Di seguito riporto qui questa parte di una "storia" che ho scritto basandomi su piccoli momenti mie di "tristezza". Sappiate che non siamo soli, nonostante tutto. Io questa parte sottostante l'ho superata, ho iniziato a fidarmi, più o meno. Buona lettura.
"Poi chiudo gli occhi. Chiudo gli occhi con estrema calma perché so che se lo facessi velocemente le lacrime renderebbero giù come un fiume in piena. Cerco di riprendere il controllo di me stessa e con tutto lo sforzo mando giù il sasso enorme, ritornando a parlare anche se con voce tremolante, con una certa emozione e con gli occhi ancora chiusi. Vedo il nero con quel luccichio qui e lì, segno che il mondo intorno a me non si è fermato, ma continua ad andare avanti veloce. Sento il rumore di voci, di urli e di sguardi. Sguardi che mi guardano ma che io, essendo ancora con gli occhi chiusi non intravedo per fortuna. E mentre impiego questo tempo per scriverlo sono già ad un'altra azione: sorrido e rido. Perché gli occhi li tengo chiusi per un attimo, il tempo per farmi coraggio, perché vada tutto bene; perché quelle luci che vedo nel buio, diventino sempre più grandi e che mi aiutino ad essere me stessa."