Capitolo 21: Dominic

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Dominic era seduto sulla poltrona del soggiorno, con una tazza di caffè caldo tra le mani. Il crepitio della luce della lampada che illuminava la stanza creava un'atmosfera intima, ma al tempo stesso inquietante. Il rumore del caffè che si mescolava nel suo bicchiere sembrava amplificato, come se stesse cercando di mascherare i pensieri che gli affollavano la mente. Pensieri che non riusciva a scacciare nemmeno con la routine quotidiana o con le battute che gli uscivano automatiche.

Forse non era mai stato davvero consapevole di quanto fosse fragile il suo cuore, di quanto fosse stato sempre disposto a sacrificarsi per gli altri, a nascondere le proprie ferite dietro il sorriso e le risate. Ma dietro quel sorriso c'era una ferita che non si rimarginava mai. La verità era che Dominic era stato ferito da qualcuno di più vicino di quanto avesse voluto ammettere: da sé stesso, dal suo passato, e da quella parte di lui che non riusciva mai a farcela da solo.

Quando pensava al passato, gli tornavano in mente i giorni difficili con i suoi genitori. Non che fosse stato maltrattato fisicamente, ma la costante tensione in casa aveva lasciato segni indelebili. I suoi genitori, sempre in conflitto, sempre pronti a riversare le proprie frustrazioni su di lui, avevano contribuito a costruire una corazza di cinismo e autoironia che gli permetteva di andare avanti. Ma il problema non era tanto la mancanza di amore o di affetto. Era la sensazione di non essere mai stato abbastanza per loro, di non riuscire mai a raggiungere le loro aspettative. E quel dolore, silenzioso ma costante, gli aveva insegnato a non aprirsi mai completamente con nessuno.

Anche le relazioni più importanti che aveva avuto, quelle in cui pensava di poter trovare un posto dove non sentirsi giudicato, si erano rivelate fallimenti. Le persone che gli erano state più vicine, le ex ragazze con cui aveva condiviso pezzi di vita, avevano saputo come sfruttare le sue insicurezze. Alcune di loro si erano rivelate manipolatrici, altre indifferenti ai suoi bisogni, altre ancora semplicemente incapaci di capire che, sotto quella facciata di sicurezza e ironia, si nascondeva un uomo che aveva bisogno di più di ciò che appariva.

C'erano stati momenti in cui Dominic aveva sentito di poter abbattere quella barriera e mostrare le sue debolezze, ma ogni volta che ci provava, qualcuno lo deludeva. La sua ultima relazione era stata forse quella che l'aveva colpito di più. La donna che aveva amato, che sembrava essere la persona con cui avrebbe costruito qualcosa di duraturo, lo aveva tradito. E non era stato solo il tradimento fisico che lo aveva ferito. No, era stato il modo in cui lo aveva fatto sentire insignificante, come se non valesse nulla, come se la sua esistenza fosse un peso. La sua ex compagna aveva usato le sue insicurezze contro di lui, alimentando il suo senso di inadeguatezza, e la sua mente non era riuscita a smettere di rimuginare su quei momenti. Ogni parola, ogni atto, ogni piccolo insulto, lo aveva spinto a credere di essere un fallimento.

Dominic si sentiva minacciato, sì, ma non solo da queste persone del passato. La vera minaccia veniva dal dentro di sé. La paura di non essere mai all'altezza delle aspettative degli altri, di non riuscire a farcela. Quella sensazione di vuoto che non si riempiva mai, nonostante gli sforzi, le risate, e i tentativi di essere la spalla su cui gli altri potevano contare. Non si rendeva conto che, cercando di essere sempre quello che gli altri si aspettavano, aveva perso sé stesso nel processo.

Ma la minaccia più grande, in fondo, era quella di rimanere da solo, intrappolato nelle sue paure e nei suoi dubbi, senza riuscire a mostrare la sua vera essenza. Dominic sentiva che ogni persona che riusciva a far entrare nella sua vita diventava un rischio: rischiare di farsi male, di essere ferito ancora una volta. Eppure, si sentiva come se non potesse fermarsi. Come se, ogni volta che si chiudeva in sé stesso, rischiasse di perdere tutto ciò che aveva di più prezioso.

E c'era Evan, suo cugino, la persona che amava più di ogni altra. Ma anche con Evan, la paura era sempre presente. Dominic lo aveva visto soffrire, aveva visto le sue ferite, e non poteva fare a meno di chiedersi sé stesse facendo abbastanza per lui. Ogni volta che gli parlava, sentiva il peso di essere l'unico su cui Evan poteva contare. Era una responsabilità che lo rendeva nervoso, ma allo stesso tempo gli dava un senso di scopo. Ma cosa succederà se un giorno anche Evan si allontanerà? Come avrebbe reagito Dominic a una perdita che temeva più di ogni altra cosa?

Oltre le crepe [Completa]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora