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Passò esattamente una settimana dall'ultimo omicidio che avevo commesso prima della pace più assoluta e ora mi trovavo in stanza con le mie amiche

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Passò esattamente una settimana dall'ultimo omicidio che avevo commesso prima della pace più assoluta e ora mi trovavo in stanza con le mie amiche.

"Che questa volta sia la volta buona?" Chiesi a Melissa e Ozge mentre mettevo degli orecchini che avevo comprato appositamente "si spera" disse Melissa alzando le sopracciglia di scatto dopo aver fallito per varie volte nel nostro intento "Ila, ma ritornando a Burke, che fine ha fatto?" Ed era una settimana che Burke era finalmente morto "ucciso, starà bruciando nel fuoco dell'inferno" lei annui "mica aveva dei figli quel tale?" Continua Melissa e io annuì "nella sua vita ha fatto solo una cosa buona, Penelope mi ha svelato che prima di aver messo in atto il piano aveva firmato dei documenti con una famiglia normale senza interessi nella mafia e quando sarebbe morto i suoi figli avrebbero avuto quell'altra coppia come genitori, in poche parole li ha salvati almeno dalla mafia" spiegai e loro annuirono "crudele con tutti tranne che con i suoi figli" annuì anche io alle parole di Ozge "ormai tutto è tornato alla normalità, questo è quello che conta".

Poco dopo fui pronta, sia esteticamente che mentalmente. Era come ritornare ai vecchi tempi, vestito colorato, orecchini d'oro bianco e tacchi non troppo esagerati come al mio solito "mi sembra di star guardando la Ilaria White di una volta" sussurrò anche Melissa dando conferma ai miei pensieri e ridacchiai "chi lo diceva che sarei ritornata a indossare i colori dopo sei anni" il campanello della casa suonò e capii che era Adrian.

"Allora anche noi ce ne andiamo, buona fortuna!" Esclamò la mia migliore amica e Ozge per poi scendere al piano inferiore e aprire la porta al posto mio "e Ilaria?" Sentì chiamarmi dalla voce curiosa del mio ragazzo e mi feci avanti "eccomi" dissi imbarazzata, strinsi la borsetta che avevo tra le braccia e guardai altrove.

Si mi sentivo proprio come ai vecchi tempi "wow" mi esaminò con lo sguardo e per poco non rimase a bocca aperta per il vestito che stavo indossando, qualcosa di davvero semplice ma che andava di sicuro all'occhio grazie alla sua eleganza.

Non era nemmeno troppo scollato e la gonna del vestito arrivava fino alle ginocchia con delle onde leggere.

"Fratellone ritorna in te" le ricordò la sorella e lui scosse leggermente la testa "meglio andare prima che non voglia più" andai a fuoco e mi avvicinai.

Mi prese per i fianchi e mi avvicinò al suo corpo duro e slanciato abbracciandomi, alzai lo sguardo e lo guardai mentre le ragazze se ne stavano andando via "se volevi far fuori anche me ce l'hai fatta" ridacchiai e ricambiai l'abbraccio "pronta?" Chiese e annuì "sempre pronta" mi alzai sulle punta perché si, anche se avevo tacchi ed ero alta di mio, per arrivare a lui dovevo sempre mettermi in punta di piedi! Fatto sta che mi misi sulle punta dei piedi e gli lasciai un leggero bacio sulle labbra per non rovinare il rossetto che avevo addosso, quando anche lui lo ripeté uscimmo di casa e chiusi tutto a chiave, salimmo nella sua auto e mi portò in un posto abbastanza originale.

Aveva detto che ci saremmo dovuti dirigere verso un ristorante in una via cinese di New York "dove'è questo ristorante esattamente?" Gli chiesi e lui mi sorrise mentre camminavamo eleganti e tirati per bene io in quel vestito e lui in quella camicia con pantalone elegante "se ti preoccupi degli sguardi degli altri non farlo, le persone al di fuori della Mafia faranno fatica a riconoscerti" sorrisi e aumentai il passo dietro Adrian ed entrammo in un posto senza molta luce "ta daaa! Oggi mangeremo qui!" Mi guardai intorno e vidi che l'intero posto elegante e dai colori sul marrone "non mi oppongo" sussurrai stupita da quanto quel posto risultasse elegante e davvero grande "ma hanno appena aperto?" Chiesi ma Adrian sorrise "ho ordinato tutti i tavoli così da essere solo noi due" mi spiegò raggiungendo un tavolo più decorato dagli altri, mi spostò la sedia e mi aiutò a sedersi.

Il tessuto morbido del vestito iniziò a solleticarmi le caviglie ma era una bella sensazione, portai i gomiti sul tavolo e continuai a guardarmi intorno in quel posto asiatico.

"Sapevo che ti sarebbe piaciuto" mi disse dolcemente mentre si mise anche lui comodo al suo posto, annuì e due camerieri si avvicinarono per lasciarci i menù "appena sarete pronti, chiamateci" parlò uno di loro con un forte accento cinese e dopo essersi chinati di poco in segno di congedo se ne andarono ritornando in cucina.

Diedi un'occhiata a tutte le tipologie di cibo e lo comunicai al mio ragazzo, ordinammo e il nostro appuntamento ebbe ufficialmente inizio.

The bad boy is back -2-Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora