Passai l'intera mattinata a provare insieme agli altri nella solita palestra dalle fastidiose pareti gialle, ma forse il fastidio in realtà proveniva direttamente dai soggetti che erano lì con me.
Tendevano ad evitarmi, a confinarmi in un angolo per farmi provare da solo, se non quando si trovavano obbligati per via delle coreografie di coppia, ma non che fosse un problema... Ero abituato.
Nel pomeriggio raggiungemmo in macchina il luogo dove si sarebbe tenuto il grande evento all'aperto... Evento al quale, di mia iniziativa, non avrei mai preso parte... Non perché non mi piacessero i concerti o qualcosa di simile, ma perché l'unico concerto al quale avessi mai preso parte nella mia vita era stato quello di un cantante che mia madre amava alla follia... Aveva insistito tanto per farmi andare con lei e, alla fine, avevamo passato una bellissima serata madre-figlio, nonché inconsapevolmente una delle ultime.
Cercai, come ad ogni evento di quel genere, di tenere lontani i ricordi e, quella sera, la particolare frenesia aiutava notevolmente.
Una volta cominciato l'evento, non ebbi neanche il tempo per potermi riposare un po' tra una coreografia e un'altra, ritrovandomi a dover ballare ripetutamente.
Fu durante una di quelle coreografie, nella quale ero posizionato in prima linea sul palco, che il mio sguardo cadde sulle prime file di persone intente ad urlare a squarcia gola il testo della canzone del cantante che in quel momento stava esibendosi, scorgendo colui che mi parve essere Mattia.
Dovetti riportare varie volte lo sguardo lì prima di essere sicuro che si trattasse esattamente di lui... Lui che non stava cantando, forse perché non conosceva la canzone o per chissà quale altro motivo, ma aveva il naso all'insù intento a guardare il palco con un gran sorriso stampato sul viso.
Incontrai il suo sguardo per una frazione di secondi, ne fui certo, e ciò bastò per rendermi agitato.
Che faceva lì?
Perché mi guardava?
Quando l'esibizione terminó tornai rapidamente dietro le quinte, prendendo al volo una bottiglietta d'acqua, ancora sigillata, posta su un piccolo mobiletto nero in legno, bevendone velocemente qualche sorso mentre di sottofondo i miei colleghi blateravano qualcosa sul fatto che l'esibizione più complessa fosse andata.
Nei successivi minuti rimasi seduto su una poltroncina, così come gli altri se non per Martina ed il mio omonimo che avrebbero dovuto sostenere un lungo passo a due per le successive esibizioni di uno stesso cantante.
Chissà se Mattia stava guardando anche loro
Sospirai, cercando di terminare quel ticchettio insistente del piede destro che, per l'ansia, non smetteva di muoversi.
Sapendo che di lì a poco avrei dovuto esibirmi, velocemente mi alzai e tornai ai camerini, cercando il mio borsone.
Rovistai velocemente, riuscendo a trovare quel flacone marrone dal quale, dopo averlo svitato, presi un numero non quantificato di gocce ma che, sicuramente, erano più di quanto prescrittomi.
Fu questione di minuti prima che tornassi a una sensazione di calma, almeno apparente, tornando così dietro le quinte giusto in tempo per l'ennesima stupida coreografia.
Fu strano, più ballavo più sentivo il controllo sul mio corpo affievolirsi, ma riuscii a portare a termine il tutto giusto in tempo per abbandonarmi su quella stessa poltrona che aveva avuto testimonianza del mio tremore al piede.
Nessuno si accorse di quel mio malessere ma pensai fosse meglio così, non mi era mai piaciuto stare al centro dell'attenzione di qualcuno.
A spettacolo terminato non mi fu difficile defilarmi una volta arrivati all'albergo, dirigendomi con qualche difficoltà al bagno, consapevole che mi sarei sentito meglio sotto il getto d'acqua gelida della doccia.
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Eclissi |Zenzonelli|
Fanfiction|Certe volte alla vita piace colpire e, quando lo fa, colpisce dura, imperterrita, fino a tramortirti mentre ti chiedi cosa hai fatto per meritarti ciò, e provi anche a chiedere aiuto ma nessuno è lì per ascoltarti e, allora, anche quello diventa su...
