Prefazione

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<<Sostituitela, ora!!>> gridò la voce di Antonio Lombardi, famoso regista, sbattendo rabbiosamente la mano sulla scrivania alla sua sinistra, uno dei tanti oggetti di scena che lo circondavano.

Gli occhi neri di rabbia sembravano volergli schizzare fuori dalle orbite mentre il viso gli si era tinto di rosso acceso e il respiro gli era diventato affannoso.

Nessuno dei presenti l'aveva mia visto così furioso, di solito era un uomo pacato, razionale, poco incline agli scatti d'ira o a qualsivoglia emozione viva.
Sapeva racchiudere l'esplosione di una gioia immensa in un semplice sorriso e la peggiore delle amarezze in due sopracciglia dritte che severe incorniciavano due occhi freddi come il ghiaccio in un viso squadrato dagli zigomi sporgenti.

Solo un uomo osò fare un passo avanti, Daniele Costa, il suo assistente personale, nonché amico fidato.

<<Sappiamo bene le difficoltà che stiamo vivendo, ma...>>

La reazione del regista fu immediata. Le vene giugulari gli si gonfiarono ulteriormente e gli occhi ormai incandescenti iniziarono a frustare il collaboratore senza pietà.

Daniele smise di parlare all'istante. Richiudesse le labbra e deglutì a fatica. La gola gli si era stretta in una morsa tanto salda che perfino la saliva faticò a scivolare giù lungo la faringe.

Quanto avrebbe voluto proporre un'idea brillante, una di quelle che avrebbe salvato la situazione all'istante, ma purtroppo la lampadina nel suo cervello, dopo settimane di duro lavoro, sembrava esseri ormai inesorabilmente spenta.

Tutte le soluzione che aveva proposto al suo capo fino a quel momento erano state in un modo o nell'altro bocciate.
Eppure quell'uomo furioso era stato l'unico che, quando nessuno più credeva nelle sue capacità, gli aveva dato una seconda occasione e ora toccava a lui ricambiare il favore.

Anche se sapeva bene che ciò che il regista stava chiedendo loro con insistenza era impensabile, se non addirittura impossibile.

Mancavano meno di due settimane alla chiusura delle riprese e più della metà delle scene erano state girate, non potevano in alcun modo sostituire l'attrice protagonista.
Farlo significava buttare all'aria tutto il lavoro svolto fino a quel momento, rinviare la postproduzione e impelagarsi in percorsi burocratici per ottenere dei nuovi permessi per l'occupazione del suolo pubblico che non avrebbero fatto altro che allungare ancora di più i tempi bloccando la campagna pubblicitaria già programmata e l'uscita del film.
Si parlava di perdite e costi da cifre esorbitanti.
Il tutto però era farcito da un problema ancora più imponente: la mancanza di un nome.

L'avevano cercato per giorni nei video dei casting, tra le schiere di attrici di altri film, all'estero.
Tutte le papabili opzioni o erano impegnate altrove o rifiutavano o una volta giunte sul set venivano travolte da malori tanto inspiegabili quanto improvvisi da dover scappare via strappando il contratto.

<<Ho detto: trovatela!!>> scandì severo Antonio a denti stretti.

Daniele, come il resto dei presenti, non poté far altro che abbassare il capo mortificato e lasciare silenziosamente la stanza.
Doveva assolutamente trovare una soluzione. Ma dove, come, chi....?

Il regista rimasto solo si lasciò cadere sulla sedia dietro la scrivania e strinse i lunghi capelli bianchi, segno non soltanto dell'età che avanzava ma delle prove che avevano segnato la sua intera vita e il suo lavoro, tra le dita innervate.

Come aveva potuto commettere un errore così colossale. Il film più importante della sua intera carriera stava andando a rotoli ed era stata tutta colpa sua, o meglio di quella ragazzetta che aveva scelto come protagonista.

Ciak...Amore! (1° Parte)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora