Dissociazione

7 1 2
                                        

Ci sono giorni in cui non mi sento triste, mi sento spenta. Come se qualcuno avesse abbassato l'intensità di tutto, pensieri, corpo, desideri. Non riesco a sentirli, ed è questo che mi inquieta. Perché il dolore almeno si sente, mentre questo no è continuo e mi accompagna anche quando sorrido.  Mi muovo nella vita come se stessi attraversando stanze che non sono mie. Guardo le cose succedere, le persone crescere, arrivare da qualche parte, e io resto nel corridoio. Non perché non cammino, ma perché non riconosco nessuna porta come destinata a me. È come se il mio posto fosse sempre dopo, o altrove. A volte penso di non sentire perché in fondo, non me ne concedo il permesso. C'è una parte di me convinta che sentire equivalga a soffrire, e che io abbia già esaurito il credito per il dolore. Così mi trattengo. Mi dissocio senza accorgermene, affinché anche le cose che amo perdano peso e colore. Mi guardo allo specchio e non so mai cosa sto vedendo davvero. Un corpo che porto avanti per abitudine, una presenza che c'è ma non occupa spazio. Come se fossi sempre di troppo, anche dentro me stessa. E allora mi chiedo se questa distanza dal corpo non sia un altro modo per punirmi, per ricordarmi che non merito di sentirmi intera. Il pensiero di essere indietro mi corrode, come una pala che scava nelle le cose che non ho vissuto, quelle che ho perso e quelle che forse non arriveranno mai. E più ci penso, più mi convinco che la mia storia sia fatta più di mancanze che di possibilità. C'è una voce, flebile ma ostinata, che mi convince che agli altri è concessa la luce perché sanno come stare al mondo, mentre a me no. Io sono quella che osserva, ma che afferra troppo tardi. Che ama in modo instabile e quindi resta sempre con qualcosa in meno tra le mani. Eppure, anche in questo buio non riesco a spegnermi del tutto. C'è una crudele lucidità che resta. So di essere viva, so di sentire, so di desiderare, anche se fa male. Forse è questo il problema , non essere abbastanza assente da non sentire, né abbastanza presente da vivere davvero. E allora resto qui sospesa, a chiedermi se un giorno riuscirò a sentire senza farmi a pezzi. Se esiste un modo di adattarsi, che non sia solo resistenza.

Hai finito le parti pubblicate.

⏰ Ultimo aggiornamento: Feb 18 ⏰

Aggiungi questa storia alla tua Biblioteca per ricevere una notifica quando verrà pubblicata la prossima parte!

Riflessioni Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora