2. Annegata
[Bocca – Astoria]
Anche se mi resta
Sulla pelle l'ultima
Goccia di tempesta
Ormai non mi interessaSe il mio cuore è amaro
(Gaia, Cuore amaro)
Astoria non piange mai – qualche volta, quando una risata le spacca le labbra al posto di uno scroscio di lacrime, se lo deve domandare: se per poter piangere bisogna saper ridere per davvero o basta essere tristi. E lei, che sa ridere e sa essere triste, si domanda come mai una lacrima non riesca a scolorarle l'iride quando ne sente la necessità e le rimanga, invece, sotto forma di un odioso groppo in gola che non scende mai.
Ridere è più difficile, le ha detto una volta Fred (perché bisogna far ridere e avere molto da piangere), perché dici di voler piangere? Lei ha allargato le braccia, prima di mettere una mano in tasca ed estrarre un bigliettino: guarda cosa stanno facendo a mia sorella, gli ha detto, la prossima potrei essere io.
Fred l'aveva guardata: duri quegli occhi, zaffiri incrinati dall'ombra di chi avrebbe voluto piangere ma non c'è riuscito mai. Tu non sarai la prossima, le aveva detto, non lo sarai mai: verrei ad Hogwarts e li cercherei uno dopo l'altro finché non troverei il responsabile – e, a quel punto, dovrebbe pregare che io riesca a fermarmi.
Astoria aveva sorriso, non ne era rimasta rincuorata: e, adesso che siede sulla sponda del letto di sua sorella (intonso), si domanda che senso abbia essere protetta dall'uomo di cui è innamorata, se Daphne non la proteggerà mai nessuno.
Daphne che si nasconde nei frammenti di esistenza, cercando invano un momento in cui potersi permettere di respirare e sentirsi meno rotta di quanto non sia, Daphne che si mastica il copre e scopre sapor di caffè e mai di zucchero, Daphne che. Che le ruba le Merendine Marinare dal baule e non le dice perché.
Alexandre si aggira per Hogwarts con aria piena di manifesta superiorità, quando lo fermano per domandargli se Daphne urla solamente nel sonno o anche quando la sfiora con la punta delle dita – e lui risponde, risponde sempre: ti chiederei se vuoi vedere, ma preferisco tenerla per me.
E Astoria, che mastica i brandelli del proprio cuore (altrettanto amaro), si deve trattenere per non saltargli addosso con le mani tese solamente per potergli cavare gli occhi: Alex lo sa, che è Daphne quella che può toccare, quella che può ferire – e non perché Daphne non ha Fred Weasley con sé, ma perché Astoria ha una forza d'animo che la sorella maggiore non ha. Astoria non si sarebbe spezzata per quei disegni.
Avrebbe graffiato e ferito, si sarebbe aggrappata alla pelle di suo fratello pur di non soccombere e, alla fine, avrebbe vinto lei: Alexandre lo sa, che sua sorella sarebbe disposta a tutto pur di sopravvivergli, e per questo non la sfida mai.
Astoria sorride, quando Fred le sfiora la mano e le dice di non pensarci più – ti giuro che domani non faccio tardi e spengo tutti i miei drammi: ma mio fratello continua a spizzicare i contorni di Daphne e io non so come fare a fermarlo.
Forse, si dice Astoria in un sussurro, non posso e basta.
***
«Chi è stato?» Astoria si guarda attorno con calma piatta, gli occhi che non trasmettono le scintille che la stanno facendo andare a fuoco. «Che nessuno esca di qui finché non avrò un nome e un cognome: chi è stato?».
Hanno appeso uno dei ritratti di Daphne Greengrass sopra il caminetto della Sala Comune, scrivendovi sopra il rosso Daphne, posso essere il prossimo? – Astoria è stata la prima ad accorgersene, quando Daphne ha spalancato gli occhi ed è corsa via: così si è fermata e ha gridato, con tutto il fiato che aveva in gola, facendo sobbalzare Zabini, Malfoy, Goyle, Tiger e il suo stesso fratello.
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Cuore Amaro
FanfictionNella Hogwarts dei Carrow, Daphne e Astoria Greengrass devono fare i conti con crescenti episodi di bullismo ai loro danni, alcuni incentivati dal loro stesso fratello. [Fred/Astoria, Daphne/OC | Mini Long di tre capitoli | Incest, Tematiche delicat...