egemonica eroica, dove i suoi archetipi, anziché essere i protagonisti, sono i cattivi e crepano male. Atto più personale che politico: le figure iconiche di "soldati dall’alto senso del dovere", "giustizieri", "poliziotti duri e puri", mi sono sempre state sul cazzo.
Scrivo di eventi che si svolgono cinque anni nel futuro ma in realtà descrivo il presente. Forse, alla fine, è proprio la storia a dovermi citare in tribunale.
Per il momento però, L’unica guerra giusta continua.
Niijika
@TheEffe ciao, ho lanciato un collettivo su Instagram di mutuo supporto per artivisti, se ti interessa si chiama @artepartigiana
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