Capitolo 1

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E la guardavo, quella ragazza, rannicchiata in un angolo, con lunghi e lisci capelli castani e dei grandi occhi verdi. Era davvero molto carina. Mi parlava velocemente, e io le rispondevo sottovoce.
-Signorina Penniman! - tuonò una voce maschile. Io sussultai e chinai la testa, fissando il banco.
-Allora qual'è la risposta Signorina Penniman? - e io risposi imbarazzata - N-non lo so professore... - poi tutta la classe iniziò a ridere e io volevo solo sprofondare. Ormai conoscevo la parte mostruosa di me. Quella che riusciva a vedere, sentire e a parlare con gli spiriti. Ma non avevo amici, o almeno amici umani. Tutti mi consideravano pazza e mi prendevano in giro chiamandomi "Emily la ritardata" o cose simili, ma loro non capivano. Poi finalmente suonò la campanella e il professore disse - Potete andare- tutti iniziarono a preparare la cartella, compresa me. Dopo poco erano tutti usciti dall'aula quando il professore mi chiamò - Penniman! Tu vieni qui! - Allora io tornai in classe e dissi - Sì professore? - e lui rispose - Il libretto personale prego. -
Io non protesta e glielo porsi, è inutile dire che scrisse una nota.
Poi me lo riconsegnò e io lo ringraziai. Poi corsi fuori dalla scuola e sempre correndo raggiunsi casa mia che era poco distante. Appena entrata in casa salutai i miei e gli dissi della nota. Non mi sgridarono, mi dissero solo di andare in camera mia è che mi avrebbero chiamata quando il pranzo sarebbe stato pronto. Io obbedii e mi dirigei in camera. Appena entrata posai lo zaino e mi stesi sul letto. Poi sentii papà dire a mamma - Emma calmati andrà tutto bene. - e lei ribatté urlando - NO Michael non mi posso calmare, nostra figlia ha solo 16 anni! Io pensavo fosse una fase della sua crescita in fondo i bambini hanno una fervida immaginazione ma ora è grande e vede gli spiriti! Io ho paura che la prendano in giro e di non poterla proteggere io...-poi scoppiò in un pianto isterico e papà cercò di consolarla. Poi mi chiamarono per il pranzo. Gli occhi azzurri di mia madre erano ancora gonfi di pianto. Poi mi feci coraggio e dissi - Mamma mi porteresti da uno psichiatria? - lei mi guardò con gli occhi sgranati e mi disse - Assolutamente no!- e io risposi - Perché? Insomma lo sappiamo tutti che ho dei problemi mentali. - lei si arrabbiò tantissimo e si alzò da tavola probabilmente per evitare di fare una scenata di rabbia e disse a papà :- Michael potresti sparecchiare tu oggi per favore? - - Certo. - si alzò e iniziò a togliere i piatti da tavola. - Emily tu vieni con me. - disse mamma. Io la seguii e andammo in salotto dove mi fece sedere sul divano insieme a lei. - Tesoro adesso voglio che mi presenti i tuoi amici. - Io, imbarazzata, arrossii e dissi sottovoce - Io non ho amici... O almeno non sono umani... - e lei disse una cosa che mi stupì molto - E allora presentami quelli che sono fantasmi. - Io la guardai stupita e dissi - Davvero?- e lei fece un cenno di assenso. Io ero felicissima quindi invocai la ragazza che avevo visto quella mattina a scuola e comparve in un angolo del salotto - Ciao. - le dissi - Come ti chiami? - lei guardò prima me è poi mia madre e poi mi disse - Annie- io sorrisi e mi rivolsi a mia madre. - Lei è Annie. L'ho vista per la prima volta oggi a scuola. Ha dei lunghi capelli castani e occhi verdi. - mamma sorrise e disse - Ciao Annie. - Io mi commossi e prima di iniziare a piangere guardai Annie e le dissi - Annie tu come sei morta? - lei sorrise e disse - Non lo so... - Io risi - Come non lo sai? - - Sono morta nel sonno: sono andata a dormire mi sono svegliata ho guardato il letto ed ero ancora lì. Ehm... Tu come ti chiami? -
-Io mi chiamo Emily Penniman. -

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⏰ Ultimo aggiornamento: Sep 08, 2015 ⏰

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