Cassandra
La sveglia suonò presto quella mattina, troppo per i miei gusti ed ero certa di non averla puntata io la sera precedente quindi supposi l'avesse fatto Doth per me. Ancora impastata dal sonno pensai che senza lei non sarei stata in grado di fare nulla, era da tutta la vita che si occupava di me ma non riuscivo a dare per scontata la sua presenza, le ero infinitamente grata anche per quelle piccole accortezze e lo sarei stata sempre.
Mi girai un paio di volte nel letto nel tentativo di trovare la forza di alzarmi ma solo quando prese a suonare la seconda sveglia mi decisi ad alzarmi. Ero un animale notturno, adoravo stare sveglia la notte, non importava se fossi in un locale o in camera da sola, di notte mi sentivo più leggera, produttiva e la mattina, beh la mattina l'unica cosa che mi piaceva fare era dormire.
Tra uno sbadiglio e un altro andai in bagno, sentivo ancora addosso la stanchezza della sera prima e decisi che lavarmela di dosso era la scelta migliore. Una volta nuda entrai senza troppi complimenti nella doccia, il getto d'acqua gelido sulla mia pelle mi fece venire la pelle d'oca ma allo stesso tempo mi fece sentire più sveglia che mai. Presi lo shampoo al cocco e massaggiai per bene il cuoio capelluto poi passai il balsamo sulle lunghezze, mentre questo stava in posa insaponai il corpo con il bagnoschiuma, anche questo al cocco.
Una volta terminato mi misi addosso un accappatoio bianco e passai a fare skincare, la mia pelle doveva sempre essere impeccabile, era una mania e l'avevo sviluppata quando alle medie mi riempii di brufoli.
Osservai il mio riflesso nello specchio e sebbene adorassi quel che vedevo, sbuffai al pensiero che presto quell'abbronzatura che mi aveva accompagnata per tutta la vita mi avrebbe abbandonata.
Avevo appena trovato un altro motivo per il quale New York non mi piacesse ma decisi di non badarci e tornare in camera. Prima di cambiarmi mi presi qualche secondo per osservare la camera, mi doleva ammetterlo ma era proprio carina, era diversa da quella che avevo a Malibù, i toni erano più scuri, il mobilio curato e raffinato ma la cosa che catturò la mia attenzione era l'enorme vetrata che dava sullo skyline della città.
Pensai che avrei avuto tempo per godermi il panorama ma per prepararmi decentemente no quindi svelta indossai la divisa, composta da una gonna decisamente corta, più di quanto ci si aspetterebbe per andare a scuola, la camicia bianca e la giacca blu scura proprio come la gonna. La scelta delle scarpe fu estremamente facile, optai per dei tacchi bianchi laccati nonché unico paio di scarpe che avevo a portata di mano ma non mi dispiaceva, i tacchi alti erano la mia firma.
Ero arrivata solo la sera precedente e non avevo avuto il tempo per sistemare la mia roba tuttavia ero certa se ne sarebbe occupata Doth appena avremmo messo tutti piede fuori casa, lo ripeteva sempre '' lavoro meglio nel silenzio ''.
Mi misi seduta sul pouf davanti la specchiera e col phon diedi un'asciugata veloce ai capelli, poi una volta asciutti li acconciai col Dyson in delle onde morbide, queste caddero leggere sulla schiena e dei ciuffi scivolarono davanti al mio viso ancora al naturale. Avevo molta autostima, l'avevo acquisita col tempo e anche da struccata mi piacevo ma nonostante ciò non rinunciavo mai a un po' di trucco quindi stesi il correttore sotto gli occhi, il blush rosato sulle guance seguito dall'illuminante, il mascara sulle mie ciglia già lunghe e come tocco finale un pizzico di colore sulle labbra, usai una matita nude e un gloss.
Quando fui soddisfatta presi il mio zainetto bianco di Gucci e andai in cucina.
<<Buongiorno piccola>> disse Dorothea ai fornelli, stava preparando la colazione per tutti come ogni mattina <<Buongiorno>> le rivolsi un sorriso mentre mi accomodai su uno sgabello davanti al bancone, lontana dal tavolo dove i miei genitori stavano aspettando il cibo.
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𝐂𝐨𝐥𝐥𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞
RomanceCassandra Dilaurentis è una ragazza di diciotto anni, nata e cresciuta nel lusso. A primo impatto può sembrare che sia perfetta cosi come la sua vita, ma nel cuore porta il peso di non aver mai ricevuto affetto da parte dei suoi genitori, troppo imp...
