Chapter two.

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Percorro la breve distanza che separa me da Bri, che ormai si trovava già nella sua cerchia di amici.
Mi avvicino con esitazione, ma non per il fatto che fossi timida, al contrario, e mi siedo vicino Brianna.
Quest'ultima appena mi vede si alza e indicandomi inizia a presentarmi a tutte le persone che la circondano, ma quasi nessuno sembra ascoltarla con molta attenzione.

«Ragazzi, lei è la mia nuova compagna di stanza. Il suo nome è Althea.»

Dall'indifferenza più assoluta nei miei confronti, alla completa attenzione su di me in un batter d'occhio. Alzo il bicchiere a mo di saluto e ripeto il mio nome. «Althea.»

Tutti ritornano a fare ciò che stavano facendo prima che arrivassi ed io decido di mettermi un po' da parte, per non continuare a restare al centro della loro attenzione. Quando, un ragazzo riccio, cerca di prendere il controllo e inizia a parlare.

«Bri, questo bel bocconcino questa sera, è qui per me?» Parla riferendosi alla ragazza di fianco a me, anche se il suo sguardo, non si è spostato un solo secondo da me.

«Tesoro, bocconcino - imito delle virgolette con le mani sulla parola appena pronunciata- ci chiami tua sorella, sono Althea. Se questa sera, volevo, appunto, evitare di venire a questa festa, è per il semplice motivo che sapevo di aver potuto incontrare persone del tuo tipo, quindi cerca di agire con meno convinzione la prossima volta. Ah, se sono qui è solo ed esclusivamente per divertirmi.» Dico sorridendo innocentemente.

«Bocconcino -dice calcando la parola- frena questo spirito bollente, sei appena arrivata e probabilmente non sai ancora con chi ti stai mettendo contro. Chi dice che non potrei essere io il tuo divertimento?»

«Non mi importa davvero chi tu possa essere, se pensi di farmi paura, beh, ti avverto che stai fallendo miseramente, le persone come te mi fanno solo ridere. Ah, e probabilmente tu non conosci me visto che hai tentato, invano, di spaventarmi. Non ho mai permesso a nessuno di mettermi i piedi in testa e di certo non ti concederò il permesso di essere il primo. Forse il tuo pensiero si ferma solo sul fatto che io sia donna, ma guarda, a parte una vagina e due tette, so essere più uomo di quanto possa esserlo tu.»

Tutti rimangono fissi a guardarci, senza battere ciglio o tentare di subentrare nella conversazione, se così poteva chiamarsi. Prendo l'iniziativa di andare fuori, per poter prendere una boccata d'aria. Il nervosismo mi era salito fin sopra i capelli e sentivo troppo caldo. Appena varco la soglia della porta, mi sento strattonare dal polso e in me che non si dica mi ritrovo con le spalle contro al muro.

«Ho già sprecato fiato con te, non vorrei sprecarne dell'altro.»

«Ripeto, anche perché vorrei cercare di essere più chiaro. Sta attenta, non sai con chi hai a che fare. Poi, so già che sei cotta di me. E comunque mi chiamo Harry, non so se l'hai sentito, ma il mio nome è sulla bocca di ogni ragazza nel nostro college. -mi schiocca un bacio sulla guancia, come per minaccia- Oh, e se tu te lo stessi chiedendo, sì è una minaccia. Lo è eccome.»

«Eppure, io credo che, quello ad essere cotto, qui, sei tu, nonostante io non abbia fatto nulla per mettermi in mostra. Tu stai facendo tutta questa sceneggiata, per far sì che io provi dell'interesse per te, ma sai cosa? Hai sbagliato persona. Tu sei solo un presuntuoso, e mi dispiace per te, mio caro, ma hai trovato l'unica ragazza del college che sappia tenerti testa.»

Le vostre autrici b ed n xx

La quiete dopo la tempesta.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora