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La stessa notte quando ritornammo dal ristorante sorrisi mezza vittoriosa, aveva parlato in modo vago di una specie di suo piano e lì capì metà dei tasselli, ma quando mi parlò della esistenza di una sorella collegai il tutto e bastava soltanto fa...

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La stessa notte quando ritornammo dal ristorante sorrisi mezza vittoriosa, aveva parlato in modo vago di una specie di suo piano e lì capì metà dei tasselli, ma quando mi parlò della esistenza di una sorella collegai il tutto e bastava soltanto fare due più due per capirlo "lui e quella Penelope hanno ucciso i bambini del cimitero, o per lo meno lui ucciso e lei sotto ordine probabilmente li avrà piazzati lì" raccontai le mie idee a tutte le persone compresi Ozge e James che avevano raggiunto Melissa mentre noi eravamo fuori "e ora se arriva un'ultima lettera saprò per certo di chi saranno" le avevo prese in borsa essendo che prima di partire mi sentivo come se dovessi farlo e le misi ognuna nel suo ordine corrispondente

"Brutale la nostra vita no? C'è chi combatte per i mocciosi e chi li tortura, io sono una via di mezzo, non ho una moglie per farmi uccidere però, come farai?"


"Uh! Sembri in difficoltà Boss."


"Responsabilità, sono le cose più difficili al mondo non è vero Boss White?"


"K la lettera iniziale della parola karma, di certo la figlia di White l'avrebbe pagata al posto del vecchio, o mi sbaglio?"


"È tutto così collegato" sussurrai quando rilessi la prima delle quattro "Burke non ha più una moglie e sapeva quando e come muoversi negli ultimi mesi" "e sapevano quando tu uscivi e quando no" aggiunse la mia migliore amica indicando con un indice tutti i pezzi di carta scritti e stampati con un font da computer "aspettate" si aggiunse James affiancando Kevin che era messo vicino a me "le iniziali" indicò e così feci "BURK" lesse Ozge e sorrisi allontanandomi da quel dannato tavolo, quel figlio di puttana "Ilaria" mi chiamò sempre la più grande tra noi donne "aspetto l'ultima lettera, e se inizia con la E giuro su Dio che gli sparerò dritto in fronte e se serve anche a quella Penelope" Ozge mi prese per le spalle e mi calmò "sono sempre stati loro, dubitavo ma non ci potevo credere" le sussurrai con calma "Dio mio!" Mi sedetti sul divano e i piedi trovarono finalmente della calma.

E con la puntualità di un orologio svizzero la mattina seguente mi alzai per colpa di un forte rumore, qualcosa si era rotto.

Mi alzai di scatto e presi una pistola dal cassetto, aprì lentamente la porta della camera e camminai fino a al piano inferiore, finestra spaccata, che bella notizia.

Mi spostai e notai un leggero movimento nel muro di fianco a me, feci un passo all'indietro e alzai la pistola, rimasi così fino a che la stessa donna della altre volte lanciò dalla mia parte un pezzo di carta "esci se non vuoi morire anche te" dissi con tono serio nonostante mi fossi appena svegliata "sono stata costretta" la sua era una voce morbida come la seta, femminile e spaventata "mi dispiace" aggrottai le sopracciglia e caricai la pistola girandomi verso l'altro lato e la vidi "piacere di conoscerti Penelope Burke" la salutai e lei svenì, cosa diamine era appena successo?

Mentre Jerry era qui con dei medici che lavoravano spesso per me, mi accovacciai e presi quello che doveva essere l'ultimo biglietto

"E la fine è arrivata, che farai ora paladina dei bambini? Ti farai avanti o posso avere la mia rivendica."

E, il cognome scritto era completo, Boss Burke aveva voluto giocare con il fuoco e ora sarebbe morto entro la fine della giornata, il minimo che potessi fare per lo meno.

"Non lasciatela uscire dall'ospedale entro domani, devo occuparmi di suo fratello quest'oggi" avvisai Jerry e lui annuì per poi salutarmi per andarsene via con i due medici. Scrissi a tutti dell'arrivo del biglietto e mi preparai per uccidere quel pezzo di merda...

The bad boy is back -2-Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora