È sabato mattina.
Ero completamente immersa nel mio sonno, dove immaginavo una realtà che era del tutto diversa dalla mia, e forse meno complicata. Ma purtroppo il sogno e la vita reale, sono due poli completamente opposti e c'era qualcuno che, anche allo spuntare del sole, doveva ricordarmelo.«Sveglia novellina. Non vorrai mica passare tutta la giornata in quel letto a dormire. Ah, inoltre vorrei ricordarti che a casa di Jared Lewis, questa sera, ci sarà una mega festa.»
«Come se sapessi chi fosse. Non conosco la mia compagna di stanza, figuriamoci un qualunque alunno di questo stupidissimo college.»
«Un qualunque alunno? Stiamo parlando di Jared, uno dei ragazzi più popolari della scuola, nonché mio amico. Poi ci saranno tutti i più gettonati, verrai con me. E comunque io sono Brianna, ma puoi chiamarmi Bri.
Porge la mano verso di me aspettando che la stringessi.
«Althea. -cerco di fingere un sorriso porgendo a mia volta la mano, per stringere la sua, ma non credo ne sia uscito fuori un granché -e comunque non credo che verrò.»
«Oh, tu verrai eccome.»
«No, ma ti ringrazio per la proposta. Ora, se permetti, vorrei ritornare a dormire.»
«Tu non torni a fare un bel niente. Adesso ti prepari e verrai con me. Sono sicura che sotto quel dolce visino si nasconde un'amante delle feste. Ma poi andiamo, siamo al college, se non si fanno adesso queste cose, quando vuoi che si facciano? E poi si sa, le novelline fanno sempre un certo effetto.»
«Ok, ok, verrò. -ormai ero ceduta sotto il suo incantesimo, non sembrava una cattiva persona, e come ho già detto, il mio intuito non fallisce mai.- A patto che, non mi lasci completamente sola.»
«Oh, non lo farò!»
La conversazione sembra essere terminata, ed era già durata troppo per i miei gusti.
«Vuoi che ti presti un vestito?» ho fatto presto a parlare.
«Si vede che ancora non hai avuto occasione di conoscermi, al massimo sono io che presto un vestito a te.»
Non volevo essere cattiva, ma in alcuni casi non accettavo proprio il fatto che qualcuno cercasse di essere gentile con me, non ne avevo bisogno, sapevo essere in grado di gestirmi da sola.
«Che caratteraccio, signorina. Non volevo sembrare invadente.»
«Eppure lo hai fatto.»
«Mi incuriosisci sempre di più, sai? Ormai di compagne di stanza ne ho cambiate un po', nessuna è mai riuscita a tenermi testa, in un certo senso, e se si avvicinavano, lo facevano solo per cercare di subentrare nella mia cerchia di amici.»
[...]
Eravamo in macchina con delle amiche di Bri, o almeno credo, non sembravano tanto male neanche loro. Eccetto una. Una proprio non mi andava giù. La classica bionda tinta con fisico perfetto e vestitino che non le copriva nemmeno l'anima. La classica puttana. Non sono mai stata ad una festa da collegiali, nonostante mi attirassero molto, ma ovviamente non ne facevo ancora parte. Di un college intendo. Credo che siamo arrivate. Lo deduco dalla lunghissima fila di auto parcheggiate. Fatichiamo persino a trovare un parcheggio dove poter lasciare la "nostra" di auto. L'unico, era quello più distante dalla destinazione, un paio di passi a piedi non ci avrebbero fatto male, o meglio, non a me, la biondina non faceva altro che lamentarsi, avrebbe potuto spezzarsi le gambine. Aria. Mi pare fosse quello il suo nome, per quanto ne ero riuscita a capire. Avrei voluto risponderla, ma davvero non ne avevo voglia. Siamo arrivate, la casa sembra enorme e ben curata all'esterno, con un giardino che sembra circondare l'intero edificio, credo che dal lato opposto ci sia anche una piscina, date le persone ubriache che girano in costume. O almeno spero per loro che lo siano. La musica pompava ad alto volume, potevamo benissimo sentirla da fuori la casa. Stiamo per entrare, e non nego che sono un tantino in ansia, più che altro per la situazione che potrei trovare all'interno, ci si può aspettare di tutto da queste feste. Ebbene sì, la casa era strapiena, tutta gente ubriaca, non è male come prima festa dell'anno. Lunedì sarebbe cominciato il nuovo anno scolastico, quindi, meglio godersela. Sta passando un ragazzo con dei bicchieri riempiti fino all'orlo, su un vassoio e decido di prenderne uno, quest'ultimo mi sorride. Era alcool, di questo ne ero sicura, ma non ero del tutto certa di quale tipo fosse. Continuo a seguire le ragazze, sorseggiando di tanto in tanto, fino ad un angolo dove il tutto mi sembra più tranquillo, e dove c'è un gruppo formato da ragazze e ragazzi che chiacchierano tra di loro.
Salve a tutti voi lettori.
Volevamo ringraziare tutte le persone che hanno letto il prologo e tutte quelle che probabilmente leggeranno questo capitolo.
Fateci sapere se vi piace la storia, cosa ne pensate e se c'è qualcosa che non vi è piaciuto. Fateci anche sapere cosa vi aspettate dal prossimo capitolo e cosa sperate che possa succedere.
E comunque se non si è capito, siamo in due che la scriviamo. Speriamo vi piaccia!
Le vostre autrici b ed n.
All the love xx
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