10.The Silver Dress

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Victoria

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Victoria

Sono fuori scuola ad aspettare l' autista privato della mia famiglia per tornare a casa,quando noto che un ragazzo con i capelli biondi venirmi in contro .
Indossa una camicia bianca che fascia il suo fisico abbastanza scolpito ,un pantalone nero e scarpe da ginnastica bianche

Si avvicina a me e con un' aria spavalda quasi in tono superiore mi dice:

<<So che sarai questo sabato alla festa dei Tanner , ovviamente ci sono anch'io,spero che ci incontreremo>>

<<Ci conosciamo?>>
Mi sorride e non so come descrivere esattamente questo sorriso,ma so per certo che non é un sorriso di cortesia.

<<Sono Wade Thompson piacere mio , Victoria Campbell giusto?>>Wade Thompson?mai sentito.
I miei genitori sarebbero stati sicuramente amici dei suoi se anche lui parteciperà alla festa dei Tanner ,che non li conosca io e i miei genitori si? probabile.
Ma ho imparato a fidarmi di nessuno e il suo viso non fa trasparire fiducia.

Effettivamente adesso che lo guardo attentamente posso dire che é davvero un bel ragazzo,su questo non ci piove.

<<Si sono io ,come sai il mio nome?>>

<<Tutti qui sanno il tuo nome te lo sei dimenticata?>>

<<Strano che io non abbia mai sentito il tuo invece>>

<<Ai miei non piace dare nell' occhio>>

Ancora piú strano.
Ai ricchi piace sempre dare nell' occhio.
E io lo so bene.

<<Capisco, é arrivata la mia auto devo lasciarti ,a presto>>

<<Si ci rivedremo molto presto>>lo sento sussurrare.Ma decido di fare finta di non aver sentito.

<<Scusami ,hai detto qualcosa?>>

<<No tranquilla a presto Victoria>>e prima di girarsi e andarsene mi fa un' occhiolino,e io gli sorrido forzatamente.

Scendo dal vialetto su cui ero e salgo in macchina.

<<Ciao Oscar portami a casa per favore>>

Oscar é il mio autista personale ormai da anni ,e a dirla tutta é davvero un brav'uomo,ha una moglie e due gemelli bellissimi.

Arrivati davanti casa mia scendo dall' auto e mi fermo a guardare casa mia.

Una villa imponente e bellissima,con i giardini curati tutti nei minimi dettagli,senza un ciuffo d'erba fuori posto,il cancello é dipinto di oro abbinato alle ringhiere e alle finestre della casa del medesimo colore.

Delle volte non riesco neanche a credere che sia casa mia .

Apro il cancello e mi dirigo direttamente in cucina dove trovo Dorothie ai fornelli .
É una donna sulla sessantina con i capelli biondi lunghi e folti e dei bellissimi occhi azzurri a cui non riesci mai a dire di no.
Io la considero la mia mamma adottiva perché si é sempre presa cura di me in qualsiasi modo possibile.
Se avevo bisogno era lì.
É la mia spalla su cui piangere quando ne ho bisogno.
Le sono immensamente grata di tutto quello che ha fatto per me.

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