L'aria è diventata più calda
le piante più rigogliose
hai riportato la vita
dove io sono riuscita a seminare
solo la morte
Non sono tua madre.
Le sue parole continuavano a rimbombarmi nella testa, anche lì.
Credevo che allontanandomi il peso sulle spalle si sarebbe alleggerito, invece, in quella maledetta auto, non facevo altro che rivivere quel momento all'infinito.
Gli ultimi due giorni erano stati strani.
Ogni cosa che avevo fatto portava con sé quel retrogusto amaro che solo le ultime volte lasciano: si attacca alla gola, ti stritola lo stomaco e ti dà la nausea.
Ogni movimento, ogni oggetto usato, ogni sorriso di mia madre sapeva di addio, anche se continuavo a sperare che non lo fosse davvero.
Nel profondo, però, sapevo che molte cose stavano per cambiare. Forse per sempre.
L'ultimo giorno avevo cercato in tutti i modi di scacciare quei pensieri, ma non è stato facile: più ci pensavo, più avevo la sensazione di vivere un brutto sogno dal quale era impossibile svegliarsi.
Ma a stare peggio era proprio lei. Si sentiva in colpa per non poter essere utile, per non riuscire a tenermi con sé ed essere invece costretta a mandarmi via.
Ha paura che dopo mio padre potrebbe perdere anche me.
«Ehi Eileen, tutto bene?» sussurrò mia madre dal sedile accanto al mio. Aveva scelto di viaggiare al mio fianco invece che davanti, per starmi vicina il più possibile.
«Sì sì. Tutto bene, tranquilla. Solo normale agitazione.» Distesi il volto per rassicurarla e le strinsi una mano. Non avevo bisogno di darle spiegazioni, riusciva a percepire le mie emozioni come se fossero tatuate sulla mia pelle. Essere mia madre le permetteva di conoscermi a menadito, ma era anche una brava psicologa.
O almeno, conosceva la persona che ero stata fino a quel momento.
Asciugai una lacrima senza farmi notare.
Non volevo fingere di essere forte, non avrebbe avuto senso, ma se la donna che mi aveva cresciuta mi avesse vista piangere non sarebbe riuscita a trattenersi. Avrebbe fatto fermare l'auto e mandato a fanculo tutto.
Il viaggio sembrava non finire mai, e senza nulla che potesse distrarmi, non riuscii a fare altro che pensare. Quanto avrei voluto poter spegnere il cervello per almeno due minuti, invece continuava a riportarmi lì, all'ultima giornata trascorsa a casa.
La mattina prima, Moreen ci disse che saremmo partite all'alba, il momento migliore per viaggiare, così avremmo avuto il tempo di goderci quel cambiamento con il favore del giorno.
In questo caso, però, nemmeno il giorno può sciogliere il nodo che minacciava di farmi soffocare.
Sperai tardasse ma fu inutile: quella mattina arrivò più puntuale di un orologio svizzero.
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Heatherside: Fragments of Ice and Fire
RomanceIN REVISIONE! Da capitolo 1 Eileen ha sempre creduto di essere un'umana qualunque, finché scopre di non appartenere al mondo che conosce, ma a un regno magico, segreto, nascosto agli occhi degli uomini. Costretta a lasciare la vita che conosce, Eile...
