Sono passati anni che sanno di secoli, ogni volta che rileggo i miei testi mi stupisco di quanto fossi consapevole di me stesso. Negli ultimi 2 anni devo dire che mi é capitato molto di meno di fare riflessioni di quel calibro, per meglio dire le faccio ma offline, sul cartaceo. Ho provato a riappropriarmi di un mio diario, avevo finito quello vecchio e ne ho ripreso uno ancora più vecchio datato 2019, che però aveva ancora un sacco di pagine. E lì ho scritto fiumi di riflessioni.
Sul telefono invece molte di meno, meglio così.
Badate che non vuol dire che io non sia costantemente online ancora oggi, anzi direi che sono nettamente peggiorato, ho pure installato tik tok giusto oggi, non lo usavo dal 2020, é pazzesco.
Comunque che volevo dire? Non ho nuove riflessioni, volevo solo dire che sono qua, vivo, non è scontato, ma riesco poco a vivere.
Ho ansia, molta ansia, del futuro, della vita, del senso della vita in generale (é banale, ma mi sta martoriando) e tutte cose che non riesco a scollarmi di dosso da almeno 2 settimane, che mi fanno impazzire. É successo in passato ma una ansia di questo genere mi é nuova.
É Natale, però é il Natale che sto passando peggio da molti anni ad oggi. É Natale ma non iniziato un libro e mi ci sono fissato. É Natale ma sono cresciuto e tra due settimane vado a vivere in una città universitaria (almeno torno per i weekend). É Natale, ma é esasperante.
Nulla sembra cambiato, tutti sono cresciuti, tutti invecchiano, e fa paura.
Fa fottutamente paura.
Mi rincuoro dicendo di avere speranza.
Ricordandomi di quando mi infondevo speranze per esperienze che in confronto a questo malessere cosmico sembrano inezie.
Effettivamente aiuta.
Ma l'ansia resta.
Che posso fare a riguardo? Cerco di distrarmi, il più possibile, con ogni mezzo esistente, ma la mia soglia dell'attenzione é sotto i piedi. Ridotta all'osso grazie a un allenamento costante con i reel di Instagram.
Non saprei che altro aggiungere, non ho particolare novità. Studio Fisica all'università, non sta andando bene ma ci andrà, infatti non é questo il problema.
Non so onestamente se ricercare i problemi dentro di me, o in cause esterne, non c'è nulla che mi debba fare stare male. Anzi lo stare male é un motivo per vivere. Ti immagini un mondo in cui ognuno vive bene e può fare quello che vuole con tranquillità? penso che prenderei veramente il suicidio in considerazione.
Non c'è pace per chi soffre, non c'è pace per chi non soffre.
Bella sta frase eh? É il mio sogno fare delle massime letterarie potentissime che possano essere ricordate. Ma ne varrà la pena?
sto delirando
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Diario...?
Randomsì, questo dovrebbe essere un punto di riflessione , ma certamente non sarà così.
