Perch'i' no spero di tornar giammai,
Ballatetta, in Toscana,
Và tu, leggera e piana,
Dritt' a la donna mia,
Che per sua cortesia
Ti farà molto onore.
Tu porterai novelle di sospiri
Piene di dogli' e di molta paura;
Ma guarda che persona non ti miri
Che sia nemica di gentil natura:
Ché certo per la mia disaventura
Tu saresti contesa,
Tanto da lei ripresa
Che mi sarebbe angoscia;
Dopo la morte, poscia,
Pianto e novel dolore.
Tu senti, ballatetta, che la morte
Mi stringe sì, che vita m'abbandona;
E senti come'l cor si sbatte forte
Per quel che ciascuno spirito ragiona.
Tanto è distrutta già la mia persona,
Ch'i' non posso soffrire:
Se tu mi vuoi servire,
Mena l'anima teco
(Molto di ciò ti preco)
Quando uscirà del core.
Deh, ballatetta mia, a la tu' amistate
Quest'anima che trema raccomando:
Menala teco, nella sua pietate,
A quella bella donna a cu' ti mando.
Deh, ballatetta, dille sospirando,
Quando le se' presente:
<Questa vostra servente
Vien per istar con voi,
Partita da colui
Che fu servo d'Amore>.
Tu, voce sbigottita e deboletta
Ch'esci piangendo de lo cor dolente,
Coll'anima e con questa ballatetta
Và ragionando della strutta mente.
Voi troverete una donna piacente,
Di sì dolce intelletto
Che vi sarà diletto
Starle davanti ognora.
Anim', e tu l'adora
Sempre, nel su' valore.
La parafrasi è nei commenti
Questa è una poesia che Cavalcanti scrive durante l'esilio immaginando di essere prossimo alla morte e credendo di non poter più fare ritorno a Firenze. Scrive di questa sua ballata che lui chiama in modo affettuoso "ballatetta" che spera arrivi fino alla sua donna.
Raga non so voi ma a me fa commuovere un botto, poi se la leggete con la canzone giusta in sottofondo ti uccide quindi spero vi piaccia.
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liceo classico: scleri e crisi di nervi
HumorClassicisti e classiciste di tutt'Italia, qui troverete chi vi capisce...e chi ha evocato un demone o due cercando di leggere l'accento sulle parole greche
