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Mi trovo in una stanza del tutto bianca, sembra la mia cella dell'arca, dietro di me sento un lamento e girandomi mi trovo faccia a faccia con il personaggio che predomina i miei peggiori incubi

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Mi trovo in una stanza del tutto bianca, sembra la mia cella dell'arca, dietro di me sento un lamento e girandomi mi trovo faccia a faccia con il personaggio che predomina i miei peggiori incubi.

Mia madre è davanti a me, la pelle bianca come quella di un fantasma, scheletrica, con le guance scavate e gli occhi iniettati di sangue.

Mi guarda in silenzio per poi iniziare ad urlare fortissimo, tanto che devo strizzare gli occhi e coprirmi le orecchie con le mani arretrando.

-Apri gli occhi e guardami, mostro! Guarda cosa mi è successo per salvare un abominio come te! – mi parla con voce spettrale

-Sapevo di non doverti far nascere, ho sempre sperato non fossi anormale come i nostri antenati, ma purtroppo hai sviluppato le loro capacità, insignificante ragazzina! – continua

-E' TUTTA COLPA TUA !!- urla

-Non è vero, mamma ti prego- inizio a singhiozzare

-Anche tuo padre ti ripudia, scherzo della natura! – infierisce

Non ce la faccio più così stringo più forte le palpebre

-Non sei reale! –

Improvvisamente non sento più nulla e con riluttanza riapro gli occhi trovandomi davanti il precipizio da cui è caduta Charlotte, con lei davanti a me sporca di sangue e ferita.

Mi porto le mani davanti alla bocca per soffocare un grido di terrore e lacrime amare iniziano a colarmi dagli occhi.

-Perché non mi hai salvato Artemis? – chiede in un sussurro piangendo

Mi inginocchio davanti a lei

-Mi dispiace così tanto- dico prendendole il viso sporco tra le mani

-Perché mi hai lasciato morire? – continua a chiedere

-Io non volevo..... – piango

-Non mi hai salvato- le scende una lacrima sul viso

-Ti prego perdonami- mormoro debolmente

-E' tutta colpa tua- dice in un sussurro prima di fare un passo indietro e cadere nel vuoto

-CHARLOTTE!!!!- urlo

-CHARLOTTE!!!- urlo svegliandomi nel sudore e ritrasformarmi

Guardo attorno a me e riconosco la casa sull'albero; guardando fuori falla piccola finestra scorgo che è ancora notte, provo a rimettermi a dormire, peccato per uno stridio proveniente dal celo.

Esco fuori, riuscendo a vedere Finn e Clarke a una cinquantina di metri che guardano il cielo come sto facendo io; qualcosa sta cadendo dal cielo bruciando, assottigliai gli occhi per accorgermi che quella che stava cadendo fosse un'astronave

The Black Panter - Bellamy blakeDove le storie prendono vita. Scoprilo ora